6 dicembre 2020

Nei  giorni che precedono la festa di San Nicola  la stampa locale riporta la notizia di un progetto che prevede  «Una statua per San Nicola» alta 70 metri, con dentro un museo, un  bar ed ex voto, da  realizzare al Varco della Vittoria, nelle vicinanze della Fiera del Levante e dell’area portuale.

Mentre per gli ideatori: «Sarà un monumento mai visto», sui Social: «Rovina lo skyline», su La Repubblica Giandomenico Amendola denuncia: “ E’ una follia. Non parliamone più”,
Arturo Cucciolla: “Quel colosso nicolaiano è inaccettabile: idea volgare e violenta”

Perdonate, ma il mio primo pensiero è andato a Nino Lavermicocca, grande narratore della sua Città, delle sue  Storie, dei suoi Santi, grazie al quale è nata l’Adirt che da 40 anni opera per la conoscenza, la difesa, la tutela e la valorizzazione  del nostro patrimonio storico-artistico-ambientale-archeologico.

Che penserebbe  Nino, per il quale, come ebbe a dire Lino Patruno, ricordandolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno, “le campane di tutte le chiese di Bari vecchia dovrebbero suonare insieme a lui e i santi di strada che occhieggiano dalle edicole dovrebbero rivolgergli un saluto per l’ultima volta” ?

Nino, oltre ad essere un archeologo attento, infaticabile, era un innamorato del Santo protettore della sua città, un cultore di San Nicola, un collezionista  di testimonianze di ogni gener,e di questo “Santo di tutte le genti”.

L’Adirt non dimentica tra i suoi libri  “La nave dei miracoli: le storie prodigiose di San Nicola di Bari”. Tra i suoi itinerari, “Il viaggio a Mira in autobus” e tanto altro.

E allora? Una statua di San Nicola alta 70 metri, visibile da 20 chilometri di distanza? Con due ascensori, scale e una parte dedicata all’installazione di targhe di ringraziamento? Penso che Nino  si sarebbe indignato come quando vedeva dispersa e non valorizzata  la ricchezza culturale della sua città.

L’Adirt, comunque, oltre ad esprimere il proprio dissenso, sottolinea che il progetto «Una statua per San Nicola» proprio perché interviene sul paesaggio, perché lo modifica deturpandolo, avrebbe richiesto una sua  presentazione alla città e in seguito un ampio dibattito tra architetti, urbanisti  e semplici cittadini .

Per l’Adirt

Lucia Aprile

Cucciolla su San Nicola
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