16 dicembre 2021

Marco Balzano, “Quando tornerò”, Einaudi, 2021. Proposto da Elisa Cataldi

di Elisa Cataldi

Entroterra rurale dei paesi dell’Est Europa dopo la disastrosa caduta dell’impero sovietico, “paradiso” socialista che comunque assicurava un lavoro a tutti. Ora c’è solo miseria, ora si può solo emigrare per sopravvivere, per assicurare ai propri figli una vita decente, un’istruzione, un futuro.

Ma in questo caso, ad emigrare sono per lo più le donne, spesso anche con alti livelli di scolarizzazione. Gli uomini invece restano a casa, spesso rozzi, ignoranti, tenacemente attaccati al loro ruolo di padre-padrone, spesso dediti all’alcool. Ma soprattutto, a restare a casa sono i figli, molti anche in tenera età, bene o male affidati a parenti anziani (il cosiddetto fenomeno degli ORFANI BIANCHI ).

E’ il fenomeno delle BADANTI. La opulenta società europea, e soprattutto italiana, a partire dagli anni ’90,  ha scoperto la comodità di delegare la cura dei propri anziani alle donne dell’Est, spesso sottopagandole e “in nero”. Una moderna schiavitù che comporta la disgregazione di intere famiglie, la crisi irreversibile di rapporti famigliari e tanto tanto dolore sia in chi va (“ Mal di Italia”), che in chi resta.

Marco Balzano racconta nel suo “Quando tornerò”, di un caso paradigmatico di questo fenomeno. Ci fa riflettere, dà voce a chi non ce l’ha, perché … ”loro badano ma nessuno bada a loro!”

Una storia durissima e crudele nella quale l’autore ascolta con rispetto ed empatia il dolore di queste persone.

Lo fa con una scrittura facile, lineare, forse un po’ piatta e banale: a fronte di una problematica sociale ed umana tanto importante; la narrazione spesso non risulta abbastanza coinvolgente ed emozionante.

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Breve nota a cura di Isa Bergamini dopo l’incontro del gruppo di lettura

Unanime è stato il giudizio sull’importanza del tema scelto dall’autore e anche sullo stile piatto e facile della pagina, ma molto differenti i pareri sul libro. Per alcune i temi trattati sono così tanto importanti da far esprimere un giudizio positivo complessivo, mentre per altre molto chiaramente il risultato è deludente sia per la qualità della scrittura che per la struttura stessa del romanzo, i cui personaggi hanno una loro oggettiva drammaticità che risulta banalizzata nel testo. Vera ha approfondito e spiegato quello di cui si parla nella nota finale del libro dove Balzano scrive di “Male d’Italia” e di “Orfani bianchi”, denunciando così esplicitamente le ragioni da cui è nato il suo romanzo, che cerca di dar voce alle donne che vengono dai paesi dell’Est ad assistere i nostri anziani e ai loro figli rimasti a casa, sconvolgimenti sociali e problematiche umane che trovano impreparate le nostre società, che non sanno affrontare la vecchiaia sempre più avanzata e diffusa, lasciando alle leggi del mercato la soluzione.