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Questa pagina vuole dare voce ai soci ed ai simpatizzanti dell’Adirt che vogliano fare proposte di lettura (articoli, libri documenti), visione (film, spettacoli, mostre), ascolto, viaggi. Potrete inoltre suggerire approfondimenti ed iniziative, segnalare problemi o commentare una notizia che giudicate interessante.

Scrivere al tempo del Covid 19. Amalia Mancini su Il Corriere del Mezzogiorno

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Il rumore delle nostre vite, amplificato dal silenzio e dalla solitudine.

09 maggio 2020

Scrivere al tempo del Covid 19. Le riflessioni di Amalia Mancini sul Corriere del Mezzogiorno del 9 maggio 2020

Amalia Mancini
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La pandemia Corona Virus, di fgiangregorio@libero.it

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16 Aprile 2020

La pandemia Corona Virus

Da un articolo del “Fatto Quotidiano” di Maddalena Oliva

Questa giornalista ci riporta passi dell’intervista di uno dei più brillanti scrittori americani, David Quammen che in uno dei suoi libri, Spillover, già raccontava circa 10 anni fa tutto del “corona virus”.

Lo scrittore si è da sempre interessato di temi scientifici lavorando sul campo al seguito di scienziati in posti remoti dalle foreste tropicali al mare Artico. Il suo primo articolo riguardava le Zanzare. Questo suo libro, Spillover, è diventato un bestseller. In esso scriveva che la prossima  epidemia sarebbe arrivata da uno spillover, passaggio del virus da un animale, probabilmente un pipistrello, all’uomo. Il virus si sarebbe adattato nel pipistrello e il salto di specie sarebbe avvenuto in ambienti dove gli essere umani e gli animali sono prossimi.  Verosibilmente in un wet marcket cinese. Tutto prevedibile secondo Quammen. I virus di questa famiglia sono più capaci a riprodursi negli ospiti umani anche senza sintomi. Questa caratteristica ha contribuito alla diffusione dell’endemia. I primi focolai in Cina sono stati sottovalutati dalle autorità cinesi e anche da noi europei, Italia compresa. Lo scrittore dà molto peso ai cambiamenti che l’uomo impone all’ambiente. Più distruggiamo gli ecosistemi più smuoviamo i virus dagli ospiti naturali offrendoci a nostra volta come ospiti alternativi.

Le persone e i gorilla, i cavalli e i maiali, le scimmie e gli scimpanzè, i pipistrelli e i virus siamo tutti sulla stessa barca, siamo legati indissolubilmente gli uni  agli altri. Così rimarca lo scrittore. Riguardo ai pipistrelli, il fatto che siano mammiferi come gli esseri umani rende più facile la trasmissione da loro a noi. Inoltre i pipistrelli rappresentano 1/4 di tutte le specie di mammiferi sul pianeta: è naturale che quindi sembrino sovrarappresentati come fonti di virus. Inoltre vivono a lungo e tendono a rintanarsi i enormi aggregazioni,                      In una grotta potrebbero essere fino a 60.000 e questa è una circostanza favorevole a far circolare il virus. Infine il loro sistema immunitario è più tollerante alle estraneità presenti nel loro organismo rispetto ad altri sistemi immunitari. Il virus non torna dall’essere umano a loro, esso continua a risiedere nell’ospite anche dopo che l’epidemia scompare per ripresentarsi anche dopo molti anni.

Ai Soci dell’Adirt. nicolacicco@virgilio.it

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16 Aprile 2020
Carissimi Soci e Simpatizzanti, cara Lucia,
come ringraziarti per la tua antologia di letture? Raccolgo il tuo invito a con un mio modesto contributo
In questi giorni si è fatto un gran parlare di mascherine, del loro uso e della loro efficacia. Io penso che le migliori istruzioni per l’uso siano raccolte in questa vecchia favola:
Paradiso e Inferno, una favola cinese
Dopo una lunga e coraggiosa vita, un valoroso Samurai giunse nell’aldilà e fu destinato al paradiso. Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un’occhiata anche all’inferno.
Un angelo lo accontentò. Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze succulente e di golosità inimmaginabili.  Ma i commensali, che sedevano tutt’intorno, erano smunti, pallidi, lividi e scheletriti da far pietà.  “Com’è possibile?” chiese il Samurai alla sua guida, “Con tutto quel ben di Dio davanti!”. “Ci sono posate per mangiare, solo che sono lunghe più di un metro e devono essere rigorosamente impugnate all’estremità. Solo così possono portarsi il cibo alla bocca”. Il coraggioso Samurai rabbrividì.
Era terribile la punizione di quei poveretti che, per quanti sforzi facessero, non riuscivano a mettersi neppure una briciola sotto ai denti. Non volle vedere altro e chiese di andare subito in paradiso. Qui lo attendeva una sorpresa. Il paradiso era un salone assolutamente identico all’inferno! Dentro l’immenso salone c’era un’infinita tavolata di gente seduta davanti ad un’identica sfilata di piatti deliziosi. Non solo: tutti i commensali erano muniti degli stessi bastoncini lunghi più di un metro, da impugnare all’estremità per portarsi il cibo alla bocca.
C’era una sola differenza: qui la gente intorno al tavolo era allegra, ben pasciuta, sprizzante di gioia. “Ma com’è possibile?”, chiese stupito il coraggioso Samurai. L’angelo sorrise:
“All’inferno ognuno si affanna ad afferrare il cibo e portarlo alla propria bocca, perché così si sono sempre comportati nella loro vita. Qui al contrario, ciascuno prende il cibo con i bastoncini e poi si preoccupa di imboccare il proprio vicino”.
Paradiso e inferno sono nelle tue mani.

Se sapremo usare le posate, forse conosceremo una rinascita come quella che ci attende domenica. Non un ritorno alla “normalità” ma una rinascita.

Con l’affetto e la stima di sempre faccio a te e a tutti gli Amici della bellezza i miei più affettuosi auguri.

Nicola

Il tempo sospeso, di Michele Cecere

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16 Aprile 2020

Il tempo sospeso fra piccole e grandi trasgressioni

Fra il 22 febbraio e il 23 marzo 2020 abbiamo attraversato un tunnel intricato di regole fissate dai vari DPCM, un tunnel che si restringeva settimana dopo settimana e del quale non possiamo ancora prevedere la fine. Domenica 22 marzo stavo appunto pensando ai fantomatici controlli di cui avevo sentito parlare ma che non avevo mai visto, quando sono stato fermato da un vigile alquanto zelante nei pressi della mia abitazione. Ero col mio cane che ha bisogno di sgranchire le gambe e fare una corsetta oltre ai rituali bisognini e quell’uomo in divisa mi chiedeva con modi arroganti dove abitassi. Ero appena a 120 metri da casa e il vigile mi diceva che potevo portare il cane solo a venti metri (!) dall’abitazione. Il mio Golden è un cane di grossa taglia che necessita di un giardinetto per i suoi bisogni e il più vicino è a centocinquanta metri, come potrei mai spiegare al mio cane che deve farla sull’asfalto davanti al portone? Tornando a casa ripensavo con un po’ di rabbia all’arroganza con cui ero stato affrontato dal vigile, come fossi un delinquente, ho pensato che se quella col mio cane è una grave trasgressione, cosa sarà quell’universo di piccole e grandi irregolarità che cresce quotidianamente sulle nostre strade col graduale stringersi del tunnel di regole dei vari DPCM? Si, perché man mano che cresce la sospensione di gran parte delle attività e delle libertà di circolazione, emergono le tante irregolarità della nostra società, come la piaga del lavoro nero, sul quale è fondata la nostra Repubblica, soprattutto al sud. E’ come se ci trovassimo dinanzi al mare della quotidianità ma in presenza di una improvvisa e lunga bassa marea che ci mostra tutta l’economia sommersa. Quanti hanno dovuto correre a mettere in regola Colf e Badanti in questi giorni?  Il lavoro nero è direttamente proporzionale alla quantità di denaro contante che circola, l’Italia continua ad essere fra i paesi in cui ne circola di più, mentre l’uso delle carte di credito e dei bancomat è residuale. Le attuali chiusure a singhiozzo degli sportelli bancari dovrebbero indurre la popolazione refrattaria ad incrementare l’uso delle carte (buona parte di chi ne è in possesso non le usa!)

Le famiglie che si ritrovano per forza, fanno immaginare ai più la ritrovata armonia di un focolare domestico d’altri tempi,  ma anche come possa essere il tradimento di coppia ai tempi del Corona virus, una semplice e temporanea sospensione della trasgressione matrimoniale o la ricostruzione di un tranquillo menage familiare?

Come tutti in questi giorni guardo più TV e mi sembra più sobria, c’è meno spazzatura e volgarità, meno facce da baraccone nei talk, speriamo che duri anche quando la bufera sarà passata. Mi colpisce lo stridente contrasto fra gli spot pubblicitari e i programmi televisivi, molti dei quali con la scritta “programma registrato prima del DPCM…. “. Mi piacerebbe ci fosse una bella scritta anche sugli spot, perché molti di essi, ovviamente senza volerlo, incoraggiano la trasgressione di alcune regole, come ad esempio l’auto capace di contenere sei o sette persone, come sardine. La pubblicità, a parte qualche eccezione, non si è adattata alla mutata realtà, ci mostra un mondo surreale fatto di oggetti che non puoi più comprare ma solo sognare.

Non so quanto potrà durare questa specie di guerra contro il nemico invisibile, ma confido che, come ogni guerra, possa lasciarci qualcosa di buono, la sorprendente scoperta di silenzi, semplicità, intimità, ascolto e riflessione: sarà forse il tempo della riscoperta del pensiero?

Il mio ricordo della Caserma Rossani

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Il mio ricordo della Caserma Rossani

2 maggio 2014

 

di Ninni Boccia

L’essere ritornato recentemente nella Caserma Rossani grazie all’ADIRT, ha resuscitato in me un antico ricordo! Risale agli anni 1940-41. Avevo 7 anni, figlio di un ufficiale del Regio Esercito Italiano in servizio permanente con il grado di maggiore presso il 14° Reggimento di Artiglieria da Campagna che a quell’epoca, all’inizio della seconda guerra mondiale, era di stanza nella Rossani, prima di essere spostato per motivi tattici nel Salento e successivamente in Liguria. Prosegui la lettura…

Quella sera al Conservatorio…

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Quella sera al Conservatorio …

7 dicembre 2013

di Mimmo Bavaro

E’ stato come tuffarsi nel passato… echi di note lontane danzano sugli spartiti della memoria:

i concerti all’Auditorium dell’orchestra sinfonica della Provincia di Bari, ogni venerdì sera nella seconda metà degli anni ottanta; alcuni momenti del Time Zones, indimenticabile il concerto del primo maggio 1988 di David Sylvian con una formazione incredibile… sempre in quegli anni ebbi modo di visitare, parzialmente, il Conservatorio.

Tornare in certi luoghi può mettere in circolo belle vibrazioni, come quelle percepite durante il percorso dell’altra sera… tutto sembra ovattato, in sottofondo le prove, gli arredi riportano ad epoche lontane, la presenza costante di Nino Rota, il Maestro Capaldi e il momento musicale ad evocare atmosfere rarefatte… stupenda, in tal senso, l’esecuzione del “Valse romantique” di Claude Debussy.

Alla prossima avventura…

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Le foto di Mimmo Bavaro le trovate nella Gallerie:
https://www.adirt.it/web/galleria/

e in slideshow:
http://www.flickr.com/photos/30990532@N08/sets/72157638764224604/show/

Nota a margine della visita al Conservatorio

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Una, dieci, cento culture!!!???

Nota a margine della visita al Conservatorio

7 dicembre 2013, alle ore 20.37

di Michele Cecere

Ieri pomeriggio, 6 dicembre, ero al Conservatorio di Bari, da una finestra del primo piano guardavo l’ingresso dell’auditorium, chiuso da tanti anni. Ho pensato a quel giorno di aprile ’88 quando lì dentro suonava John McLaughlin ed io ero lì e mai avrei immaginato che quel posto sarebbe stato chiuso per tanti anni…

Mi sono poi avviato verso la sala Murat dove sapevo dell’inaugurazione di una mostra molto particolare, sempre a carattere musicale, curata da Franco Mussida, lo storico musicista della PFM, tanto per capire, l’unico gruppo rock capace di inserirsi ai primi posti delle classifiche di vendita dei dischi in Gran Bretagna e USA nella metà degli anni settanta. Prosegui la lettura…

La viandanza

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La Viandanza

di Mimmo Bavaro

La viandanza…
In un film di Alessandro Blasetti del 1942 il protagonista, un rappresentante di dolciumi, per una serie di circostanze imprevedibili, evade dalla sua routine, “vivendo” per un po’ di ore in aperta campagna, a contatto con la natura, apprezzando i sapori genuini, le cose semplici…
Tutto accade per aiutare una ragazza poco fortunata in amore… il ritorno in città, al solito ritmo, sarà traumatico… Quattro passi fra le nuvole (1942) di Alessandro Blasetti. Prosegui la lettura…

nota a margine della visita a S.Maria a piè di Chienti

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Nota a margine della visita a S.Maria a piè di Chienti

3 Novembre 2013

di Margherita Maggiore

Domenica 3 novembre siamo passati, in un fuori programma del viaggio nelle Marche, a Santa Maria a piè di Chienti, nelle Marche. Bellissima chiesa del IX secolo gremita di gente commossa e dei rappresentanti di tutte le armi e dell’ANPI. Si celebrava il funerale di sei persone disperse durante l’ultima guerra e finalmente ritrovate sepolte in Germania. Prosegui la lettura…

Fa Bene e si vende Bene l’Olio d’Oliva fatto Bene

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Riflessioni e proposte in merito alla crisi della olivicoltura pugliese

Ottobre 2012

di Giorgio Bergamini

Premessa e Reminiscenze

In una recente pubblicazione americana, recensita su Repubblica Salute e riguardante recenti aggiornamenti su una corretta alimentazione, troviamo puntualizzato che l’Olio d’Oliva non sarebbe esente di per sé da controindicazioni e cautele, in comune con altri grassi (in pratica il supposto bilanciamento ottimale tra grassi saturi, grassi monoinsaturi e grassi polinsaturi non sarebbe più nutrizionalmente così sicuro ed efficace per la salute secondo recenti evidenze scientifiche) a meno che non si tratti di vero Olio d’Oliva extravergine caratterizzato da un intenso fruttato. Prosegui la lettura…

Spazio e identità russi: l’irresistibile fascino dell’Oriente

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16 giugno 2012

I rapporti russo-italiani nella sfera culturale hanno una storia plurisecolare e profonde tradizioni.
Bari, in particolare, da quasi 1000 anni, rappresenta la principale destinazione dei pellegrini ortodossi che, in questi ultimi anni, giungono ancora più numerosi.
L’Adirt, come sempre attenta a quanto accade sul proprio territorio, ha organizzato venerdì 20 aprile 2012 nella propria sede, un incontro con Marco Caratozzolo, docente di Lingua e Letteratura russa presso l’Università di Bari, sul tema

“Spazio e identità russi: l’irresistibile fascino dell’Oriente”

Antonella De Maio ha riassunto il contenuto dell’incontro per noi. Prosegui la lettura…

Il sole che si spiaccica

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di Giorgio Bergamini

Il sole che scende in mare a “Il Trampolino” e si spiaccica: 16 giugno 2009 Prosegui la lettura…

Tenendo la nostra rotta

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di Sandro Catucci

L’ incontro tenutosi al Barion sabato 13 giugno, con letture di vario genere sul mare, ha segnato la naturale conclusione dell’anno sociale dell’ADIRT all’insegna di un tema ricorrente negli incontri e nei viaggi dell’08-’09. Prosegui la lettura…

Gesualdo da Venosa

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a cura di Angela Mengano

Figura fra le più eccentriche della vita musicale dell’epoca, Gesualdo porta il madrigale (che a cavallo tra il ‘500 e il ‘600 si era polarizzato attorno ai centri di Mantova, Ferrara , Venezia, Firenze, Roma, Napoli e Palermo e che con Monteverdi raggiunse il punto più alto) verso il disfacimento, nell’epoca in cui ormai sta per apparire nella storia della musica un soggetto nuovo: il melodramma. Prosegui la lettura…

Divagazioni sul “Buon Pane di una volta”

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di Giorgio Bergamini

Note di un appassionato in margine al Convegno Nazionale del CNR su:
”Qualità del Suolo, Alimenti e Salute“- Bari – 22/24 Ottobre – presso Villa Romanazzi.

Il padre fondatore della rivoluzione in atto nel campo della Scienza della Nutrizione, il M.D. Walter C. Willett, direttore del prestigioso Dipartimento della Nutrizione di Harvard, dopo approfondite ricerche, svolte con dovizia di mezzi, avendo l’incarico di aggiornare le linee guida per la nutrizione della popolazione statunitense, arriva alla conclusione che la nostra specie è geneticamente indifesa dai danni provocati dall’assunzione di cibi che contengono molti “carboidrati raffinati” Prosegui la lettura…

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