di Amalia Mancini

Questo libro mi è piaciuto proprio per il tema che tratta. Fu pubblicato nel 1909 da Frances Burnett e stranamente, anche se parla di buoni sentimenti non fu accolto molto calorosamente dal pubblico. Perché? Perché sconvolgeva i temi classici dell’educazione. Esponeva una tesi da considerarsi allora rivoluzionaria.
Là dove gli adulti non sono presenti, è il caso del romanzo, bambini e ragazzi riescono ad educarsi da soli. L’amicizia li aiuta a evolvere in positivo i loro caratteri e comportamenti, liberandosi dai pregiudizi artatamente assimilati dai grandi, che risultano di fatto assenti, sia fisicamente, che sul piano affettivo. Nell’allestimento del loro giardino segreto crescono e maturano in loro la speranza di un futuro migliore e di solidi rapporti. La vita all’aperto favorisce un corpo sano, un buon equilibrio interiore e sicurezze comportamentali, oltre che il rispetto e l’amore per la natura. Temi attuali e condivisibili anche oggi, come ho potuto riscontrare dalla mia esperienza personale.
Fluida e gradevole la scrittura, lettura consigliabile a ragazzi e adulti.