21 giugno 2021

Gianluca Nicoletti, “Io, figlio di mio figlio“, Mondadori 2018. Proposto da Franca Botrugno

_____________________________________________________________________________________________

Breve nota a cura di Isa Bergamini dopo l’incontro del gruppo di lettura:

L’ultimo incontro dell’anno di Leggermente, al Fanale Borbonico fra grandi navi, ci ha viste felici di poterci di nuovo incontrare.

Abbiamo parlato di “Io, figlio di mio figlio”, di Gianluca Nicoletti, Mondadori, 2018, e ha condotto Franca.
La discussione è stata appassionata intorno ad un tema che ha interessato tutte non solo per ragioni di solidarietà, ma anche perché è risultato evidente quanto ancora poco si sappia dell’autismo e in generale delle neuro diversità. Si è evidenziato come tanti sono i bimbi, gli adulti e le loro famiglie che sostengono una condizione che diventa disagio per la solitudine nella quale spesso sono relegati.
Il libro di Nicoletti è stato visto soprattutto come un documento di denuncia, ma da alcune è stato anche detto di averlo letto con fatica e in particolare è stato sottolineato un procedere logorroico e in molte pagine ripetitivo, con una scrittura veloce e aggressiva. Sono poi stati evidenziati alcuni temi che ricorrono come un “refrain” nel libro, la solitudine di questo padre e l’angoscia per quello che succederà a un figlio “con un cervello diversamente programmato”, quando suo padre non ci sarà più.