“Api grigie”, di Andrei Kurkov
Attività 2025-2026, Commenti e riflessioni10 marzo 2026
Andrej Kurkov, “Api grigie”, traduzione di Rosa Mauro, ed. Keller, 2023, pp.385.
proposto da Adriana Pepe
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Nota a cura di Roberta Ruggiero, dopo l’incontro del gruppo di lettura.
Adriana ci ha presentato il libro e il suo Autore, accennando ad altre opere dello stesso. A lei si e’ aggiunta Luciana che ha continuato a parlarci di A. Kurkov e della sua biografia. Lo scrittore e’ di lingua russa, ma si identifica politicamente e ideologicamente come ucraino. Nei suoi libri ha spesso intrecciato, esplicitamente o implicitamente, la sua storia personale e le sue idee con la storia dell’Ucraina, territorio che ha una identità’ nazionale complessa e pluralista, abitato da più etnie, e proprio per questo interessante e ricco di possibilità’. Ne “Api grigie” queste idee affiorano nelle vicende di un apicultore che vive per le sue api, pronto a improntare le sue scelte di vita per il loro benessere. Dietro una trama raccontata il modo minuzioso e piano, ma anche lirico in alcuni passaggi, ecco i temi principali. La condanna della guerra, che non e’ solo morte , ma anche solitudine, abbandono, miseria, soprattutto nelle “zone grigie”, ai confini degli scontri diretti. Siamo nella famosa zona del Donbass e nelle zone limitrofe. Altro tema forte e’ la diversità’ letta come ricchezza, mai vista come un problema, cosa che invece spesso accade, provocando, al pari della guerra, gravi danni. Infine l’importanza della natura, che va compresa e rispettata. Nella natura si muovono altri esseri viventi e questo ci porta alle api, coprotagoniste del libro. L’apicultura non e’ solo una attività’ produttiva, ma una passione che implica competenze e responsabilità. E’ una ideologia che rispetta i ritmi naturali di questi insetti riconosciuti come esseri senzienti e modelli a cui ispirarsi.
Tutte abbiamo sottolineato l‘importanza di questi temi, anche se non tutte siamo state coinvolte in ugual misura nella narrazione.
Accenno ad altre riflessioni interessanti fatte da alcune di noi. Luciana ha visto il protagonista come un eroe quotidiano che, mosso da saldi principi, non si sottrae alle difficolta’. Vera ha parlato di intenso lirismo e di un uomo ricco di sentimenti giusti, anche se non esibiti. Maria ha cercato un non facile paragone con Ulisse, accennando alle tre donne che lui incontra. Isa ha parlato della complessità delle “ zone grigie” paragonandole alle zone di frontiera descritte da altri Autori.
Mi sembra giusto chiudere accennando le parole dell’Autore, letteci da Maria. Egli, parlando del suo libro dice: “la storia che racconto non ha nulla di dolce. Non propone un lieto fine. E, a dire il vero, non ha un fine. E’ contemporaneita’, e’ il qui ed ora. Dove la speranza e’ solo riposta nelle parole: che tutto finisca presto”.
Libri citati
Altri libri di Kurkov e soprattutto “La nostra guerra quotidiana”.
“Furore” di Steimbech.
“Utopia e disincanto” di Magri.
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