LeggerMente

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LeggerMente è il gruppo di lettura dell’Adirt. Gli incontri possono definirsi felici, secondo le non poche lettrici e i lettori che partecipano. Le regole del gruppo sono quelle che di volta in volta decidiamo di darci, affinando e modificando, secondo l’esperienza che costruiamo insieme e che riteniamo sia meglio adottare. Unica regola è la flessibilità. La scelta dei libri dei quali si condivide la lettura, avviene con il voto di tutti i lettori sulle proposte fatte da ciascuno durante un incontro dedicato a questo difficile e delicato compito.

I nostri libri

Fino ad oggi abbiamo “condiviso” letture a tema e di singoli libri.

Sul tema del giardino:

  1. Ruth Ammann, Il giardino come spazio interiore, Bollati Boringhieri, 2006
  2. Enzo Bianchi, Ogni cosa alla sua stagione, Einaudi, 2010
  3. Thomas A. Harris, Io sono ok, tu sei ok, B.U.R., 1995
  4. Frances E. Hodgson Burnett, Il giardino segreto, Giunti Junior, 2011
  5. Serena Dandini, Dai diamanti non nasce niente, storie di vita e di giardini, Rizzoli, 2011
  6. Jacques Brosse, Mitologia degli alberi, dal giardino dell’Eden al legno della croce, B.U.R., 2010
  7. Hermann Hesse, In giardino, Guanda
  8. Marina Tartara, Giardini di felicità, sentieri letterari dal duemila al duemila, Biblioteca del Vascello, 1993
  9. Jorge Luis Borges, Il giardino dei sentieri che si biforcano, da Finzioni, Einaudi, 1995

Gli incontri monografici sono stati su:

  1. Erri De Luca, “I pesci non chiudono gli occhi”, Feltrinelli, 2011
  2. Erri De Luca, “Il peso della farfalla”, Feltrinelli, 2011
  3. Irène Némirovsky, “Due”, Adelphi, 2011
  4. Georges Simenon, “Il Treno”, Adelphi, 2007
  5. Georges Simenon, “Lettera a mia madre”, Adelphi, 1991
  6. Vladimir Nabokov, “Lolita” traduz. di G. Arborio Mella, Adelphi, 1993
  7. Lev Nicolaevic Tolstoj: Sonata a Kreutzer, 1891

Sonata a Kreutzer di Lev Nicolaevic Tolstoj

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di Amalia Mancini

Quello che colpisce di questo libro è l’inspiegabile vigore che emana ogni sua pagina. E’ un crescendo di forza che vessa Podnysev rendendolo schiavo della violenza.
Eppure non è un libro violento, anzi.
Forse quello che manca è proprio un po’ di pietà, la pietas.
I sentimenti che muovono il protagonista de La sonata a Kreutzer sono intrisi di una grande forza drammatica. Ci si trova di fronte a un “insaziabile odio-amore carnale che si svolge tra due egoismi di segno sessuale opposto”.
Domina su tutto il romanzo la carnalità che Tolstoj attribuisce a “un eccesso di cibo inghiottito” che defluisce poi nel sesso. Prosegui la lettura…

Lolita di Vladimir Nabokov

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di Elisa Cataldi

Romanzo avvincente, scanzonato, imprevedibile! Sei lì che ti godi una scrittura frizzante, arguta, accattivante, ti ritrovi a sorridere di questo Humbert Humbert divertente, ironico ed autoironico, machiavellico quando…. ti soffermi un attimo e ti rendi conto che si sta parlando di vera e propria perversione sessuale, di pedofilia, di situazioni pesantissime e molto dolorose. Ma non riesci a provare la dovuta indignazione! Prosegui la lettura…

Il treno di Georges Simenon

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di Antonella De Maio

Di questo romanzo mi ha colpito la figura di Marcel, quello che si potrebbe definire un buon padre di famiglia, di salute cagionevole, un uomo mediocre che sa di essere in credito di emozioni con la vita. Quando lascia in fretta la sua casa tranquilla sotto la minaccia dell’avanzata dei tedeschi, sa che quell’evento straordinario è un appuntamento con il destino. Incontra Anna, donna silenziosa e passiva, passionale e misteriosa che non esplicita mai le sue emozioni e ogni volta che tenta di farlo Marcel lo zittisce. Di grande sensualità il passaggio in cui Anna si toglie le mutandine e si offre con naturalezza a Marcel nella promiscuità del vagone. Di tutta quella passione e quell’audacia Marcel sente l’esigenza di volere darne conto solo al suo figlio maschio, quasi a volergli lasciare un’eredità virile che il ragazzo mai avrebbe sospettato nel padre. Ma è proprio il rifiuto di aiutare Anna che chiude quella storia così intensa nella parentesi di un uomo mediocre, appunto. Prosegui la lettura…

Il giardino segreto di Frances E. Hodgson Burnett

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di Amalia Mancini

Questo libro mi è piaciuto proprio per il tema che tratta. Fu pubblicato nel 1909 da Frances Burnett e stranamente, anche se parla di buoni sentimenti non fu accolto molto calorosamente dal pubblico. Perché? Perché sconvolgeva i temi classici dell’educazione. Esponeva una tesi da considerarsi allora rivoluzionaria. Prosegui la lettura…

Il peso della farfalla di Erri De Luca

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di Amalia Mancini

Il testo di Erri De Luca “Il peso della farfalla” ci offre non poche riflessioni sulla vita. E’ una metafora sull’uomo, sulla sua presunzione, sull’errato rapporto tra lui e la natura.
Il suo stile è leggero, tanto che ci sembra , leggendolo, di volare sulle ali di una farfalla e insieme a questa, umile, ma fondamentale co-protagonista, sorvolare la triste storia del cacciatore e del camoscio. Prosegui la lettura…

Due di Irène Némirovsky

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di Michele De Ruggieri

Bellissimo inizio! Si ha subito l’impressione che la Némirovsky voglia entrare nell’animo dei giovani in particolare di quelli del 1920 sopravvissuti alle trincee, ragazzi che hanno una sola voglia: quella di godersi ogni cosa, di vivere senza timore i loro amori, cercando di non lasciarsi soffocare da quello che è accaduto. Prosegui la lettura…

I pesci non chiudono gli occhi di Erri De Luca

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di Michele De Ruggieri

In questo romanzo l’autore, racconta la storia di un ragazzo di dieci anni costretto a vivere da adulto in miniatura in una città come Napoli. Arriva fortunatamente per lui una lunga estate trascorsa nell’isola d’Ischia, fra gli affetti familiari della madre e della vulcanica sorella, l’attesa di un padre lontano e soprattutto e l’innamoramento sotto l’ombrellone di una ragazzina del Nord la quale lo tirerà fuori in quel poco tempo estivo e assolato dal bozzolo di bambino. Fra barche, pescatori, grandi nuotate, violente zuffe con invidiosi coetanei scorre un fil rouge che pagina dopo pagina legherà sempre più le due creature quasi fossero novelli Adamo e Eva fino a quando, come dice De Luca nelle ultimissime battute “le bocche si trovarono accanto e inventarono il bacio, il primo frutto della conoscenza”. Prosegui la lettura…

Il giardino dei sentieri che si biforcano di Jorge Luis Borges

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di Isa Bergamini

Il Tempo al centro del Labirinto e lungo il Labirinto della metafora della vita e dell’universo, oltre che della storia che ne è pretesto narrativo.
Ogni elemento della narrazione appare per aprire un sentiero, aprire un varco possibile a cui affacciarsi, la suspence segna le pause della musica scritta per percorrere il giardino/labirinto/tempo. Prosegui la lettura…

Giardini di Felicità di Marina Tartara

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di Isa Bergamini

Libro veramente di grandi emozioni, con il quale si percorrono Spazi e Tempi sia reali, che soprattutto dell’anima.
L’autrice dice di aver tracciato:
“… sentieri, del tutto personali, tra i giardini letterari di quattromila anni”
e aggiunge:
“… sono frammenti della memoria collettiva, raccolti col piacere della scoperta ed il conforto che procura il ritorno in luoghi familiari”.
Il libro è composto da cinque parti ( 1. Il sogno e la promessa; 2. Eros nel giardino; 3. Lo spazio della vita; 4. Il ricordo della speranza; 5. L’albero della conoscenza), con una breve Premessa ed una Postfazione dalla scrittura poetica nella quale Marina Tartara racconta del suo rapporto con il suo giardino, evocando il giardino dei sogni, ma soprattutto il giardino reale, luogo di lavoro e di fatica e oasi della fantasia.

Dai diamanti non nasce niente di Serena Dandini

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di Antonella De Maio

Partendo dal titolo che ripropone un verso di De Andrè (che prosegue con “dal letame nascono i fiori”), la Dandini ci conduce, attraverso un verde dedalo rigoglioso di citazioni di ogni genere, verso la scoperta di un modo di occuparsi di se stessi, della propria spiritualità e dell’ambiente, curando le piante, osservandole nel loro lento sviluppo regolato dai ritmi immutati della natura. L’ascolto del tempo scandito dalle stagioni è uno stimolo alla pazienza e alla cura, oltre che a cogliere il valore metaforico della tenacia delle piante che sanno farsi strada nel mondo anche in condizioni ostili. Ecco quindi l’esempio dell’albero di cachi cresciuto “con pazienza e dignità” fra le macerie di Nagasaki o il ginko biloba germogliato dopo un anno dal fungo atomico a Hiroshima che ora troneggia maestoso e imponente. La saggezza della pazienza è racchiusa nella citazione di Rousseau “Amara è l’attesa, ma il suo frutto è dolce”.

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