a cura di Angela Mengano

In una splendida giornata di sole andiamo alla scoperta di un paese a due passi da casa nostra, che per noi è stato, sinora, quasi soltanto uno svincolo stradale per Auchan.
Con le guide della Pro Loco che ci attendono al nostro arrivo, la giovanissima Luna, insieme a sua madre, architetto, napoletana d’origine, animatrice di appassionate battaglie per la riscoperta del territorio – e a Giovanni De Tommaso, studioso di storia locale, facciamo la prima inaspettata scoperta: una piccola chiesa romanica, in parte ricostruita, intitolata a Santa Lucia, oltre che alla Madonna del Soccorso (stranamente raffigurata, nella tradizione iconografica ad essa dedicata, con un randello in mano!).

La chiesa è menzionata nel Codice Diplomatico Barese (1300) e si ritiene, non si sa quanto fondatamente, che la costruzione sia da ricollegarsi alla comparsa dei monaci basiliani, che nei secoli bui avrebbero occupato lame e siti rupestri dei nostri territori per sfuggire alle persecuzioni iconoclastiche. All’interno, un Cristo Pantocratore nella lunetta e una Madonna del Divino Amore affrescata sul lato destro della navata.
Dopo la rituale pausa caffè nel bar della piazza, vorremmo entrare nel Convento delle Monacelle, ma non ci riusciamo: la chiave ci viene negata, forse per ragioni di inagibilità. Ci accomodiamo allora nell’ampio spazio esterno che circonda l’imponente edificio, complice il tepore di una bella giornata autunnale, per ascoltare dalla viva voce di Beatrice Birardi, giovane musicologa, autrice di “Tastiera e telaio” (oltre che di numerose altre pubblicazioni), la storia inedita del conservatorio musicale femminile che qui ebbe vita dalla fine del Settecento all’Unità d’Italia. E’ un bellissimo regalo quello che ci fa la nostra giovane amica che, a distanza di appena dieci giorni dal parto, non ha voluto mancare all’appuntamento, portandosi al seguito la famiglia, compresa la sua bimbetta nel passeggino.
Ma dopo c’è ancora tanto da scoprire nel suggestivo centro storico di Casamassima: la Chiesa Matrice, che conserva tra l’altro una Madonna con bambino in pietra, attribuita a Stefano da Putignano; bei palazzi, viuzze lastricate di chianche, balconi fioriti, romantici archi a volta bassa (“l’Arco delle Ombre”!) e soprattutto le tante case dalle pareti intonacate in azzurro, secondo un’antica pratica introdotta, pare, secoli addietro, come ex- voto.

Si narra infatti che nel XVII sec. l’allora signore di Casamassima, Michele Vaaz, fece un voto alla Madonna di Costantinopoli affinché preservasse il paese dalla peste, diffusa su tutto il territorio. Di qui l’ordinanza di dipingere il caseggiato a calce viva, aggiungendo il colore azzurro che ricordava il manto della Vergine Maria.
In tempi recenti Vittorio Viviani, artista milanese, resta affascinato, rivaluta le case azzurre, fissandole in alcune sue tele, e definendo Casamassima il ” paese azzurro”.
Con la visita al cimitero militare polacco, uno dei quattro esistenti in Italia, anche questo parte del territorio di Casamassima, concludiamo la mattinata fuori porta. Fa gli onori di casa un maresciallo in forza al Commissariato per le onoranze dei caduti in guerra, che raccontandoci tante piccole “microstorie” toccanti ci illustra il delicato e importante compito che viene svolto per aiutare i parenti di soldati dispersi in guerra a ritrovare i propri cari o almeno un luogo dove piangerli.

La sosta pranzo presso il ristorante Arram di Casamassima, peraltro impeccabile per la qualità dei piatti che ci vengono presentati, si dilata in tre ore abbondanti, ben oltre il fabbisogno di relax all’interno di una giornata tutta dedicata alla scoperta del territorio!
Comunque riusciamo a rispettare i tempi e all’ora programmata siamo nella Pinacoteca del Castello di Conversano dove ci attende, come guida incaricata dal Polo Museale, Claudio Ermogene Del Medico, docente di Musica Sacra nel Conservatorio Nino Rota di Monopoli, che commenta per noi le grandi tele del Finoglio, ispirate al ciclo della Gerusalemme liberata, ormai collocate qui in esposizione permanente. Saliamo all’ultimo piano del Castello, per concludere la visita con la mostra “L’eredità di Caravaggio in Europa – uno sguardo privato” (curata da Raffaele De Giorgi e organizzata dal Comune di Conversano), allestita con dipinti (provenienti da un’unica collezione privata) di autori di diversa provenienza, non solo italiani (c’è anche qualche fiammingo) ma tutti influenzati dal grande Caravaggio.