16 dicembre 2020

Mario Benedetti,  Impalcature. Il romanzo del ritorno. Nottetempo, 2019

di Monica Mc Britton

Quest’anno, 2020, si commemora il centenario della nascita di Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti Farugia, noto come Mario Benedetti.

Se il “nome della rosa” dice qualcosa sull’essenza delle rosa, i nomi dati allo scrittore uruguaiano dai suoi genitori, preannunciano la sua vocazione di poeta, saggista, scrittore e drammaturgo.

In effetti, autore di una vasta opera letteraria, una parte accessibile in italiano, Mario Benedetti è uno dei più importanti intellettuali del ‘900 non solo in Uruguay ma in tutta l’America Latina.

È stato anche un cittadino impegnato nelle lotte politiche per una maggiore giustizia sociale nel suo Paese. Ha conosciuto l’esilio durante la dittatura militare fra il 1973 e il 1985.

Ha lasciato per testamento risorse per la costituzione di una Fondazione, la quale porta il suo nome, il cui scopo è la promozione della letteratura e dei diritti umani con particolare riguardo al rintracciamento dei prigionieri politici scomparsi.

Il sito della fondazione è:

fundacionmariobenedetti.uy

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Breve nota a cura di Isa Bergamini dopo l’incontro del gruppo di lettura.

Molti sono stati gli aspetti di questo bel libro evidenziati nei vari interventi, in particolare si è detto del buon ritmo della narrazione e di come l’autore uruguaiano ne padroneggi sapientemente la struttura.

Benedetti magistralmente non affonda lo sguardo nei terribili particolari delle persecuzioni politiche in America Latina, ma racconta la storia privata difficile e dolorosa di una generazione travolta, soppressa e cancellata nel silenzio a cui è stata piegata. Non è stato considerato un romanzo politico, ma un romanzo di vita con diversi problemi irrisolti e evidenziati senza drammatizzazioni ma sommessamente con molti interrogativi che coinvolgono il lettore. L’angoscia e la paura di un’età del terrore, restano come unico segno di tante speranze soffocate, che vivono come sospese nella moderna città di Montevideo, descritta amabilmente in alcune belle pagine.

Sono state ricordate in particolare le figure femminili di questo libro, la bella e dolente figura di Rocìo, la madre Nieves, la moglie e la figlia, tutte donne amate da Javier, il mite protagonista che di capitolo in capitolo procede al restauro delle “Impalcature”, sulle cui tracce il lettore con passione lo segue.

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di Roberta Ruggieri

Ogni realtà individuale e collettiva in perenne costruzione ha bisogno di impalcature per esistere, queste sono fatte di persone, di riflessioni, di  emozioni.
Voce dell’America Latina, Benedetti intreccia poeticamente la sua storia personale con quella del suo paese, toccando vari temi: la patria, la sinistra, gli affetti.
Particolarmente felici sono i ritratti delle donne, disegnate con  vera partecipazione.