25 ottobre 2022

Beppe Fenoglio, “Una questione privata“, Einaudi, 2022

proposto da Isa Bergamini

di Isa Bergamini

La nota ricorrente è stata l’emozione nel leggere la storia di ragazzi la cui giovinezza è stata negata e le cui vite sono state travolte dalla guerra. Il racconto dell’amore di Milton, Fulvia e Giorgio è la questione privata che ha tutti i segni di umanità nella disumanità della guerra. Si è detto che la Resistenza come scelta di vita viene raccontata in questo libro, nella sua sommessa e drammatica quotidianità, vissuta come unica scelta possibile per avere diritto ad una dignità umana, nella consapevolezza di una solitudine che non urla la sua disperazione.

Più volte è stata citata la descrizione del paesaggio delle Langhe e soprattutto della nebbia che nasconde, avvolge e protegge,  ma anche può ingannare. L’amore travolgente del giovane Milton è compagno del suo andare, ma la morte incombe ad ogni passo e ad ogni suono su quelle colline.

E’ stata sottolineata l’alta qualità delle pagine di Fenoglio in cui il lirismo traspare sommesso in una scrittura piana, dolce e penetrante, risultato di un grande lavoro.

Diversi sono stati i pareri su come Fenoglio abbia voluto concludere la storia o se l’abbia lasciata volutamente indefinita.

Quando si è parlato di Resistenza è stato citato N. Bobbio (Profilo ideologico del Novecento in E. Cecchi, N. Sapegno, Storia della letteratura italiana, Garzanti, Milano, 1969) “…La Resistenza, non fu una rivoluzione e tanto meno la tanto attesa rivoluzione italiana; rappresentò puramente e  semplicemente la fine non pacifica ma violenta del fascismo (…) La Resistenza si dimostrò essere un “tempo breve”, consumato e strozzato prima di aver potuto esprimere tutto il proprio potenziale di forza ideale e di capacità rivoluzionaria.”

Quando si è parlato del paesaggio in queste pagine di Fenoglio, è stato citato quanto ha scritto Emilio Cecchi “(…) La sua forza sta in questo: che, non rinunciando mai alla sua ostinazione intellettuale e morale, egli arriva a darci la rivelazione delle forze tempestose che sovrastano la vita. (…) … la dolcezza dei paesaggi, i contraccolpi della memoria, il respiro della natura che muovono il suo mondo esprimono una reverenza quasi religiosa per la scabra, infinita avventura umana.”

L’incontro, anche questa volta, è stato piacevolmente addolcito dalle “coccole” di Luciana.