Pagina dei Soci

Pagina dei Soci 5 Commenti »

Questa pagina vuole dare voce ai soci ed ai simpatizzanti dell’Adirt che vogliano fare proposte di lettura (articoli, libri documenti), visione (film, spettacoli, mostre), ascolto, viaggi. Potrete inoltre suggerire approfondimenti ed iniziative, segnalare problemi o commentare una notizia che giudicate interessante.

Viaggio d’Autunno. Livorno e Pisa

Itinerari viaggi 18-19, Pagina dei Soci Nessun Commento »

 

Viaggio d’Autunno. Livorno e Pisa 

27 novembre – 1 dicembre 2018

 a cura di Angela Mengano

La partenza – come sempre modulata tra largo Sorrentino e largo Due Giugno- è fissata tra le 7.00 e le 7.10 di martedì 27 novembre, in modo da arrivare in tempo utile a Santa Severa (RM) per la visita del Castello.

Sosta in autostrada nei pressi di Avellino per permettere lo scambio tra i due autisti. Superato il GRA e imboccata la strada per Civitavecchia raggiungiamo il Castello di Santa Severa, dove ci attende la nostra guida, Sara. Ed ecco l’imponente mole del castello, testimone di storia plurimillenaria. Fu in età etrusca l’antica Pyrgi, porto di Caere (odierna Cerveteri), porto “emporico”, luogo strategico di scambi e contatti tra diverse culture, poi colonia romana, in seguito borgo medievale dominato dal castello e intitolato alla martire protocristiana Severa. L’ordine Ospedaliero di Santo Spirito (caratteristico e onnipresente nel sito lo stemma a doppia croce biansata) ne fu proprietario per secoli. Attraverso i due archi, certamente costruiti per accogliere ed onorare papi e personalità di prestigio, si passa nella piazza della Rocca. Il castello (facente parte di un sistema difensivo iniziato da papa Leone IV contro il pericolo saraceno) non è visitabile, ma sono molto interessanti gli scavi che nella Casa del Nostromo, attraverso lastre trasparenti, lasciano intravedere, più in basso del piano di calpestio, alcuni sarcofaghi. In un altro lato della piazza sono visibili i resti di una Basilica paleocristiana edificata due secoli dopo la morte di Severa. Begli affreschi (scuola del pittore Antoniazzo Romano) nel Battistero (Santa Severa presenta il committente Gabriele de Salis alla Madonna in trono), e la scena di ritorno in porto con apparizione miracolosa di santi; particolarmente suggestivi i misteriosi graffiti votivi che raffigurano profili di navi del XIV e XV secolo, piccolo archivio di iconografia navale. Nella Chiesa parrocchiale dell’Assunta, tra due colonne in marmo cipollino, il grande quadro con l’Assunta tra le Sante Marinella e Severa (con il castello ben visibile sullo sfondo). Nel “cortile delle Barrozze”, area per stipare il grano, la guida Sara sottolinea che questo non è mai stato un castello di “principi e raperonzoli” ma di preti e contadini! Completiamo la visita con il Museo del Mare e della Navigazione antica e con l’Antiquarium, nel quale spiccano le tre tavolette auree di Pyrgi (qui solo riprodotte, mentre gli originali sono conservati al museo etrusco romano di Villa Giulia).

Qualche ora di viaggio e siamo a Livorno, nel magnifico Grand Hotel Palazzo, dalle cui   finestre, affacciate sul lungomare, si può scorgere l’isola Gorgona e, proprio di fronte all’albergo, la Terrazza Mascagni e i Bagni Pancaldi, residuo di Belle époque. Una buona cena con risotto alla marinara, insalatina di calamari e tartellette alla frutta conclude in bellezza la prima giornata del nostro andare.

Mercoledi 28 novembre

L’appuntamento con Fabrizio Ottone, nostro “Virgilio” nella scoperta di Livorno (verve e cultura, personalità notevole, è il presidente dell’Associazione Guide Labroniche), è in piazza del Luogo Pio, dove i livornesi si danno appuntamento semplicemente dicendosi Ci vediamo a Crocetta, dal nome familiarmente dato alla piazza. Da qui inizia il giro in battello attraverso i canali del quartiere Venezia (i cd. Fossi medicei), lungo un perimetro che – scopriremo presto – ha la forma di un pentagono. E’ il cuore di una città che il grande Bernardo Buontalenti progetta con un sistema di fossati e bastioni, ripopolata con l’ emanazione delle leggi livornine, con cui si invitavano nella nuova città mercanti di qualsivoglia Nazione, Levantini, Ponentini, Spagnuoli, Portughesi, Greci, Todeschi et Italiani, Hebrei, Turchi, Mori, Armeni, Persiani et altri, e richiamando mercanti da ogni angolo del mondo, con l’espansione dei commerci e il soggiorno di numerose comunità straniere, le cd Nazioni,  favorirono la fioritura delle arti e delle lettere insieme a un clima di tolleranza religiosa davvero speciale, almeno fino all’ Unità d’ Italia. Fu così che Livorno si trovò ad avere una delle comunità ebraiche più importanti, unica città senza ghetto (da ricordare, tra gli ebrei livornesi illustri, Amedeo Modigliani ed Elio Toaff). A spasso per i canali, rallegrati da un  bel  cielo azzurro, ci godiamo la sfilata  di palazzi, mura fortificate, cantine, costruendoci una nostra idea della città attraverso le parole di  Fabrizio: l’intervento di esperti chiamati da Venezia per costruire una città sull’acqua; il cantiere dei fratelli Orlando produttori di corazzate ormai ridotto a  rudere e rimpiazzato da un  cantiere che produce yacht di lusso; il faro, che qui viene detto “Fanale”, costruito nel XIV secolo dalla Repubblica di Pisa, distrutto dai tedeschi in ritirata alla fine della seconda guerra mondiale; la Fortezza Vecchia, che Cosimo I de Medici elesse a  propria residenza quando si recava a Livorno; il monumento ai Quattro Mori, simbolo della città; il passaggio nel tunnel sottostante alla enorme piazza della Repubblica, detta del Voltone perchè in realtà copre con una grande volta le acque del Fosso Reale che da sopra  si vedono  scorrere attraverso grate;  il quartiere Ovosodo, che il regista Paolo  Virzì ha fatto conoscere al pubblico;  la burla  delle false teste di Modigliani ripescate nei canali;  la storica rivalità tra Livorno e Pisa (nata da quando la seconda decadde al sorgere e affermarsi della prima).

Ritornando sui nostri passi, visitiamo la Chiesa di san Ferdinando, uno dei tre gioielli barocchi della città: facciata povera ma interno fastoso, alla maniera del barocco toscano, più vicino a quello romano, non abbastanza ardito ma oggi rivalutato. Sull’altare non un Cristo ma un Angelo – unica figura comune ai tre monoteismi – nell’atto di  liberare due schiavi uno cristiano  e uno moro;  pavimento policromo di marmi toscani in forma radiale. La chiesa sorge in piazza del Luogo Pio, occasione per Fabrizio di citarci il detto popolare “Le ragazze del Luogo Pio mangiano pregano e pensano a Dio” collegato alla originaria destinazione del luogo ad assistenza delle fanciulle povere. Percorrendo la cosmopolita via della Madonna, singolare per la presenza di ben tre chiese punto di riferimento delle varie  comunità nazionali, arriviamo al Mercato delle Vettovaglie (quasi di fronte, in piazza delle Erbe, è la casa di Pietro Mascagni; suo padre aveva una panetteria, una delle più rinomate della città). Il Mercato, grande edificio in stile Liberty, ha tre sale, la prima chiamata pagoda, dove viene battuta l’asta del pesce,  l’altra per verdure , uova e pollame, e la centrale, sulle cui pareti fanno bella mostra di sé le cariatidi di Lorenzo Gori, raffiguranti le “gabbriciane”, contadine che dal Gabbro (luogo natale della cantante Nada, ma anche legato alle vicende artistiche di uno dei Macchiaioli più rinomati come Silvestro Lega) portavano  i prodotti del territorio da vendere in città. Qui Fabrizio ci dà lezioni (etimologia compresa) di cacciucco e ponce, specialità livornesi. A Livorno dicono: Siamo un cacciucco di gente. Del primo faremo esperienza nella cena di domani sera, per il secondo l’occasione arriva subito, nella pausa pranzo, tra i banchi del mercato, gustando un buon primo caldo con l’accompagnamento di un calice di vino e – appunto – di un consolatorio ponce.

Lentamente ritorniamo sui nostri passi verso l’autobus. Sosta doverosa davanti alla  facciata  del Teatro San Marco, che ospitò nel 1921 il congresso costitutivo del Partito Comunista d’Italia. Tristi riflessioni sulle ininterrotte pulsioni scissionistiche della sinistra. Oggi è un rudere, in parte restaurato per ospitare un asilo e non so che altro.  Ore 15.00.  Siamo in partenza per l’escursione del pomeriggio al Santuario di Montenero. Percorriamo il lungomare sud punteggiato di edifici e “bagni”  ottocenteschi fino a imboccare la strada che sale verso il santuario.  A mezza costa appare, sulla destra,  una specie di enorme cubo di cemento: il faraonico mausoleo della famiglia Ciano, ci viene spiegato, che avrebbe dovuto dominare Livorno dal colle Monteburrone, ma che non fu mai portato a termine. Montenero è oggi la Beverly Hills dei livornesi (di  quassù, se l’aria è tersa, lo sguardo spazia fino alla Torre di Pisa e  alle  Apuane) ma nel medioevo era zona di eremiti e come  spesso avviene in questi casi, l’origine del santuario è ammantata di leggende che riportano il ritrovamento da parte di  un pastorello di un dipinto raffigurante la Madonna;  portato sul  colle poi nascosto in circostanze misteriose, forse rifiutato in quanto non canonico dalle autorità religiose pisane ed infine messo trionfalmente al centro della edificazione del santuario. Una cosa è certa però: per i livornesi oggi, anche se atei, la Madonna di Montenero non si tocca. Anche perchè nel frattempo è stata insignita – da cinquant’anni a questa parte –  del titolo di patrona dell’intera regione toscana, nonché  copatrona della città di Livorno insieme a  santa Giulia. E a Livorno se si è scampati a un serio pericolo si suole dire: Devi andare a piedi a Montenero ad accendere un cero alla Madonna. In ogni caso, a parte la devozione, il luogo merita, per il Famedio (dove è sepolto il pittore Giovanni Fattori e dove vengono ricordati, tra gli altri, Amedeo Modigliani e Pietro Mascagni) e soprattutto per la straordinaria e sterminata raccolta di ex-voto (circa un migliaio) a partire  dal ‘700. Nell’altare principale della chiesa – altro esempio importante del  barocco toscano – è  il dipinto originale della madonna di Montenero. Vecchi santini risalenti ad anni anteriori al furto degli anni ’70 la raffigurano riccamente ingioiellata. Prima di cena, piccola riunione allargata del gruppo di lettura, nel saloncino della reception, per discutere e votare i libri del mese di Fahrehneit.

Stasera non ceniamo in albergo, ma in un locale in zona porto, Le volte, con un insolito allestimento fatto di ombrelli multicolori e, naturalmente, un profluvio di sapori marinari. Buona la frittella di bianchetti,  ottimo il fritto di calamari e gamberi reso leggerissimo dall’impanatura in farina di riso.

Giovedi 29 novembre

Dopo colazione, Villa Mimbelli che, a due passi dal nostro albergo, ospita il museo civico Giovanni Fattori . Ci affascina non solo per  il contenuto (i Macchiaioli – secondo Giulio Cesare Argan “il  movimento artistico italiano più impegnato e costruttivo dell’Ottocento) ma anche per  il contenitore (villa con grande parco e orto botanico), espressione del gusto di un ricco mercante di origine dalmata. Stile eclettico usato nelle sale e salette per stupire mescolando vari stili; interessanti dettagli nelle lunette affrescate da Annibale Gatti: puttini con oggetti tecnologici – macchina fotografica, locomotiva, pila voltaica; sala biliardo con intarsi legno-madreperla, genere medioevo ottocentesco centroeuropeo un po’ celtico un po’ fantasy; sala da fumo o Moresca, di gusto parossisticamente orientale. Qui è evidente – uso le parole di Fabrizio – il gusto non innovativo dei proprietari: coevo dei Macchiaioli, il Gatti dei soffitti affrescati con soggetti classici e mitologici  – pur bellissimi a vedersi – fa arte accademica, ponendosi a una distanza abissale da quella corrente artistica che entra in scena  rompendo gli schemi. ”I Macchiaioli (cito Fabrizio) assestano un colpo a questa visione dell’arte”.  Una scala decorata con putti di ceramica invetriata ci porta al piano superiore, dove sono ancora altre sale (gli appartamenti privati dei Mimbelli) tra cui spicca la Sala Grande, tutta un gioco di vetri e specchi. Al secondo piano c’è la magnifica collezione dei Macchiaioli. Diego Martelli – a cui Edgar Degas  dedicò ben due ritratti – è l’anima intellettuale del gruppo.  Loro ritraggono la realtà, la realtà è luce,  e la luce va a macchie, contrasti, rapporti. Basta putti, e decamerone, e scene mitologiche… E’ una rivoluzione culturale come nel ’68, un momento di passaggio anche per l’arte, che prima  si riproduceva su commissione, ora cerca un mercato. Il nome di “macchiaioli” glielo appioppa un giornalista con intento di stroncatura, loro se lo tengono facendone un punto di forza. Ognuno di loro sviluppa un suo linguaggio. Giovanni Fattori prima di tutto, qui ci sono i suoi grandi quadri con le scene di guerra nel Risorgimento: sembra il cinema di Sergio Leone, Ino ci va a nozze, lui che si esprime col segno pittorico  improvvisa per noi un commento critico a supporto delle spiegazioni di Fabrizio; e poi ci sono le Mandrie Maremmane con i butteri , i “cowboy italiani”, dove paesaggio e figura umana sono sullo stesso piano; fino alle tele più piccole, per le quali Fattori utilizza le scatole dei suoi sigari toscani.   C’é poi Silvestro Lega che con la sua pittura – dice Fabrizio – “dà nobiltà non retorica alle contadine” (ma i suoi quadri forse più belli, certamente più noti, Il pergolato e Il  canto dello stornello, non sono qui). C’è Angiolo Tommasi, con il ritratto di Pietro Mascagni; c’é (mi ha molto colpito) Vittorio Corcos, osservatore acuto della belle époque, autore di intensi ritratti, notevoli quelli femminili  e anche quelli ironici  di personaggi livornesi come “Yorik” (1889) raffigurante quel Pietro Coccoluto Ferrigni che fu avvocato, giornalista, prese parte alla spedizione dei Mille e fu perfino segretario di Garibaldi, secondo Fabrizio portatore di quella vivacità tutta livornese che ha dato in seguito vari frutti, non escluso  il famigerato Vernacoliere.  Tra i post- macchiaioli, Plinio Lomellini con il suo Incipit nova aetas, monumentale quadro raffigurante l’arrivo delle camicie nere in piazza Signoria a Firenze;  Mario Puccini, (Emilio Cecchi lo definì “un  Van Gogh involontario”), figlio di un fornaio, personaggio eccentrico e tormentato. Infine, l’unica opera di Amedeo Modigliani 14enne conservata in questo Museo, rappresentante una stradina toscana.

Foto di gruppo alla Terrazza Mascagni; e qui, salutato Fabrizio, nostro impareggiabile cicerone, ci sparpagliamo a gruppetti per un veloce spuntino ai Baracchini.

Oggi pomeriggio incomincia l’esplorazione di Pisa, che continuerà per l’intera giornata di domani. In un viaggio che puntava sulla scoperta/approfondimento delle due città toscane, Livorno e Pisa, abbiamo volutamente scelto di pernottare nella prima, considerandola un pò meno turistica dell’altra.  Ce ne viene conferma  dal primo impatto con la Piazza dei Miracoli, letteralmente invasa da turbe di turisti impegnati a farsi fotografare nell’atto di reggere con le proprie braccia la mole della Torre pendente…ma noi – guidati da Luca –  attraversiamo velocemente la zona, che vedremo meglio  domani, per recarci nella bella Piazza dei Cavalieri,  ridisegnata dal Vasari. Avevamo appuntamento nel vasariano palazzo della Carovana o dei Cavalieri, sede della Scuola Normale Superiore di Pisa, ma scopriamo con disappunto che i vari  ambienti – sale, biblioteca – sono momentaneamente interdetti al pubblico per impegni non resi noti al momento della prenotazione. Possiamo dare  solo uno sguardo allo scalone, da dove sbirciare velocemente all’interno delle sale. Peccato, sapevo che nella sala degli stemmi c’è anche, fra  tanti, lo stemma degli antenati aretini di mia madre, cavalieri di santo Stefano impegnati con la flotta granducale a difendere le coste da minacce piratesche e saracene!  Mi consolo pensando che anche una visita affrettata può avere un senso, quello di  un doveroso omaggio a una scuola universitaria che conferisce all’Italia prestigio internazionale e che ha dato al nostro paese personalità illustri in tutte le discipline scientifiche e umanistiche (vari Nobel sono usciti da qui). Prima di salutare Pisa facciamo una confortevole sosta nel bar pasticceria Salza in Borgo Stretto.  Ci attende stasera una cena con i fiocchi, con la scoperta del Cacciucco verace, in un delizioso locale – Porto di Mare – gestito da giovani altrettanto deliziosi (ma pare con una mamma- cuoca di alto livello in cucina)  e con un susseguirsi dal principio alla fine di bocconi prelibati. A conclusione della serata, sosta di gruppo – tanto per cambiare tutte donne –  in un localino scoperto da Lucia,  alquanto alternativo,  attiguo al nostro albergo, che ci ha permesso, tra un infuso e una grappa a seconda dei gusti, di  sbizzarrirci allegramente con musiche e canti.

Venerdi 30 novembre

In viaggio verso Pisa, Lucia ci legge qualche pagina del gradevolissimo Scacco alla torre di Marco Malvaldi, ovvero un modo alternativo di avvicinarsi alla città della torre pendente. La nostra guida, solo per stamattina, sarà Eloisa. Dal grande parcheggio periferico un trenino ci porta sino alle mura, che in questo tratto includono il Cimitero ebraico, con  tracce di epigrafi in caratteri ebraici sul muro esterno.

In Duomo, capolavoro del romanico pisano che accoglie influenze orientali e islamiche, ammiriamo  il magnifico  pulpito di Giovanni Pisano e il Cristo Pantocratore che Cimabue lasciò incompiuto. Fu qui che secondo cronache del tempo Galileo, vedendo una lampada oscillare, scoprì la legge del pendolo; ma  si ritiene che  la  lampada il cui moto egli osservò sia quella che si trova in una cappella all’interno del Camposanto monumentale, che vedremo più tardi. Passando nella cappella che conserva  le reliquie di san Ranieri patrono della città di Pisa, Eloisa ci ricorda la tradizione legata alla festa del Santo, e il miracolo del vento che, dopo essersi scatenato, cala, permettendo l’accensione di migliaia di lumini che rivestono a festa la città nella sera della vigilia, il 17 giugno di ogni anno.

Il Battistero, un tripudio di ricami marmorei all’esterno, è semplice e spoglio al suo interno e ha un’acustica perfetta, dimostrata al pubblico da una voce che esegue dei vocalizzi con intonazione cristallina,  e poiché noi mostriamo di aver molto apprezzato, la performance viene ripetuta espressamente per noi, con grande nostro compiacimento! Il bellissimo pulpito è di Nicola Pisano, considerato un precursore del Rinascimento (si dice che Michelangelo abbia copiato il suo Davide dall’Ercole nudo di questo pulpito). Prima di lasciare il Battistero, qualcuno di noi sale all’ultimo piano, da dove si ha  la sensazione di poter quasi arrivare con la punta delle dita a toccare il Duomo che è proprio lì di fronte!

L’ultimo dei monumenti – veramente spettacolari – di questa piazza (il nome di piazza dei Miracoli pare sia stato coniato da Gabriele d’Annunzio)  è lo stupendo Camposanto monumentale, vero e proprio Pantheon della Pisa di tutti i tempi, con il grandioso e impressionante Trionfo della Morte di Buonamico Buffalmacco (1330, il Vasari argutamente lo definì “fumettista”); la grande collezione di sarcofaghi romani; le sinopie (la maggior parte trasferite nel vicino museo); la grande e interessante Cosmografia teologica di Piero di Puccio, fatta di numerosi cerchi concentrici che alludono alla Terra, alle sfere celesti, agli elementi e ai pianeti; e, infine, la lampada di Galileo originale trasferita qui dal Duomo.

Con un ultimo sguardo alla Torre, adesso un po’ meno pendente che in passato grazie a importanti lavori di consolidamento, lasciamo frettolosamente la piazza dei Miracoli e ci disperdiamo nelle vicinanze per una veloce pausa pranzo. Poi riprendiamo il giro con Luca, che ci mostra le case-torri, protese in senso verticale, come veri grattacieli del Medioevo, emblema di ricchezza e potenza delle famiglie nobili. Lungo il tragitto passiamo davanti alla storica sede dell’Università di Pisa, il Palazzo della Sapienza, dove Galileo Galilei fu studente e in seguito per tre anni docente di Matematica prima di trasferirsi a Padova. Da piazza Garibaldi attraversando l’Arno raggiungiamo Palazzo Blu, raffinata dimora storica con belle sale sontuosamente arredate – tra cui spicca la grande Sala da Ballo -sede di mostre temporanee (al momento “da Magritte a Duchamp” – 1929 il grande surrealismo dal Centre Pompidou) ma anche di una collezione permanente di arte pisana e toscana di tutto rispetto. La facciata è dipinta con la caratteristica colorazione blu o color dell’aria applicata ai palazzi pietroburghesi (manco a dirlo da architetti italiani) per addolcirne le forme, e da ciò proviene il nome di palazzo Blu dato al palazzo Giuli Rosselmini Gualandi. In mezzo a tanti capolavori, per me meritano di essere ricordati il comò francese, nero e oro, che aperto ricrea l’aspetto di un teatro (il che la dice lunga sulle raffinatezze e frivolezze nel gusto di un’epoca); le bellissime ceramiche, tra cui uno straordinario vaso di Gio Ponti; il ritratto di Artemisia Gentileschi, opera messa al centro di una recente mostra sulla produzione pittorica dell’artista, che raffigura sé stessa nelle fattezze di Clio musa della Storia.

Tornando a Livorno ci trasferiamo all’hotel Granduca per l’ultima notte, perchè il Grand Hotel Palazzo é al completo per l’arrivo da ogni parte d’Italia dei familiari dei cadetti dell’Accademia Militare,  qui convenuti per la cerimonia del giuramento fissata per  domani. Questo, meno grandioso dell’altro ma centralissimo e accogliente, ha anche un ottimo ristorante. Non può mancare stasera, per chiudere in gloria, e per consolidare la memoria gastronomica del luogo, un “calamaro cacciuccato”, seguito da uno squisito gelato accompagnato da una salsa calda di fichi. Si conclude la serata facendo salotto per comunicarci  le impressioni della giornata.

Sabato 1 dicembre

E’ l’ultimo giorno di viaggio, dedicato – sulla via del ritorno – a Cerveteri e alla civiltà etrusca. In partenza da Livorno vediamo il lungomare Sud festosamente invaso dalla gente venuta per il giuramento di fedeltà alla Patria dei cadetti.  A Cerveteri  ritroviamo Sara, che nel viaggio di andata  ci ha fatto conoscere il castello di Santa Severa.  Entriamo con lei nel duecentesco Castello dei Ruspoli sede del museo archeologico nazionale cerite, che ospita straordinarie testimonianze della civiltà etrusca: corredi  funerari con bronzi, buccheri, urne dalla tipica forma biconica; urna cineraria fittile rappresentante una coppia di sposi che ricorda in miniatura il sarcofago conservato a Roma nel museo di Villa Giulia, e tanto altro; ma soprattutto il Cratere e il Kylix di Eufronio, stupendi  pezzi di ceramica attica a figure rosse del V secolo a.C., illegalmente  portati all’estero, esposti l’uno al Metropolitan  di New York e l’altro al Getty  di Malibu, finalmente  rientrati in Italia, ora tornati definitivamente al luogo di appartenenza, dopo essere stati esposti per anni al museo nazionale di Villa Giulia.

Fuori dell’abitato di Cerveteri visitiamo la necropoli della Banditaccia, dal 2004 sito UNESCO, la più estesa dell’area mediterranea. Sara fa per noi una selezione, che comprende tombe di epoca variabile, dal VII al IV secolo a.C.  Le più antiche sono caratterizzate dalla forma a tumulo, come la Tomba della Capanna. Le diverse cornici, sull’apice del tumulo, le distinguono una dall’altra, un po’ come se fosse la “firma” della famiglia di appartenenza.  Nella Tomba della Cornice sono evidenti gli influssi del mondo orientale ed egizio in particolare, nei tipici sedili a trono posti nel vestibolo, ai lati della porta.  Fino all’ultima, sotto una roverella di  venerabile età (quattrocento anni), la Tomba dei Rilievi, ricavata in un ipogeo e quindi  più recente, eccezionale per  i rilievi decorativi di stucco policromo, che dobbiamo però sforzarci di distinguere a fatica attraverso un vetro protettivo che poco lascia intravedere. Era la tomba della famiglia Matuna, nome tramandato fino a noi dall’iscrizione riportata sul cippo interno alla tomba.

Proseguiamo verso Bari. Il nostro viaggio si conclude con una piacevole sosta fatta di delizie per il palato: avendo volutamente saltato la pausa pranzo ci fermiamo a cenare piuttosto presto da Minicuccio a Vallesaccarda, che già abbiamo potuto apprezzare tante altre volte nei nostri vagabondaggi.

Arriveremo a Bari piuttosto tardi, stanchi ma felici!.

Viaggio a Ventotene 8 -11 giugno 2017

Pagina dei Soci Nessun Commento »

 

Ventotene: l’isola di Spinelli ed il sogno europeo.

8-11 giugno 2017

A cura di Angela Mengano

 Giovedi 8 giugno

Verso Ventotene, l’isola di Altiero Spinelli e del sogno europeo. Siamo 38; partiamo tra le 7.30 e le 8:00 da largo Sorrentino e largo 2 Giugno. Arrivati a  Gaeta verso l’una,  scendiamo  all’hotel  Mirasole, collocato tra la baia di Serapo e il promontorio di Monte Orlando.  Scendiamo in paese ; la comitiva si disperde nei vari localini al lungomare;  io, essendomi  già rifocillata a sufficienza durante il viaggio  con focaccia home-made  vado alla ricerca di un bar per il caffè. Mi dicono di provare in via Indipendenza, lunghissima  via  storica che attraversa in lungo la città di Gaeta, ma il caffè Santos è chiuso.

La visita con Lorenzo, guida locale,  parte dal Santuario della Santissima Trinità o della Montagna Spaccata, ai piedi del monte Orlando.  Fondato nell’XI° secolo  dai Benedettini e oggi sede dei missionari del PIME, è meta di pellegrinaggi per l’intreccio di sentimenti devozionali e leggende: le fenditure nella montagna  che si spaccò secondo la leggenda alla  morte di Cristo;  strane  forme della roccia viste come “la mano del turco”, cioè di colui che non volle credere a quell’interpretazione  miracolistica . Il luogo è davvero suggestivo ; grande fu la sua fama, talmente diffusa, anche in Spagna, che perfino Cervantes ne fa cenno nel Don  Chisciotte.  Siamo nella Riviera di Ulisse, che prende nome dall’episodio omerico dell’eroe greco trattenuto da Circe su queste sponde;  magnifici panorami si offrono al nostro sguardo. Alla mia memoria, grazie a Emilia Cafiero, che ha origini napoletane, affiorano ricordi:  era  forse il  Damiani, il lido nei pressi di Pozzuoli,  dove andavo a fare il bagno  ai tempi dell’Università nei primi anni ‘60 ?  Vi  si arrivava appunto attraverso un lungo e stretto tunnel, anche in quel caso il luogo aveva il nome di Montagna Spaccata. Ritorniamo sul lungomare Caboto,  intitolato al grande navigatore,  originario di Gaeta,  scopritore del Canada.

foto 1

Foto 1

Il paesaggio  è dominato  dalla  imponente mole del Castello, che fu  prima fortezza militare poi carcere.  Sul lungomare sorge l’antica chiesa dell’ Annunziata , gotica ma con sovrapposizioni barocche, dove possiamo ammirare  l’altare marmoreo  coronato dal  cinquecentesco polittico  di Andrea Sabatini da Salerno con l’Annunciazione, la Dormitio e l’Assunzione;  il coro ligneo; il  sarcofago quattrocentesco di Enrico Caracciolo, notevole esempio di arte gotica e – dulcis in fundo – la Cappella d’Oro, con volte a botte decorate in blu e oro, dove papa Pio IX, in esilio a Gaeta dopo l’instaurazione della Repubblica Romana,  ispirato dal dipinto della Vergine Immacolata opera del  Pulzone, avrebbe formulato le sue teorie sul dogma dell’Immacolata Concezione  (nonché sull’ infallibilità papale).  Visitiamo poi la Cattedrale , molto rimaneggiata ma con un bellissimo campanile in stile siculo- normanno e  bassorilievi provenienti dall’antico pulpito. Non abbiamo molto tempo, ci piacerebbe visitare anche la chiesa di San Francesco, in posizione alta e dominante,  ma Lorenzo  ci dice che l’interno non presenta elementi di interesse.   Decidiamo di tornare a piedi in albergo, dove ci aspetta una succulenta cena con “riminesi” cozze e gamberi, branzino con  patate e bietola e un’ottima panna cotta ai frutti di bosco. Concludiamo la serata con una breve passeggiata sul lungomare di Serapo.

Venerdi 9 giugno

Prima colazione: piccolo equivoco tra caffè lungo (da me erroneamente ordinato) e americano (quello che in effetti  volevo). La giornata è dedicata a Ventotene, ci accompagna la guida da noi contattata, Linda Contreras,  molto preparata e molto in gamba . Dobbiamo raggiungere  Formia per imbarcarci a bordo del traghetto SNAV  che in due ore ci porterà a destinazione.  Siamo “confinati “ in coperta, ma riusciamo a seguire le fasi dell’avvicinamento all’isola  attraverso uno schermo posto davanti a noi al centro del salone-ponte. Allo sbarco  nel porto  alziamo lo sguardo verso l’ammasso tufaceo di Punta Eolo,  dove sono ben visibili i segni dell’area archeologica su cui sorgeva, in età romana, la villa imperiale  (Villa Giulia)  destinata al “confino”  di esponenti della famiglia imperiale, a partire da Giulia figlia di Augusto,  relegata a Ventotene per violazione della lex iulia sulla moralizzazione pubblica, emanata da Augusto nel 18 a.C. . Luogo di confino rimase Ventotene sino ai nostri giorni. Ma il confino serve anche a creare il distacco, il silenzio, il pensiero: qui è nata l’idea di Europa, con Ernesto Rossi , Eugenio Colorni , e Altiero Spinelli, che nel piccolo cimitero di Ventotene volle essere sepolto . Da una  scenografica settecentesca  rampa a zig zag raggiungiamo una delle due piazze principali dell’isola, in cui si trova la chiesa di Santa Candida, la patrona di Ventotene che il 20 settembre è festeggiata con processioni, fuochi d’artificio  e mongolfiere multicolori  librate nell’aria, il tutto immortalato da Paolo Virzì nel film “Ferie d’ agosto”.  Poi l’atteso  e pregustato incontro con Fabio Masi , che ci accoglie nella  bella libreria posta al centro della piazza principale, dominata dal Castello oggi sede municipale.

foto 2

Foto 2

Creatore di una casa editrice – con sede a Genova –  che pubblica solo testi riguardanti le due isole di Ponza e Ventotene e a cui ha dato il nome di “L’ultima spiaggia”, lo stesso della libreria, ci racconta la sua esperienza, e il Manifesto scritto da Altiero Spinelli tra il ’41 e il ’44 è al centro del suo dire.  Lo salutiamo con la promessa di ritornare, e andiamo nella poco lontana Terrazza da Mimì , affacciata a strapiombo sulla spiaggia. Carpacci  di pesce, saporite verdurine, e non manca  un assaggio delle gustose lenticchie isolane; il tutto innaffiato da un vivace prosecco.  Lo scenario è di incomparabile bellezza: in lontananza, il profilo dell’isolotto di Santo Stefano incombe con il suo carico di cupe reminiscenze. Colonia penale destinata agli ergastolani, durante il fascismo diventa luogo di confino per gli oppositori del regime;  là aveva finito  la sua vita Gaetano Bresci, l’anarchico che assassinò re Umberto I; e tra gli altri là aveva scontato la  pena  il brigante Carmine Crocco. Coraggiosamente, sotto il sole del primo pomeriggio affrontiamo la dorsale di via Olivi, che ci permette di avere un’idea dell’isola dall’alto, costeggiando ville alternate a orti  coltivati a lenticchie e scoprendo a poco a poco magnifici panorami. Qui, per poter coltivare  a dispetto del vento – ci spiega Linda – si fanno le “difese incannucciate”( ne parla anche Columella nel suo De re rustica)  E nella stradina che ci riporta alla piazza le targhe sulle case ricordano  i luoghi  un tempo frequentati dai confinati.

foto 3

Foto 3

Finiamo in bellezza con il giro in barca organizzato in quattro e quattr’otto dalla nostra bravissima guida, che prenota per noi due capaci imbarcazioni. Ed è così che, fatto il periplo di Ventotene, ci accostiamo al profilo del carcere di Santo Stefano, cogliendo il senso inquietante di questa forma architettonica a ferro di cavallo [panopticon] che – ideata verso la fine del secolo XVIII dal filosofo e giurista Jeremy Bentham  – permetteva al potere (con poche guardie) di controllare tutti i  reclusi senza che se ne rendessero conto. Tranquillo ritorno in traghetto sino a Formia, cena con le  gustosissime tielle locali (pizze rustiche ripiene di pesce) seguita dalle rituali quattro chiacchiere al fresco

Sabato 10 giugno

Stamattina percorriamo la via Flacca, la costiera che da Gaeta a Sperlonga è disseminata di torri ( sistema di fortificazioni – circa trecento – voluto da don Pietro da Toledo per la difesa delle coste del vicereame) in un susseguirsi di belle spiagge incastonate tra mare e montagna. La nostra prima meta – imperdibile – è il Museo Archeologico, nato dall’eccezionale ritrovamento che negli anni ‘50, durante la costruzione della strada litoranea, portò alla scoperta della sontuosa dimora e delle opere di straordinaria qualità artistica, quelle sculture  che dovevano ornare per volere di Tiberio l’immensa grotta annessa alla villa. Ridotte in mille frammenti forse per fanatismo religioso in sfregio a testimonianze di civiltà pagana, vennero poi ricomposte per formare l’attuale nucleo del museo, voluto dalla passione dei cittadini di Sperlonga scesi in piazza per  impedirne il trasporto nella capitale.   Sul gruppo scultoreo detto di Scilla si è trovata un’iscrizione che risale a certo Pasquino, ricco proprietario terracinese e poeta dilettante amico di Marziale; detta iscrizione fa attribuire l’opera, di squisita fattura, ai tre artisti, Agesandro, Atanodoro e Polidoro, autori anche, secondo Plinio il Vecchio, del Laocoonte conservato ai Musei Capitolini.  Luciana ci offre le sue riflessioni di studiosa sui rapporti tra scultura di  età  classica e moderna. E proseguiamo, in un crescendo di emozioni, davanti al gruppo dell’Accecamento di Polifemo, quasi interamente ricostruito ma ugualmente strabiliante; poi la Testa di Ulisse, nota al grande pubblico perché usata dal popolare programma televisivo di Alberto Angela  come immagine di apertura; Ganimede rapito dall’aquila; Diomede che porta via da Troia il Palladio… e così via. Attraverso un piccolo sentiero immerso nella vegetazione mediterranea scendiamo al sito della villa di Tiberio e alla Grotta con la piscina e la peschiera. Dopo il crollo delle rocce, nel 26 d.C., Tiberio non vi mette più piede e riprende a frequentare Villa Iovis a Capri. Lasciato il Museo, superata sulla destra la magnifica costruzione in pietra, casa di vacanze di Raf Vallone e della sua famiglia, (ma qui venivano d’estate anche, tra gli altri,  Rosetta Loy e Natalia Ginzburg)  proseguiamo per Sperlonga, bellissimo borgo a picco sul mare, ricco di angoli suggestivi: tra gli altri ci colpisce una parete affrescata  a mo’ di fumetto,  ispirata alla storia  romanzesca del tentato rapimento da parte del corsaro Khayr al-Din detto il Barbarossa ai danni della bellissima Giulia Gonzaga.

foto 4

Foto 4

Dopo la sosta a un caffè della piazzetta, decidiamo di tornare a Gaeta, in modo che ognuno di noi possa organizzarsi il pomeriggio liberamente e come meglio crede. Il gruppo si divide tra Museo Diocesano, via Indipendenza e passeggiata al monte Orlando; io scelgo la terza alternativa e in sette (con Elisa, Franca, Clara, Patrizia, Emanuella e Nicola) raggiungiamo attraverso sentieri ombrosi il punto più alto, coronato dal Mausoleo di Lucio Munazio Planco. Anche stasera la cena dell’albergo merita applausi: paccheri al  ragù di pesce,  fritto di alici e calamari, dolce al cacao amaro.  Conclusione elettrizzante con il nostro assalto collettivo al trenino turistico che in un crepitio di urla di entusiasmo e risate ci porta sferragliando nel cuore della movida del sabato sera.

Domenica 11 giugno

Siamo arrivati al giorno della partenza e anche stavolta vogliamo inserire nel viaggio di trasferimento qualcosa che valga la pena di conoscere. A Ventaroli, frazione di Carinola, facciamo, grazie alla preziosa e colta  guida dell’architetto Valente, una scoperta entusiasmante, la chiesa di Santa Maria in Foro Claudio,   basilica paleocristiana edificata  nel V-VI secolo sui resti di un tempio romano , poi chiesa romanica a tre navate, a lungo  sede episcopale sino al trasferimento a Carinola nel 1099. Funzionò come chiesa fino al XVIII secolo, poi venduta, e adibita a stalla….Gli affreschi, realizzati dal X al XVI secolo,  sono veramente notevoli: quelli dell’abside  fortemente bizantineggianti, ma con una vena popolaresca; al centro campeggia la Madonna e non Cristo Pantocratore, elemento questo che la distingue insieme alla vicina S. Angelo in Formis

La Madonna è raffigurata più volte nelle pareti (la più antica è quella nella navata sinistra); poi santi, santi a profusione, San Bernardo, San Nicola, San Leonardo e San Bartolomeo, curiosamente col coltello in mano. Un’altra scoperta degna di nota: sotto gli affreschi del catino absidale,  una sorta di tappezzeria decorativa di sconcertante modernità, affrescata  con elefantini che sostengono torri (potere episcopale – culto mariano), che  studiosi locali  fanno risalire  al ‘200.

foto 5

foto 5

Alla fine, desta stupore e ammirazione la parete destra, affrescata con il Giudizio Universale e con le arti e mestieri, documento storico delle corporazioni medievali degli artigiani, illustrate con tanto di denominazione e di particolari curiosi (diavoletto sulle spalle, monito al mercante dell’esistenza di un giudizio finale).  E qui un’annotazione della nostra  guida:  Carinola,  città carceraria per vocazione, registra la presenza di 500-600 detenuti nel locale carcere, a lungo classificato anche come carcere di massima sicurezza.

Ritornati in paese, visitiamo Carinola, con begli edifici, come Palazzo Marzano, esempio di arte catalana, palazzo Petrucci Novelli, e la Cattedrale. Ma Carinola è anche il paese natale di Matilde Serao (nella nostra passeggiata ne costeggiamo la casa natale, purtroppo in condizioni di deplorevole abbandono) e di padre Michele Piccirillo, figura luminosa di francescano e archeologo, a cui si devono importanti ritrovamenti, tra  cui quelli sul  monte Nebo in Giordania (lo ricordo, anni addietro, in un indimenticabile incontro nell’Ateneo barese).

Teano è la tappa finale.  Da Ventotene a Teano. Tra questi due luoghi toccati dalla storia si è mosso il nostro viaggio.   A Teano, in attesa di visitare il Museo Archeologico, andiamo a pranzo nel Bistrot 26: ambiente arredato con tocchi originali, proposte gastronomiche del territorio,  molto curate, accoglienza di grande cortesia  e amabilità.

Dopo pranzo, la scoperta del Museo Archeologico. Molto interessante, ricavato all’interno del complesso monumentale tardo-gotico detto del Loggione e Cavallerizza, conserva i reperti, notevolissimi, del territorio dell’antica Teanum Sidicinum, abitata dagli Osci e dagli Ausoni, la cui presenza pare attestata dai vasi in bucchero rosso; le epigrafi preromane in lingua osca e  quelle in lingua latina (a Silla la nostra guida attribuisce la distruzione della cultura italica preromana); il mosaico del 4° secolo d.C. , trovato nel mausoleo della Gens Geminia in località S. Amasio, e  considerato come la più antica raffigurazione musiva dell’Epifania conosciuta al mondo. E, per finire,  la sezione dedicata al Teatro Romano, sembra,  identico a quello di Leptis Magna in Libia.

La Ferrara d’autore: con Ludovico Ariosto e Giorgio Bassani

Pagina dei Soci 1 Commento »

Viaggio d’autunno
La Ferrara d’autore: con Ludovico Ariosto e Giorgio Bassani
14-17 ottobre 2016

A cura di Angela Mengano

Venerdì 14

Siamo una piccola brigata stavolta, con un pullman da 50 posti messo a disposizione dalla ditta Petruzzelli per 22 partecipanti: Lucia, io, Elisa, Imma, Adriana Pepe, Luciana Cusmano, Laura Carenza, Marta Attolini, Isa e Giorgio, Marisa Selvaggi, Mariangela Sportelli, Lalla e Tina Traini, Milena Cisternino, Adriana Lancieri, Clara Loiacono, Giovanna Bruno, Ersilia Marra, Franca Botrugno, Mariolina Passaro, Rachele Tateo; in serata, a Ferrara, si uniranno a noi Gisella Romanazzi e suo marito Renato. Prima pausa caffè a Chieuti. Lucia ci introduce al viaggio con letture scelte sull’opera di Ludovico Ariosto e sulla mostra allestita nel Palazzo dei Diamanti di Ferrara per i 500 anni dell’Orlando furioso e centrata sull’immaginario visivo dell’autore. In pullman ci scambiamo commenti sulle principali notizie del giorno, la morte di Dario Fo, il Nobel per la letteratura a Bob Dylan che ha fatto tanto discutere. Dopo la sosta pranzo al grill di Falconara Marittima proseguiamo per Bologna, accompagnati da pioggia scrosciante fino all’entrata nel MAMBO. La mostra “David Bowie is” è un viaggio affascinante -da percorrere con le cuffie- per immergersi nel mondo di un artista geniale a 360 gradi che lascia un segno indelebile del suo passaggio, mi verrebbe da definirlo “rinascimentale” se non fosse che uno come lui sfugge a qualsiasi tipo di catalogazione.

bowie

Prosegui la lettura…

Pensando a Nino Lavermicocca. Quando Taranto era Taras e Sibari Σύβαρις

Pagina dei Soci Nessun Commento »

Diario di viaggio

Taranto – Sibari, 27 e 28 febbraio 2016

 “Pensando a Nino Lavermicocca . Quando Taranto era Taras e Sibari Σύβαρις”

La nostra escursione di due giorni nella Magna Grecia, nell’ultimo weekend di febbraio.

 

a cura di Angela Mengano e Isa Bergamini

Sabato 27 febbraio

Nel Chiostro medievale del convento di San Domenico Maggiore, nel cuore della città vecchia,

chiostro

ci attende, a Taranto, l’archeologa Gemma Russo per la visita alla mostra “Sulla strada 6500 anni fa. Ritratto di una società della Preistoria”. Curata dalle archeologhe Francesca Radina e Armanda Zingariello, la mostra propone una ricca documentazione degli scavi condotti sulla necropoli neolitica di Galliano venuta alla luce nel territorio di Palagiano durante i lavori dell’ANAS per l’ammodernamento della statale 106.

Prosegui la lettura…

Archeologia industriale nel Salento

Pagina dei Soci Nessun Commento »

Diario di viaggio
Archeologia industriale nel Salento
28-29 novembre 2015

a cura di Angela Mengano

Sabato 28 novembre

Una fredda seppur soleggiata mattina di fine novembre per conoscere alcuni segni significativi del patrimonio industriale nel territorio salentino. Antonio Monte, architetto e ricercatore, attento studioso della materia, ci aspetta a San Cesario di Lecce, in via Ferrovia, davanti all’ex distilleria De Giorgi, per introdurci negli ambienti ove prosperò (attiva fino al 1999) una industria che era un fiore all’occhiello per l’intera regione. I suoi liquori andavano in giro per il mondo: basti pensare alla scena di Casablanca in cui l’inconfondibile profilo della bottiglia di Anisetta De Giorgi è ben visibile sul bancone del bar a cui è appoggiato Humphrey Bogart!

Anisetta foto

Prosegui la lettura…

Nel Mugello con Don Milani, con Dino Campana

Pagina dei Soci Nessun Commento »

Viaggio nel Mugello

24-28 ottobre 2015

a cura di Angela Mengano

Sabato 24

All’appuntamento in largo Due Giugno, sul pullmino da 30 posti (autista Piero), siamo insolitamente pochi, solo quindici. Una sosta per il caffè a Vallata; una per lo spuntino ad Anagni, e siamo a Sarteano, piccolo borgo ai limiti delle terre senesi dove Luca, nostra guida,ci porta alla necropoli delle Pianacce, in aperta campagna, a visitare una tomba etrusca, la Quadriga infernale: affreschi strepitosi a colori vivaci, che raffigurano un Caronte etrusco traghettatore di anime nell’Aldilà.

Caronte

Prosegui la lettura…

Diario del viaggio nei luoghi della Grande Guerra

Pagina dei Soci 1 Commento »

Nei luoghi della Grande Guerra – la Transumanza della Pace

a cura di Angela Mengano e Imma Silletti

7-12 marzo 2015
Partiamo in 18 stavolta (con un pulmino da 30 posti, autista Piero). Durante il lungo viaggio in autostrada, spezzato soltanto da un paio di pause “tecniche”, Lucia ci aiuta a entrare nello spirito del viaggio condividendo con noi letture e riflessioni (tra l’altro le lettere scritte alla madre da un mio zio, fratello di mio padre, caduto sul Montello proprio negli ultimi giorni della Grande Guerra.)
Il gruppo è così formato:
Lucia, Gigi, Luisa V., Laura Q., Margherita, io, Elisa, Imma, Renata P. (con cui dividerò la stanza), Mariella e Vittorio P., Giovanna V., Carla F., Milena C., Adriana L., Marta A., Mariolina P. e Rachele T.
Prima tappa a Nonantola, che a causa del terremoto avevamo dovuto cancellare dall’itinerario del nostro viaggio verso le fabbriche Zegna e Olivetti nel maggio del 2012.

L_Grande_Guerra_marzo_2015_001 Prosegui la lettura…

Week end di silenzio, diario di viaggio – Napoli 7/8 febbraio 2015

Pagina dei Soci 1 Commento »

a cura di Angela Mengano

Partiamo in 37 più Piero (l’autista di Petruzzelli); ci raggiungeranno a Napoli Laura Carenza e sua figlia Marta.
Superate le ansie da maltempo incombente (e preannunzio di fenomeni nevosi sul tratto appenninico) imbocchiamo l’Autostrada per Napoli. Durante il percorso Lucia ci comunica che l’idea dell’itinerario di viaggio è nata in lei dalla lettura di un articolo di Beppe Sebaste pubblicato dall’Unità nel 2009 (“La parola è silenzio”), e dal desiderio di coltivare il progetto sul silenzio, presente da qualche anno nei temi dell’Adirt e iniziato – vorrei ricordare – con il viaggio d’Autunno del 2011 tra Anghiari e Pieve Santo Stefano. Prosegui la lettura…

Diario del viaggio d’autunno: Fabriano e Assisi 13-16 novembre 2014

Pagina dei Soci 1 Commento »

a cura di Angela Mengano

Siamo partiti da Bari alle sette, destinazione Fabriano, in 35, oltre a Piero, il nostro ottimo autista. Pausa caffè fulminea, già a Cerignola. In pullman, Lucia comincia a introdurci pian piano nell’atmosfera del viaggio, parlandoci di Gentile da Fabriano, che ci accingiamo a riscoprire nella mostra a lui dedicata nella sua città natale, e del Vangelo di Pasolini – di cui ricorre il 50°- ma anche e soprattutto della Cittadella di Assisi, che ci ospiterà nella giornata di sabato, grazie alla paziente opera di tessitura di Lucia e di Ester Bonsante insieme a Emanuele, suo consorte. Senza fare tante soste in autostrada, tra le due e le tre siamo già in albergo, a Fabriano, all’hotel Gentile.
Il pomeriggio è dedicato a due musei, uno più carino dell’altro, entrambi alloggiati in ambienti storici sapientemente recuperati:
– Il Museo della Carta, doveroso omaggio alla storica tradizione di Fabriano, affermatasi nei secoli leader nella produzione della carta, come ci racconta Michele, perfetto affabulatore che dall’inizio alla fine del percorso di visita ci dà dimostrazione pratica di come si fa la carta a partire dagli stracci raccontandoci – attraverso la storia – tanti gustosi aneddoti, mostrandoci macchinari e congegni d’epoca, pergamene, monete cartacee filigranate, il tutto nella entusiastica convinzione che la carta non soccomberà di fronte alla rivoluzione tecnologica (ma al nostro ingresso aveva esordito con un “Grazie per essere venuti al capezzale della carta”).

IMG_0515copia Prosegui la lettura…

Le tragedie greche nel teatro di Siracusa 12-18 maggio 2014

Pagina dei Soci 3 Commenti »

a cura di Imma Silletti

Lunedì 12
Si parte alle ore 7
Subito dopo la sosta in autostrada Mara e Gaetano ci parlano di tragedia greca. Mara citando Nietzsche ci dice che l’arte greca non è serena e secondo Aristotele aveva funzione di catarsi nel pubblico che vi partecipava.
Alle 13 arriviamo a Palmi alla Casa della Cultura intitolata a Leonida Rèpaci, scrittore e fondatore del Premio Viareggio. La struttura accoglie: la Biblioteca Comunale, il Museo Civico di Etnografia e Folklore “Raffaele Corso” (reperti della vita della pastorizia, della agricoltura e del mare, folklore, costumi popolari). A questo proposito molto interessante è la documentazione della manifestazione della Varia che si svolge in agosto (carro scenico piramidale alto 16 m. di 20 tonnellate in onore dell’Assunta che poggia su stanghe dove prendono posto le corporazioni o mestieri che la trasportano per le strade del paese,rappresentante una grande nuvola con angeli sole e luna che fanno corona al Padre Eterno e sulla cui cima è collocata l’Animella, una bambina di 10-11 anni scelta per selezione popolare).

La Varìa Prosegui la lettura…

Un paese azzurro: Casamassima / Una mostra a Conversano 19 ottobre 2014

Pagina dei Soci 1 Commento »

a cura di Angela Mengano

In una splendida giornata di sole andiamo alla scoperta di un paese a due passi da casa nostra, che per noi è stato, sinora, quasi soltanto uno svincolo stradale per Auchan.
Con le guide della Pro Loco che ci attendono al nostro arrivo, la giovanissima Luna, insieme a sua madre, architetto, napoletana d’origine, animatrice di appassionate battaglie per la riscoperta del territorio – e a Giovanni De Tommaso, studioso di storia locale, facciamo la prima inaspettata scoperta: una piccola chiesa romanica, in parte ricostruita, intitolata a Santa Lucia, oltre che alla Madonna del Soccorso (stranamente raffigurata, nella tradizione iconografica ad essa dedicata, con un randello in mano!).

Prosegui la lettura…

Viaggio in Sicilia

Pagina dei Soci Nessun Commento »

di Matteo Bonsante

In pullman con tanti nuovi amici, in una limpida giornata di questa primavera, si corre lieti e pensosi verso la Storia, la Natura, il Mito. La Bellezza.

Giornate ampie, colme di sensazioni e di risorgenti ricordi si prospettano.

E subito il passaggio dello stretto, con Ulisse che ancora sembra aleggiare, tra Scilla e Cariddi, in ogni alitare di vento. E poi la maestosità dell’Etna e le sue larghe balze disseminate di palpitanti betulle. E i brontolii, gli sbuffi di zolfo e i vasti prati costellati di fiori, come tante gemme plasmate dal sole. Prosegui la lettura…

Il mio ricordo della Caserma Rossani

Pagina dei Soci 1 Commento »

di Ninni Boccia

L’essere ritornato recentemente nella Caserma Rossani grazie all’ADIRT, ha resuscitato in me un antico ricordo! Risale agli anni 1940-41. Avevo 7 anni, figlio di un ufficiale del Regio Esercito Italiano in servizio permanente con il grado di maggiore presso il 14° Reggimento di Artiglieria da Campagna che a quell’epoca, all’inizio della seconda guerra mondiale, era di stanza nella Rossani, prima di essere spostato per motivi tattici nel Salento e successivamente in Liguria. Prosegui la lettura…

In Lucania 1- 2 marzo 2014 – Diario di viaggio

Pagina dei Soci 1 Commento »

di Angela Mengano

Preceduto e preparato dall’incontro in sede con Antonio Scardaccione e con il suo “ Il barbiere delle anime”, libro di racconti ambientati ad Aliano, suo paese natale, il viaggio in Lucania si snoda attraverso le innumerevoli suggestioni di questa terra orgogliosa e solo all’apparenza immobile ed è stato – appunto – un viaggio dell’anima, balsamo per le nostre esistenze turbate dalle tensioni quotidiane … Prosegui la lettura…

Quella sera al Conservatorio…

Pagina dei Soci Nessun Commento »

di Mimmo Bavaro

E’ stato come tuffarsi nel passato… echi di note lontane danzano sugli spartiti della memoria:

i concerti all’Auditorium dell’orchestra sinfonica della Provincia di Bari, ogni venerdì sera nella seconda metà degli anni ottanta; alcuni momenti del Time Zones, indimenticabile il concerto del primo maggio 1988 di David Sylvian con una formazione incredibile… sempre in quegli anni ebbi modo di visitare, parzialmente, il Conservatorio.

Tornare in certi luoghi può mettere in circolo belle vibrazioni, come quelle percepite durante il percorso dell’altra sera… tutto sembra ovattato, in sottofondo le prove, gli arredi riportano ad epoche lontane, la presenza costante di Nino Rota, il Maestro Capaldi e il momento musicale ad evocare atmosfere rarefatte… stupenda, in tal senso, l’esecuzione del “Valse romantique” di Claude Debussy.

Alla prossima avventura…

Le foto di Mimmo Bavaro le trovate nella Gallerie:

http://www.adirt.it/web/galleria/

e in slideshow:
http://www.flickr.com/photos/30990532@N08/sets/72157638764224604/show/

Nota a margine della visita al Conservatorio

Pagina dei Soci Nessun Commento »

di Michele Cecere

Una, dieci, cento culture!!!????
7 dicembre 2013 alle ore 20.37

Ieri pomeriggio, 6 dicembre, ero al Conservatorio di Bari, da una finestra del primo piano guardavo l’ingresso dell’auditorium, chiuso da tanti anni. Ho pensato a quel giorno di aprile ’88 quando lì dentro suonava John McLaughlin ed io ero lì e mai avrei immaginato che quel posto sarebbe stato chiuso per tanti anni…

Mi sono poi avviato verso la sala Murat dove sapevo dell’inaugurazione di una mostra molto particolare, sempre a carattere musicale, curata da Franco Mussida, lo storico musicista della PFM, tanto per capire, l’unico gruppo rock capace di inserirsi ai primi posti delle classifiche di vendita dei dischi in Gran Bretagna e USA nella metà degli anni settanta. Prosegui la lettura…

La viandanza

Pagina dei Soci 3 Commenti »

di Mimmo Bavaro

La viandanza…
In un film di Alessandro Blasetti del 1942 il protagonista, un rappresentante di dolciumi, per una serie di circostanze imprevedibili, evade dalla sua routine, “vivendo” per un po’ di ore in aperta campagna, a contatto con la natura, apprezzando i sapori genuini, le cose semplici…
Tutto accade per aiutare una ragazza poco fortunata in amore… il ritorno in città, al solito ritmo, sarà traumatico… Quattro passi fra le nuvole (1942) di Alessandro Blasetti. Prosegui la lettura…

Nelle terre di Lorenzo Lotto: diario di viaggio

Pagina dei Soci 1 Commento »

di Angela Mengano

Viaggio d’autunno 2013
Nelle terre di Lorenzo Lotto

Giovedì 31 ottobre
Un affollato pullman (siamo 43 stavolta) è ai blocchi di partenza, già di buon’ora, la mattina del 31 ottobre. Nostra meta per questo weekend d’autunno sono le Marche con il fascino arcano delle opere di Lorenzo Lotto, concentrate in un fazzoletto di chilometri tra il maceratese e l’anconetano. Avremo due guide, una per ciascuno dei due territori.
Giunti a Recanati, lasciamo i nostri bagagli all’hotel Gallery, (Quattro Stelle), molto accogliente e panoramico, e con il vantaggio dell’ubicazione ai margini del centro storico. L’ampio spazio d’ingresso è reso gradevole da una galleria di giovani volti sorridenti alla Andy Warhol che, ci verrà poi rivelato, appartengono allo staff dell’albergo.

Prosegui la lettura…

nota a margine della visita a S.Maria a piè di Chienti

Pagina dei Soci 1 Commento »

di Margherita Maggiore

Domenica 3 novembre siamo passati, in un fuori programma del viaggio nelle Marche, a Santa Maria a piè di Chienti, nelle Marche. Bellissima chiesa del IX secolo gremita di gente commossa e dei rappresentanti di tutte le armi e dell’ANPI. Si celebrava il funerale di sei persone disperse durante l’ultima guerra e finalmente ritrovate sepolte in Germania. Prosegui la lettura…

Diario del viaggio in Epiro – 1/9 maggio 2013

Pagina dei Soci 1 Commento »

di Elisa Cataldi

Antiche terre d’Acheronte

1° maggio: la partenza
Pullman da Bari alle 16,00 per arrivare a Brindisi in tempo per l’imbarco alle 19,00. Il pullman è molto grande (per noi, 28 partecipanti) e molto moderno, verde pisello, viene da Policoro ed è guidato da Renzo, giovane ed aitante lucano.
Arriviamo puntuali a Brindisi sul molo di Costa Morena e, espletate le formalità d’imbarco, alle 18,45 siamo sulla mtn. Catania della Grimaldi.
L’uscita dal porto di Brindisi è quanto mai emozionante: il tramonto, il castello Aragonese visto da tutti i punti di vista possibili e… perfino un gruppo di delfini che saltando di quando in quando in superficie, accompagnano la nostra uscita dal porto!!!

Brindisi - Uscita dal porto

La cabina è molto confortevole, ha l’oblò, il bagno etc. ma… magra soddisfazione perché la sveglia è alle 02,00 e lo sbarco a Igoumenitza alle 03,00!!! Il fuso orario qui comporta 1 ora meno che in Italia. Prosegui la lettura…

Viaggio nell’Alto Lazio 8/12 febbraio 2013

Pagina dei Soci Nessun Commento »

a cura di Angela Mengano

venerdì 8 febbraio
Il nostro viaggio invernale, che coincide stavolta con la fine del Carnevale (che in questi giorni ci verrà ricordato solo da qualche coriandolo sparso sul nostro cammino) nasce “nel segno del Giglio”, che la dinastia dei Farnese ha impresso al territorio del Viterbese lasciando forte memoria di sé.
Come al solito, doppia partenza da Largo Sorrentino e Due Giugno, con il bus della Petruzzelli, autista Piero; siamo 37. Miracolosamente in anticipo, arriviamo nella ciociara Castro dei Volsci, luogo natale di Nino Manfredi. La nostra guida per la visita all’area archeologica di Madonna del Piano (villa romana del I sec. a.C., mosaici pavimentali a motivi geometrici e floreali, resti di villa di età imperiale e necropoli del VI-VII sec. d.C.) e al Museo archeologico annesso é Lucia Rossi.

Prosegui la lettura…

Diario del viaggio d’autunno 31 0ttobre – 4 novembre 2012

Pagina dei Soci Nessun Commento »

a cura di Angela Mengano

Il tema del nostro viaggio d’autunno è racchiuso tra due poli, la Tivoli dell’Adriano di Marguerite Yourcenar, letto, riletto e rimeditato in uno dei recenti appuntamenti di “Leggermente”, e la Pàvana di Francesco Guccini. Nel mezzo ci sarà tanto altro, da Pontormo a Giovanni Pisano e via dicendo.
Nel viaggio ci accompagna la lettura di pagine scelte della Yourcenar, fino all’arrivo a Tivoli dove ci attende la piccola ma interessante mostra “Antinoo. Il fascino della bellezza”, ospitata nell’Antiquarium di Villa Adriana, da noi raggiunto dopo aver attraversato in tutta la sua ampiezza – e sotto una fitta pioggia – l’intero parco archeologico. Prosegui la lettura…

Fa Bene e si vende Bene l’Olio d’Oliva fatto Bene

Pagina dei Soci Nessun Commento »

Riflessioni e proposte in merito alla crisi della olivicoltura pugliese
di Giorgio Bergamini

Premessa e Reminiscenze

In una recente pubblicazione americana, recensita su Repubblica Salute e riguardante recenti aggiornamenti su una corretta alimentazione, troviamo puntualizzato che l’Olio d’Oliva non sarebbe esente di per sé da controindicazioni e cautele, in comune con altri grassi (in pratica il supposto bilanciamento ottimale tra grassi saturi, grassi monoinsaturi e grassi polinsaturi non sarebbe più nutrizionalmente così sicuro ed efficace per la salute secondo recenti evidenze scientifiche) a meno che non si tratti di vero Olio d’Oliva extravergine caratterizzato da un intenso fruttato. Prosegui la lettura…

Diario di viaggio: Con Bona Sforza da Bari a Cracovia 30 giugno / 11 luglio 2012

Pagina dei Soci 1 Commento »

a cura di Angela Mengano

Sabato 30
Viaggio di trasferimento da Bari a Mestre con il pullman, prima di affrontare il viaggio verso Cracovia ripercorrendo più o meno fedelmente le tappe di Bona Sforza sposa di Sigismondo re di Polonia. Ritroviamo con piacere Ivan, l’autista che già ci aveva accompagnato nella Francia del Sud-Ovest.
Dopo la programmata sosta in autostrada per il pranzo, nei pressi di Ancona, riprendiamo la strada verso Mestre. Qui, sistemati i bagagli nell’hotel Alexander, vorremmo fare una passeggiata a Venezia, ma ci rendiamo conto che i tempi sono un po’ stretti e – prima di cena – ripieghiamo su una puntatina nel piccolo centro storico di Mestre.

Prosegui la lettura…

Né padroni né operai: quando la fratellanza non è stata utopia. I luoghi e le fabbriche di Ermenegildo Zegna – Adriano Olivetti 26-31 maggio 2012

Pagina dei Soci Nessun Commento »

a cura di Angela Mengano

Sabato 26

La levataccia è necessaria per rispettare la tabella di marcia, che ci vede in Emilia nelle prime ore del pomeriggio con un cambiamento di programma: oggi saremo a Vignola e non più a Nonantola a causa del terremoto che ha purtroppo colpito buona parte del modenese. Qui ci attende, con tutto il calore della terra romagnola, Cristina, che ci porta a visitare il centro storico, partendo dalla piazza dei Contrari, che prende il nome dalla signoria locale che sotto il dominio estense diede lustro alla città. Entriamo nel palazzo Boncompagni, che fu prima dei Contrari, poi dei Boncompagni-Ludovisi; progettato da Jacopo Barozzi, detto il Vignola, con la “scala a chiocciola” che ci incanta per la sua straordinaria leggerezza.

Prosegui la lettura…

Spazio e identità russi: l’irresistibile fascino dell’Oriente

Pagina dei Soci Nessun Commento »

I rapporti russo-italiani nella sfera culturale hanno una storia plurisecolare e profonde tradizioni.
Bari, in particolare, da quasi 1000 anni, rappresenta la principale destinazione dei pellegrini ortodossi che, in questi ultimi anni, giungono ancora più numerosi.
L’Adirt, come sempre attenta a quanto accade sul proprio territorio, ha organizzato venerdì 20 aprile 2012 nella propria sede, un incontro con Marco Caratozzolo, docente di Lingua e Letteratura russa presso l’Università di Bari, sul tema

Spazio e identità russi: l’irresistibile fascino dell’Oriente.

Antonella De Maio ha riassunto il contenuto dell’incontro per noi. Prosegui la lettura…

Canosa: tra ipogei e palazzi

Pagina dei Soci Nessun Commento »

a cura di Angela Mengano

29 aprile 2012

In una bella domenica di primavera andiamo con l’ADIRT a Canosa. La visita servirà ad offrirci uno sguardo sulla città al passato, al presente e perché no anche al futuro, dal patrimonio archeologico, accortamente valorizzato dalla comunità locale, alle aziende “virtuose”, fiore all’occhiello del territorio canosino, raccontate da Michele Vinci nel tragitto in pullman.
Prosegui la lettura…

Con l’Adirt nel Salento di don Tonino Bello

Pagina dei Soci Nessun Commento »

a cura di Angela Mengano

25-26 febbraio 2012

Da Bari ad Alessano. Ormai vicini alla meta, sulla Maglie – Leuca e quindi dal cuore della penisola salentina, increduli riconosciamo in lontananza il profilo dei monti dell’Albania bianchi di neve!!!

I monti innevati dell'Albania

All’arrivo ad Alessano ci accoglie la nostra guida, Barbara Bello (è un cognome ricorrente qui). Si avvicina pure, per un breve saluto, Marcello, uno dei fratelli di don Tonino. Prosegui la lettura…

Diario del viaggio in Calabria

Pagina dei Soci 1 Commento »

Tra Valdesi e Bruzi di Calabria
21-22 gennaio 2012

a cura di Angela Mengano

Sabato 21- ore 7.15 (largo Sorrentino) – 7.30 (largo 2 giugno) Si parte da Bari, in una gelida (ma non troppo) mattina d’inverno, verso i territori “valdesi” della Calabria del versante tirrenico.
Sosta strategica (per spezzare il viaggio) a Pisticci, dove ci attende Maria Antonietta, per la visita guidata all’Abbazia Santa Maria del Casale, gentilmente aperta per noi da don Leonardo Selvaggi, che con grande senso di ospitalità ci accoglie. Con orgoglio, come se si trattasse di una sua creatura, e con un frasario colorito ed espressivo, ci illustra la storia dell’abbazia (costruita nel 1087, dunque coeva della Basilica di S. Nicola) e la ricostruzione – con fondi europei – dell’intero complesso: non ci lascerà ripartire senza farci dono di pubblicazioni e persino di un CD con canti sacri da lui stesso composti! Prosegui la lettura…

Diario del Viaggio d’autunno

Pagina dei Soci 1 Commento »

Viaggio d’autunno nelle terre del silenzio
29 ottobre – 2 novembre 2011

a cura di Angela Mengano

Sabato 29
Siamo in trentadue a partire stamattina (oltre al nostro Luigi Ciccimarra) da Bari: ci attende ad Anghiari, nella sede comunale, Stefania, che ci racconta della Libera Università dell’Autobiografia e del suo collegamento con l’Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano, in una sorta di ideale “vallata della memoria”. Qui vengono offerti percorsi per chi vuole praticare la scrittura autobiografica, attraverso l’organizzazione di seminari, progetti, corsi di formazione. Prosegui la lettura…

Diario di viaggio nella Francia del Sud-Ovest

Pagina dei Soci 3 Commenti »

Le sfide all’ortodossia: un viaggio nelle terre dei Catari degli Ugonotti e dei Valdesi
10 – 23 settembre 2011
a cura di Angela Mengano

Alla partenza siamo in 28: Lucia e Gaetano, Ninni e Lia, Giorgio e Vittoria, Cesare e Silvia, Irene, Brunella,  Ginevra, Maria, Anna, Elisa, Pina, Franca e Laura, Margherita, Gabriella, Patrizia, Silvia, Mariolina, Elke, Clara e Camilla, Lalla ed io. Ci accompagna Graziella Belloli, docente universitaria dotata di una profonda conoscenza della cultura e dell’arte, oltre che della lingua francese. Il nostro autista – bravissimo – è Ivan e viene da Giovinazzo. Molto discreto, è sempre disponibile e pronto a darsi da fare per noi. Il lungo viaggio attraverso la Francia del Sud, dalla Provenza all’Atlantico, inizia per noi sabato mattina presto, con una tappa di avvicinamento alla frontiera italo-francese. Nel percorso, un’anteprima del viaggio con i pensieri e le letture di Lucia e le prime anticipazioni di Graziella ( un frammento: Van Gogh che fissa sulla sua tela“il suo sole di coriandoli colorati”).
All’arrivo a Viareggio, guidati da Gabriella, una simpatica guida del posto, facciamo una passeggiata sul Lungomare, ammirando i bagni ottocenteschi e gli alberghi Belle Époque.

Poi, al Grand Hotel Continental di Tirrenia. Dopo la cena, facciamo due passi sul lungomare, affollato e rumoroso nel caldo afoso del sabato sera. Prosegui la lettura…

13 marzo 2011: Escursione a Oppido Lucano

Pagina dei Soci Nessun Commento »

a cura di Angela Mengano

L’ADIRT, nell’ambito del programma di attività dell’anno sociale in corso, ha raggiunto la scorsa domenica la città di Oppido Lucano, calorosamente accolta dal sig. Michele Lioi, assessore alla Cultura, e dal prof. Cervellino, appassionato studioso di storia locale. Prosegui la lettura…

Roma millenaria – diario di bordo

Pagina dei Soci Nessun Commento »

a cura di Angela Mengano

Roma 17-20 febbraio 2011
Giovedì 17 Siamo partiti alle sette, per essere a Roma intorno all’ora di pranzo; dopo una sosta ristoratrice all’ hotel Colombo, in viale Cristoforo Colombo , siamo pronti per iniziare il nostro viaggio alla scoperta della città eterna nell’intreccio tra arte antica e contemporanea, accompagnati da una guida d’eccezione, Massimiliano Di Leva, il giovane studioso ( laureato in filosofia ma anche specializzato in arte contemporanea, tant’è che ha scritto un libro sul “post-moderno”) che avevamo conosciuto e apprezzato a Napoli nel corso di una visita in quella città.
Già durante il tragitto da Bari a Roma Lucia ci ha letto tra l’altro le riflessioni di Stefano Bartezzaghi di “Repubblica” sui “nuovi musei” tra la cultura dell’antico e le sperimentazioni del contemporaneo. Prosegui la lettura…

2/12 giugno 2010: Viaggio di pace in Bosnia-Erzegovina e Serbia

Pagina dei Soci 5 Commenti »

a cura di Angela Mengano

mercoledì 2
Siamo in 19 [Gigi, Lucia e Gaetano, Pina, Lia e Ninni, Francesca, Laura, Elke, Ginevra, Angela, Mariella e Vittorio, Gabriella, Maria Cristina, Imma, Rachele, le sorelle Lalla e Tina] alla partenza dal porto di Bari, sulla M/n Marko Polo della Jadrolinija. Ci attende una notte in navigazione sul mar Adriatico, per fortuna molto calmo, nonostante le previsioni avverse. Prosegui la lettura…

Muro Lucano: percorso storico-ambientale guidato da Gianni Pofi -11 aprile 2010

Pagina dei Soci Nessun Commento »

di Roberta Ruggiero

Il territorio
Subito dopo Gravina lasciamo le Murge e entriamo nel territorio delle argille lucane, nate nella fossa bradanica invasa dalle acque, soggette a fenomeni di erosione che danno luogo a frane e smottamenti che sconvolgono la zona. Le argille sono di vario colore, anche azzurre, molto instabili, soprattutto per l’incuria degli uomini. Prosegui la lettura…

Ruvo Domenica 7 febbraio 2010

Pagina dei Soci Nessun Commento »

Diario di un incontro: i soci dell’Adirt visitano la città di Domenico Cantatore con una guida d’eccezione: Carmelo Cipriani

di Irma Silletti

Siamo appena arrivati, fa molto freddo e Maria Berardi ci accompagna alla Pasticceria Berardi (ma è solo una omonimia) dove ci riscaldiamo con una cioccolata calda, gustiamo il “Mandorlaccio” e le praline dai gusti più disparati (perfino al tabacco) e quindi raggiungiamo il Palazzo Municipale dove incontriamo Carmelo Cipriani, profondo conoscitore di Domenico Cantatore e del territorio, che ci guiderà per tutto il percorso. Prosegui la lettura…

Napoli: ritorno al Barocco – 9/10 gennaio 2010

Pagina dei Soci Nessun Commento »

a cura di Angela Mengano ed Elisa Cataldi

9 gennaio
Si parte come al solito alle 7 col pullman Ciccimarra: questa volta non c’è Luigi, ma Nicola (e la differenza si sentirà…).
Alle 10,30 siamo già a Napoli Capodimonte, dove ci attende la Mostra “Ritorno al Barocco. Da Caravaggio a Vanvitelli” che ci offre mille spunti per capire questo periodo dell’arte di cui Napoli fu protagonista, dalla stupenda Flagellazione di Caravaggio, a de Ribera, Battistello Caracciolo, Salvator Rosa, Luca Giordano, per nominarne solo alcuni fra i tanti.
25_Napoli_Barocco
Prosegui la lettura…

L’Atene di Calabria e la Riviera dei cedri – 5/8 dicembre 2009

Pagina dei Soci Nessun Commento »

a cura di Angela Mengano

Sabato 5 dicembre
Partiamo di buon’ora, alle sette , in modo da essere a Cosenza alle tredici, senza trascurare di far tappa nel bel museo archeologico della Siritide, a Policoro, recentemente rinnovato e ampliato, dedicato ai siti di Herakleia e Siris e che ospita, tra l’altro, tracce di una civiltà autoctona, quella degli Enotri, preesistente a quella romana.
010_Cosenza
Strepitosi, tra gli altri, i ritrovamenti di una tomba femminile, con vasi del pittore di Policoro, e gli straordinari gioielli e ornamenti che occupano una intera ala del museo. Prosegui la lettura…

Siria e Giordania – Diario di viaggio di Elisa ed Imma

Pagina dei Soci 5 Commenti »

Sabato 31 ottobre 2009
Roma – Aleppo

Partiamo in pullman alle 06.00 per arrivare a Roma Fiumicino in tempo per l’aereo della Royal Jordan Airlines che, alle 15,00 ci porterà ad Aleppo, via Amman.
Arriviamo ad Aleppo intorno alle 22.00. In aeroporto ci aspetta la guida siriana: si chiama Imad, un uomo magro magro, dal baffetto levantino, più o meno cinquantenne, molto vivace che con grande sollecitudine e molto sollievo da parte nostra si occupa di tutto ciò che serve per il nostro ingresso in Siria.
All’uscita dall’aeroporto siamo presi d’assalto da ragazzini che pur di accaparrarsi un euro, litigano fra loro per caricare il nostro bagaglio sul pullman.
Mentre il pullman ci porta in albergo, Imad ci spiega che ci conviene ignorare questi ragazzini che troveremo insistenti lungo tutto il nostro viaggio, per non esserne importunati ed anche perché…. per loro è diseducativo!
La nostra guida ci presenta l’autista che guiderà il pullman per tutta la Siria: un altro Imad!!! Rivelatosi nei giorni successivi, persona silenziosa, attenta, professionale, ma sempre sorridente e molto disponibile.

Prosegui la lettura…

Albania: diario di viaggio

Pagina dei Soci 2 Commenti »

Viaggio in Albania 24 aprile – 2 maggio 2009

Durazzo

25 aprile
Dopo una placida notte in navigazione, ci aspetta, al porto di Durazzo , Alban Guri, 38enne di Tirana, giornalista, scrittore, poeta, insieme a Daniel, l’ autista del pullman con il quale faremo tutto il viaggio . Ci fermiamo per una breve pausa al City Café sul lungomare, chiacchierando con Alban, che sin dalle prime battute esprime senza remore le sue opinioni e il suo modo di essere: è molto critico verso il regime di Hoxha, che a suo modo di vedere ha oppresso in tutte le forme possibili la nazione albanese; è pieno di ammirazione per l’Italia che, sempre a suo modo di vedere , dimostra nei confronti delle altre nazioni una netta superiorità culturale; fa capire in vari modi di essere un cattolico fervente, mettendo subito in chiaro che la libertà religiosa in Albania è stata completamente soffocata dal passato regime comunista. La visita di Durazzo inizia dalla Torre Veneziana; l’Anfiteatro Romano, incastonato tra mille case abusive, che rivela al suo interno un gioiello, una chiesa paleocristiana con pareti splendidamente ricoperte di mosaici raffiguranti alcuni santi; un enfatico mausoleo dedicato agli eroi della guerra, sulla facciata di una vecchia manifattura di tabacchi; le vecchie strade polverose del centro storico; l’accademia di belle arti che ospita una mostra di pittura di suoi allievi. Prosegui la lettura…

Il sole che si spiaccica

Pagina dei Soci 1 Commento »

di Giorgio Bergamini

Il sole che scende in mare a “Il Trampolino” e si spiaccica: 16 giugno 2009 Prosegui la lettura…

Tenendo la nostra rotta

Pagina dei Soci Nessun Commento »

di Sandro Catucci

L’ incontro tenutosi al Barion sabato 13 giugno, con letture di vario genere sul mare, ha segnato la naturale conclusione dell’anno sociale dell’ADIRT all’insegna di un tema ricorrente negli incontri e nei viaggi dell’08-’09. Prosegui la lettura…

Con gli amici dell’Adirt a “Foggia e i Borghi di Fondazione”

Pagina dei Soci Nessun Commento »

Brevi note di Isa Bergamini
14-15 marzo 2009

“Che ci faccio qui?” è un verso di A. Rimbaud prima di essere un libro di B. Chatwin ed è proprio questo che ci siamo detti con Virginia e Sandro, che ci facciamo noi qui a visitare le città del fascismo?
Conoscere, sapere, aprire una finestra su quel tempo e scoprire un’altra testimonianza della storia sulla nostra terra. Prosegui la lettura…

Gesualdo da Venosa

Pagina dei Soci 3 Commenti »

a cura di Angela Mengano

Figura fra le più eccentriche della vita musicale dell’epoca, Gesualdo porta il madrigale (che a cavallo tra il ‘500 e il ‘600 si era polarizzato attorno ai centri di Mantova, Ferrara , Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palermo e che con Monteverdi raggiunse il punto più alto) verso il disfacimento, nell’epoca in cui ormai sta per apparire nella storia della musica un soggetto nuovo: il melodramma. Prosegui la lettura…

Divagazioni sul “Buon Pane di una volta”

Pagina dei Soci 3 Commenti »

di Giorgio Bergamini

Note di un appassionato in margine al Convegno Nazionale del CNR su:
”Qualità del Suolo, Alimenti e Salute“- Bari – 22/24 Ottobre – presso Villa Romanazzi.

Il padre fondatore della rivoluzione in atto nel campo della Scienza della Nutrizione, il M.D. Walter C. Willett, direttore del prestigioso Dipartimento della Nutrizione di Harvard, dopo approfondite ricerche, svolte con dovizia di mezzi, avendo l’incarico di aggiornare le linee guida per la nutrizione della popolazione statunitense, arriva alla conclusione che la nostra specie è geneticamente indifesa dai danni provocati dall’assunzione di cibi che contengono molti “carboidrati raffinati” Prosegui la lettura…

Piazza del baratto

Pagina dei Soci 2 Commenti »

A cura del Gruppo consumo critico Adirt

L’appuntamento si rinnova ogni ultima domenica del mese presso la sede della Ludoteca di Parco 2 Giugno di Bari, che supporta da quasi due anni l’iniziativa. L’intento è di avviare una pratica antichissima e ancora molto diffusa in diversi paesi nel mondo, secondo la quale le persone, non possedendo denaro scambiano i propri beni attribuendo agli stessi un valore che prescinde da quello economico e che è legato alla sfera dei ricordi, dell’utilità e delle qualità intrinseche dell’oggetto. Prosegui la lettura…

info@adirt.it
Feed RSS Notizie Feed RSS Commenti