I tratturi di Puglia, coincidenti in parte con le grandi vie romane quali l’Appia e l’Appia-Traiana, sono il prodotto d’una storia antichissima, che si perde nella notte dei tempi; lungo queste lunghe vie erbose, come del resto in tutta l’area mediterranea, si sono mossi nei secoli milioni di animali, pecore soprattutto, per seguire l’ancestrale ciclo delle stagioni e degli erbaggi, sostanziando il ciclo vitale e l’economia fondamentale delle comunità.

Fino alla rivoluzione industriale, il ciclico discendere autunnale delle greggi dalle vette appenniniche abruzzesi, molisane, lucane per svernare nelle pianure adriatiche pugliesi ed il loro ritorno sulle montagne alla ricerca dei freschi pascoli estivi si è ripetuto con logiche immutabili che hanno dato vita ad un’economia ed una cultura fortemente radicata nei luoghi e negli uomini di Puglia.

E’ una storia, certamente da non idealizzare con letture romantiche; una storia di duro lavoro, di uomini che vivevano larga parte della loro vita lontano dalle famiglie, di sfruttamento del lavoro minorile, di spietato contrasto d’interessi fra proprietari delle greggi e pastori.

Dal secondo dopoguerra ad oggi, però, la grande transumanza delle greggi è profondamente mutata, avvalendosi per gli spostamenti dapprima del treno, poi, in misura purtroppo sempre crescente, degli autocarri che percorrono le strade ordinarie o addirittura le autostrade.

Le imponenti vie della transumanza a piedi costituite dai lunghissimi pascoli lineari cantati da D’Annunzio come “erbal fiume silente” hanno perso sempre più l’originaria utilità, finendo con l’essere lentamente dimenticate e parzialmente alienate o utilizzate dallo Stato per la costruzione di strade, elettrodotti, canali ed altre infrastrutture.

Nonostante il rapido oblio e la perdita di senso economico, però, ciò che resta intatto della rete tratturale o che di essa è recuperabile sia per le transumanze locali che non sono sparite, sia per un uso alternativo culturale e turistico, non è affatto poco e giustifica ampiamente il tentativo di riqualificare e valorizzare i tratturi nel quadro di una politica di difesa del paesaggio e di tutela del patrimonio storico ed architettonico del territorio.

In Puglia si è imboccata questa strada, per lo meno a partire dal 2003, anno in cui è stata approvata all’unanimità la legge regionale n.29 per la tutela e valorizzazione delle vie della transumanza e che, a tal fine, prevede la progressiva realizzazione del Parco Regionale dei Tratturi di Puglia; tale legge è corredata da importanti linee guida per l’attuazione che facilitano, per i Comuni interessati dalla presenza di tratturi, la redazione di Piani Comunali Tratturi utili a programmare la loro riqualificazione.