AVVISO URGENTE. Rinviato il terzo incontro di lettura di – Ulisse -

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AVVISO URGENTE 

 

Per sopravvenuti impegni organizzativi,  il terzo incontro di lettura di “Ulisse” di James Joyce, programmato per Martedì 19 novembre E’ RINVIATO A MARTEDI 10 DICEMBRE.

Sarà nostra cura ricordarvi la nuova data qualche giorno prima.

Comunicato. Novembre 2019

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Comunicato

novembre 2019

 

Giovedì  7 novembre. Ore 16.30 largo Sorrentino (mezzi propri). Prenotazione telefonica

Auditorium “Nino Rota”  del  nostro Conservatorio
Visita della Mostra “ Giovanni Capaldi, un musicista intellettuale nella Bari del primo Novecento
Con la prof.ssa Maria Grazia Melucci, responsabile della Biblioteca del Conservatorio e curatrice dell’esposizione

Martedì  12 novembre. Ore 17,30 in sede

LeggerMente: gruppo di lettura

Venerdì  15  novembre. Ore 18.00 in sede

Data ultima per candidarsi negli Organi collegiali dell’Adirt: Direttivo, Collegio sindacale , Probiviri.

Martedì  19  novembre. Ore 18.00 in sede
“Con il libro in mano”,  “Ulisse” di James Joyce. Con la prof.ssa Patrizia Ripa
La traduzione consigliata per poter seguire la “lettura ad alta voce”,  che faremo insieme,  è quella di Enrico Terrinoni.

Venerdì  22 novembre. Ore 17,30 in sede

Chicca Maralfa,   “Festa al trullo” ,   Les Flâneurs Edizioni, 2018. Con Amalia Mancini e Mimmo Bavaro

Domenica 24 novembreOre 10.30 / 13.00 Centro Polifunzionale Futura – Parco 2 Giugno,

Piazza del Baratto e Bookcrossing

Venerdì  29 novembre. Ore 17,30 in sede

Assemblea ordinaria per il rinnovo del Direttivo, del Collegio sindacale e dei Probiviri

Si chiude con quest’anno sociale il quadriennio 2015-2019. Pertanto decadono gli organi di governo dell’Associazione che saranno rinnovati nell’Assemblea che sarà anche lo spazio di discussione delle proposte e dei suggerimenti per il programma delle attività del prossimo quadriennio.
Si ricorda che, a norma di statuto, possono essere presentate candidature entro 10 giorni dalla data prevista per le elezioni e quindi entro il 15 novembre  (anche per telefono). Si raccomanda la partecipazione attiva a questa fase particolarmente delicata dell’organizzazione della vita associativa.

Info:  Lucia Aprile  338.4639612  -   339.4029450  Angela Mengano 338.4639612

 

Il/la sottoscritto/a: ____________________________________________________________

impossibilitato/a ad intervenire all’assemblea Ordinaria dei Soci del 29 novembre 2019

DELEGA

Il/la socio/a  _________________________________________________________________

a rappresentarlo a tutti  gli effetti

 

Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio Via Abbrescia 45/47  Bari 

- info@adirt.i   www.adirt.it

 

Diario di Viaggio. Calabria. Maggio 2018

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Diario di viaggio

CALABRIA

17 – 20 maggio 2018

 

A cura di Angela Mengano

Giovedi 17 maggio

Partenza alle 7:30.  Siamo in 28, oltre a Nicola, il nostro autista ormai diventato presenza imprescindibile nei nostri viaggi.  Pausa caffè nel versante lucano della Jonica, pausa panino verso Cosenza. Lasciata l’autostrada Salerno- Reggio allo svincolo Serre, ci addentriamo nel parco naturale omonimo, cuore montuoso della regione calabra. Nostra prima meta è la Certosa di Serra San Bruno. Luca, nostra guida per le mete di questa prima giornata, (ci dice di essere anche docente di tromba del locale Conservatorio) è ad attenderci alle porte del paese. Al termine di un breve giro nel centro abitato, che vanta belle chiese, e tra queste visitiamo l’Addolorata, e palazzi interessanti, raggiungiamo la Certosa, isolata in mezzo ai boschi, dove rova il suo habitat il maestoso abete bianco. Bruno da Colonia, fondatore dei Certosini,  giunto qui, tra la Sila e l’Aspromonte nel 1090, riferiva ai suoi amici: «Abito un eremo abbastanza lontano d’ogni parte dall’abitazione di uomini. Che cosa devo dire della sua amenità, clima e felicità o della pianura ampia e bella, distesa in lungo tra i monti, dove sono prati verdeggianti e floridi pascoli? Che cosa devo dire della veduta dei colli che da ogni parte s’innalzano dolcemente, del rifugio delle fresche valli e dell’amabile abbondanza di fiumi, ruscelli e fonti?». Oasi di pace nonché baluardo della chiesa: fu papa Urbano II, al secolo Oddone di Lagery, a fare del santo d’Oltralpe suo strumento per la latinizzazione dei riti – perseguita con l’aiuto dei Normanni per soppiantare una cultura, quella greco – bizantina, fino allora fortemente radicata in queste zone. Nel Museo annesso, unica parte visitabile, si può avere solo una pallida idea di quello che dovette essere nei primi secoli dalla sua fondazione, centro di irradiazione di arte e cultura, dove convenivano scalpellini e artigiani di valore, maestranze locali e napoletane. Intorno alla Certosa – che oggi ospita una quindicina di monaci – sono fiorite leggende, persino Leonardo Sciascia ipotizzò che il fisico Ettore Majorana, scomparso nel 1938, vi si fosse nascosto per sfuggire al mondo, e forse anche per sottrarsi al peso terribile di dover far parte del gruppo di scienziati che avrebbe messo a punto la bomba atomica.             Ripresa la strada (lasciando in zona, perchè non si può vedere tutto, un sito di archeologia industriale, la Ferriera Ferdinandea di Mongiana, e la tenuta boschiva sede di produzione della Mangiatorella , acqua minerale molto diffusa non solo in Calabria), ecco la magnifica Cattolica di Stilo, greco-bizantina, in alto, con il borgo che si distende ai suoi piedi. La sosta si prolunga e ne approfittiamo per accaparrarci souvenir calabresi a base di bergamotto. La statua di Tommaso Campanella nella piazzetta del paese ci ricorda che qui ebbe i natali l’illustre filosofo, anticipatore del pensiero moderno. Poi l’approdo all’ Hotel Kennedy di Roccella Jonica che ci accoglie in modo squisito, con un’ottima cena, finalmente possiamo rilassarci sorseggiando il vino di Roccella, l’Anfisya, nonostante una comitiva numerosa e rumorosa a noi contigua ci renda difficoltosa la conversazione. Molto gentilmente lo staff ci viene incontro mettendoci a disposizione una saletta appartata dove possiamo tanquillamente concludere la nostra serata scambiandoci le impressioni del primo giorno di viaggio in Calabria

Venerdi 18 maggio

Mentre andiamo verso Locri leggo, nelle pagine di cronaca di un giornale locale, la recensione di un libro da poco dato alle stampe, La maligredi: L’autore è Gioacchino Criaco e racconta la sua Calabria, anzi una pagina di storia sconosciuta, il ’68 in Aspromonte e i suoi straordinari protagonisti. Davanti al Museo Archeologico di Locri incontriamo Daniela Strippoli, la nostra guida, che dopo una breve introduzione storica ci conduce all’interno dell’area archeologica di Locri Epizefiri. Ricordo di avere visitato un piccolo Antiquarium molti anni fa, oggi questo Museo espone reperti di eccezionale bellezza, come i Pinakes in terracotta raffiguranti scene relative al mito di Persefone; ignoravo anche che da quest’area, e precisamente dal tempio di Afrodite in contrada Marasà, proviene il celeberrimo Trono Ludovisi oggi nei musei di palazzo Altemps a Roma.

Da Locri a Gerace. Il divertente trenino della signora Giovanna ci risparmia la fatica di scarpinare fino alla parte alta del borgo medievale, affacciato su un ampio panorama, entrato nel club esclusivo dei borghi più belli d’Italia. Nella piazza delle tre chiese visitiamo San Francesco. All’esterno il maestoso portale gotico con motivi di matrice islamica sasanide,  all’ interno il fastoso altare barocco in marmo policromo (interessanti le formelle raffiguranti la chiesa  e lo sparviero –  in greco ierax – che secondo la leggenda avrebbe guidato i locresi,  inseguiti dai saraceni,  verso la rocca di Gerace, donde il nome dato alla città); infine il sarcofago di Nicola Ruffo di Calabria, opera di  botteghe napoletane di età angioina molto simile ai monumenti napoletani di Tino da Camaino.  Le altre due chiese affacciantesi nella piazza sono al momento chiuse, ma Daniela ci precisa che San Giovannello fu forse in antico una sinagoga, e qui fiorì una colonia ebraica tra le più importanti in terra calabra. Merita una visita approfondita l’antica e maestosa Cattedrale, prima bizantina poi normanna. Dalla cripta (che ospita anche un piccolo museo-reliquiario, con pezzi notevoli, come il  busto settecentesco in argento di Santa Veneranda) e che ha  colonne tutte diverse una dall’altra,  in porfido, o color rosa, o scanalate etc., si passa al livello superiore, con le tre ampie navate divise da due file di colonne, le cappelle, i bassorilievi, i sarcofaghi, la cupola con le trombe d’angolo a pennacchi (secondo un’ antica tradizione armena) , e tra l’altro un’opera ad altorilievo cinquecentesco, della quale Daniela, la nostra guida,  dà una sua lettura personale cogliendo alcune incongruenze che la portano a dubitare dell’ attribuzione ad  Antonello Gagini scultore  proposta da alcuni studiosi. Dopo la sosta pranzo al Caffè della Cattedrale (una piadina vegetariana e una gustosa granita al bergamotto) riprende il nostro giro tra le stradine del borgo, con soste ammirate negli angoli più suggestivi e un incontro con un milanese che si è innamorato di questo luogo decidendo di venirci a vivere.

Scendiamo con il pulmann a rotta di collo verso la statale jonica, per evitare a Daniela di perdere il treno che la riporterà a casa. A Brancaleone Carmine Verduci ci porta alla casa in cui il regime fascista confinò Cesare Pavese nell’agosto del 1935; arriva alla stazione con due carabinieri, condannato a tre anni di confino ma due anni gli vengono condonati. La sua stanzetta è come se l’avesse lasciata poco tempo fa; il cortile, il giardino, al di là la ferrovia, poi il mare, da lui considerato la quarta parete del carcere. “Del mare ho fatto la mia sputacchiera” scrive ad Augusto Monti suo professore al Liceo D’Azeglio. Nelle lettere alla sorella scrive”la gente di questi paesi è di un tatto e di una cortesia che hanno una sola spiegazione: qui una volta la civiltà era greca”; tiene ai giovani lezioni di latino e greco; qui inizia a scrivere il suo diario 1935-1950, Il mestiere di vivere. Nella chiacchierata che conclude la nostra visita scopriamo  che a Brancaleone alcune persone illuminate insieme a Carmine e  ai privati che hanno comprato la casa di Pavese, progettano e producono eventi e  iniziative di valorizzazione (le giornate pavesiane, un parco letterario allo stato embrionale, la biblioteca comunale intitolata a Pavese etc.) mantenendo contatti con la fondazione Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo.

Da stasera saremo per due notti all’ Hotel Altalia di Brancaleone. La cena ci riserva un invitante risotto al profumo di bergamotto e ottimo pesce.

Sabato 19 maggio

Noemi Evoli, guida ufficiale del Parco d’Aspromonte, resterà con noi oggi e domani e fino al termine del nostro viaggio nella Calabria greca. Oggi siamo in Bovesia, la Calabria grecanica, e Bova ne è la capitale. Poco lontano da qui, a Bova Marina, il ritrovamento di resti della sinagoga più antica in Occidente, dopo quella di Ostia antica, ha portato a nuove ipotesi sulla presenza ebraica in Calabria. Noemi ci illustra storia, tradizioni e feste popolari, (le Pupazze della Domenica delle Palme a Bova, la Varia a Palmi e tanto altro).  Il giro del paese parte da piazza Roma, su cui si fronteggiano palazzo Nesci e palazzo Marzano, appartenenti a due famiglie rivali (del primo, in pietra di colore rossiccio, si favoleggia fosse stato eretto con malta impastata col vino; il secondo ospita oggigiorno la sede del Municipio). Lungo il percorso ci imbattiamo in un affascinante museo della civiltà contadina a cielo aperto, ideato e realizzato da un imprenditore nativo di Bova, Saverio Micheletta, tornato nel paese d’ origine per promuoverne la valorizzazione. Poco più oltre, sulla soglia della piccola chiesa dello Spirito Santo ci accoglie con vivace comunicativa un diacono, che si definisce birituale latino e greco-bizantino (come a Chevetogne). Padre di nove figli (più tre in affido), discorrendo con noi ci racconta la storia di San Leo, che si fece monaco basiliano, e che nel santuario a lui dedicato è raffigurato con la scure di boscaiolo e con la pece che estraeva dagli alberi e che   miracolosamente si trasformava in pane per i poveri. Pian piano poi si sale al Santuario di San Leo (dall’alto ammiriamo il panorama incantevole), santo venerato sia qui sia ad Africo, che ne fa il suo patrono insieme a Bova e ne condivide le reliquie. Ma Africo – argomenta Noemi – è forse il più abbandonato e isolato paese di Aspromonte (si pensi ai collegamenti tradizionalmente assicurati da mulattiere); isolamento che però, in generale, ha contribuito alla sopravvivenza della cultura greca.  Oggi, grazie a associazionismo e volontariato, le comunità sono riuscite a riprendersi. Un episodio significativo: il preside Minuto sente gli alunni parlottare greco, subito però azzittiscono come se fosse una vergogna da nascondere. La completa latinizzazione, con la fine del rito greco, si fa generalmente risalire al 1571. La Cattedrale, nel punto più alto del paese, e collegata con la punta rocciosa su cui sorgeva l’antico castello, era originariamente di impianto normanno, ma appare  ricostruita in epoca recente, avendo subito  terremoti devastanti.

Al momento di salire sul pulmann, il sindaco, Santo Casile, si congeda da noi così: Fate cose buone e andate in pace. Ma la bellissima Bova ci riserva ancora uno dei piatti forti del nostro viaggio, dedicato alle lingue minoritarie: il museo della lingua greco-calabra Gerhard Rohlfs. Di lui ormai già in età avanzata mi resta un ricordo molto nitido, negli anni precedenti al mio trasferimento da Brindisi a Bari, nei frequenti incontri in cui l’illustre studioso veniva invitato (di qua e di là, molto spesso alla biblioteca De Leo) a conferire sui suoi studi, offrendo all’uditorio gemme di sapienza e di semplice e cordiale umanità. E’ bello ritrovare in questo piccolo ma ricco e documentato museo le tracce del lavoro immenso di questo tedesco che si spinse attraverso lo studio dei dialetti molto più avanti di tanti italiani nell’analisi delle più remote fonti culturali del nostro Meridione. Tanto da intrecciare con la gente di questi luoghi profondi legami di amicizia! Qui ritroviamo tutto il lessico di antichi costumi e tradizioni popolari (immancabili pupazze, musulupa e simili) e per finire le splendide fotografie scattate dallo stesso Rohlfs nei suoi goethiani viaggi in Italia, dove alle figure femminili si sostituiscono   uomini travestiti con l’intento di preservare le donne di famiglia dall’esposizione (peccaminosa!) in pubblico.

Del pranzo grecanico della Cooperativa San Leo, tutto buonissimo e genuino, e condito da un’atmosfera indimenticabile di ospitalità e accoglienza, ricorderò la lestopitta, sorta di frittella fatta con un impasto semplice a base di acqua e farina, che piace a tutti. Ci facciamo dare la ricetta per rifarla a casa ma i risultati, chissà….

Mentre la strada si inerpica verso Pentedattilo, Noemi ci racconta del suo impegno di lotta nel movimento No Carbone per opporsi alla costruzione di una centrale a carbone nel territorio della provincia di Reggio Calabria.  Pentedattilo, appollaiata sulla roccia, è una mano ciclopica dalle cinque dita. Ne scriveva così Edward Lear, in Diario di un viaggio a piedi: La visione è così magica che compensa di ogni fatica sopportata per raggiungerla .. selvagge e aride guglie di pietra lanciate nell’aria in forma di una gigantesca mano contro il cielo…mentre l’oscurità e il terrore gravano su tutto l’abisso circostante. Dal terremoto del 1783 in poi è stata progressivamente abbandonata, ma oggi, riscoperta da giovani e associazioni, Pentedattilo va conoscendo una nuova giovinezza grazie anche al contributo di volontari provenienti da tutta Europa. Non è un caso che per le sue stradine ci imbattiamo ben presto in una simpatica signora francese che qui si è trovata una casa ed è seriamente intenzionata a venirci a vivere. Noemi ci impartisce pillole di storia (importante centro greco-romano in posizione strategica. dominazione bizantina. poi normanna poi le baronie la strage degli Alberti etc..) e noi ci muoviamo tra le piccole botteghe artigiane, che espongono i caratteristici tessuti fatti con la comune ginestra (e non con la ginestra dei carbonai), la chiesetta dei santi Pietro e Paolo, il bar dove ci offrono, senza nulla chiedere in cambio, un goccio di Kephas (digestivo a base di alloro, liquirizia e finocchietto).

Stasera, dopo cena, il programmato incontro con Carmine Verduci e Sebastiano Stranges, studioso di civiltà armena, con proiezione di filmati sul territorio della Calabria greca.

Domenica 20 maggio

Lasciata Brancaleone (che tra le sue attrazioni comprende il centro di recupero e nidificazione delle tartarughe marine), riprendiamo la strada costiera, ripassando sotto il faro di Capo Spartivento, tra un susseguirsi di filari di alberi di bergamotto, per poi inoltrarci nell’interno tra le foreste dell’Aspromonte. C’è un po’ di foschia, sì da intravedere appena il profilo dell’Etna. L’ultima meta in terra calabra è il Cippo Garibaldi a Gambarie, che ricorda l’episodio successivo alla spedizione dei Mille (1862) quando Garibaldi, nell’intento di raggiungere Roma con un manipolo di volontari (al grido di O Roma o Morte), nello scontro con le truppe piemontesi viene ferito in Aspromonte (e sembra che i medici garibaldini con grande perizia gli abbiano salvato la gamba). Oltre che il mausoleo (nel complesso assai poco interessante) osserviamo anche a distanza ravvicinata il pino larice dove l’eroe dei due mondi venne adagiato; albero che si presenta con un profondo incavo, probabilmente fatto per la raccolta della pece anticamente usata come combustibile.

E, dulcis in fundo, il pranzo nel ristorante Bucaneve a Gambarie, prima di riprendere la strada del ritorno.

* Vecchia Calabria (Norman Douglas)

* Recherche (docu Calabria presentato a Cannes

* Edward Lear, Diario di un viaggio a piedi

 

Diario di viaggio. La Tuscia. Marzo 2019

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      Diario di viaggio

     LA TUSCIA

     28 – 31 marzo 2019

 A cura di Angela Mengano

Il clou del nostro viaggio è centrato sull’incontro, fissato per sabato, con Graziella Chiarcossi, cugina di Pier Paolo Pasolini e moglie di Vincenzo Cerami, noto scrittore e sceneggiatore. L’abbiamo conosciuta a Bari, qualche mese fa, e da questo incontro è nata l’idea di una visita a Torre di Chia (Viterbo), nella casa-rifugio che permise al poeta di allontanarsi dalla città per lavorare come desiderava, in mezzo alla natura, negli ultimi anni di vita. Fu il luogo dove scrisse Lettere luterane e Petrolio, l’ultimo libro rimasto incompiuto.

Giovedi 28 marzo

Il gruppo in partenza da Bari è composto da 28 partecipanti; abbiamo a disposizione un pulmann da 32 posti che ci permetterà di muoverci in modo più snello nella viabilità a volte impegnativa delle piccole tortuose strade dell’interno. Pausa caffè verso Mirabella Eclano, pausa pranzo in autogrill quando siamo già nel Lazio. La prima meta é Orte, blocco di roccia tufacea che si avvista con una certa emozione da lontano.  E subito, come un pugno nell’occhio, la visione è turbata nello scorgere proprio davanti al bel profilo della città un brutto palazzo, forse anni ’60, costruito in barba a ogni criterio di estetica ancor prima che al rispetto della legge. La stessa emozione disturbata che dovette provare Pasolini il quale – nel documentario RAI del 1973 – sceglie di parlare della forma della città per lanciare strali contro un abusivismo edilizio che già allora, negli anni del boom economico, cominciava a manifestarsi deformando e imbruttendo il paesaggio.  In paese ci aspetta Riccardo Arseni, che ci farà da guida per tutto il pomeriggio. Nel frattempo ci hanno raggiunto Michele e Patrizia che parteciperanno con noi alle escursioni programmate. Qui a Orte visitiamo la città sotterranea, con l’affascinante colombaia, il pozzo di neve raccolta sui monti circostanti, utilizzato come frigorifero per alimenti e farmaci, la cisterna di acqua verdissima; dai belvedere affacciati sui fianchi della roccia si gode di una magnifica vista sul Tevere, e Riccardo ci indica in basso reperti archeologici dell’antica Orte, e in lontananza l’Umbria.

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Nel centro storico, tanti punti d’ interesse come la chiesa di San Silvestro, con il magnifico campanile romanico; la quattrocentesca Casa di Giuda, così detta per essere appartenuta a un personaggio traditore della comunità, al quale vennero perciò confiscati i beni; il cinema dedicato a Filoteo Alberini, pioniere della cinematografia mondiale, inventore della prima macchina cinematografica, il kinetografo, nell’anno precedente all’invenzione dei fratelli Lumiére. La guida Riccardo, vedendomi prendere appunti, di tanto in tanto mi sprona a modo suo: Scrivi Giovanna, scrivi… A Orte, ci dice, 800 sono gli abitanti rimasti (al che Franca F.  aggiunge sottovoce: Più noi, 829). Una veloce visita alla Cattedrale, nella piazza principale, poi l’assaggio di un gelato buonissimo. Un piccolo bassorilievo posto come architrave su di una porta desta la nostra attenzione; raffigura, ci dice Riccardo, i sette dormienti, forse in riferimento al martirio dei sette dormienti di Efeso. Da stasera pernottiamo al Balletti Hotel di San Martino al Cimino, lo stesso che ci ospitò sei anni fa. La cena è nel ristorante “La Tavernetta del Cavaliere”, annesso all’Hotel ma anche aperto alla clientela esterna, veramente eccellente.

Venerdi 29 marzo

Anche Vitorchiano, come Orte, ha origini etrusche. La visita alla città, presente nella hit parade dei borghi più belli d’ Italia, inizia di buon mattino con la nostra guida, la brava e vivace Chiara Zirino. Anche nel viaggio di sei anni fa in Alto Lazio avevamo programmato di venirci, se la neve caduta abbondantemente non ce lo avesse impedito.  Per una prima impressione del luogo da un punto di osservazione strategico, Chiara ci conduce al belvedere su cui campeggia il Maori, gigantesca scultura realizzata nella caratteristica pietra locale – il peperino – da undici maori giunti fin qui dall’Isola di Pasqua e ospiti di una puntata del programma TV “Alla ricerca dell’Arca” nel 1990. Prima di spostarci dal belvedere non ci sottraiamo al rito coniato per i turisti: toccare l’ombelico del Maori porta fortuna.

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 Da questo punto di osservazione Vitorchiano appare uno straordinario e armonico insieme di case e roccia peperina. Chiara ci indica in lontananza, in posizione scoscesa, un puntolino bianco: é la chiesetta di san Michele, aperta solo l’8 maggio nella ricorrenza della festa del santo. Paese festaiolo, Vitorchiano; ce ne sono tanti di eventi e sagre, tra cui “Peperino in fiore”, dedicato alla floricoltura, con la presenza sul posto di un centro botanico con la più vasta collezione di peonie che si conosca. Peccato non poterle vedere, ci dice Chiara, perchè al momento non ancora fiorite! Dal belvedere ci spostiamo in paese. Osservando le mura di cinta della città, Chiara ci fa notare la merlatura ghibellina a coda di rondine. Entriamo nella parte rinascimentale del borgo da porta Roma, lato sud.  Sosta imperdibile al bar per gustare il “caffè con la cremina”, poi percorriamo via Arringa, la più larga del paese. Qua e là, sulle porte, stemmi in peperino: quello con lupa romana ci ricorda l’antica amicizia tra Vitorchiano e Roma (il Senato Romano la proclamò “terra fedelissima all’ Urbe”).

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Sulla piazza domina il Palazzo comunale, realizzato dai maestri comacini.  Alcune locandine affisse alle pareti ci raccontano del rapporto di Vitorchiano con il cinema (scene girate qui, con Gassman e Montesano da Armata Brancaleone di Mario Monicelli e da Il prode Anselmo e il suo scudiero di Sergio Corbucci).  Ad un lato della piazza un abbeveratoio per gli animali.  In tutta la Tuscia – ci racconta Chiara – come peraltro in vaste zone della penisola, esisteva un mestiere oggi dimenticato, quello delle lavandaie. Notevole la monumentale fontana a fuso, in stile viterbese, con il giglio dei Farnese; curiosa una iscrizione datata 1320, posta nella parte inferiore della Torre dell’Orologio, alle spalle della fontana, che reca inciso a caratteri gotici un bando municipale che vieta agli assassini e ai traditori di dimorare nel Comune.  Saliamo in cima alla Torre medievale, molto ben restaurata, per poi ridiscendere al primo piano nella Sala Consiliare, ricca di bei dipinti.

IMG_2827  IMG_2679 Fontana monumentale

Merita  una sosta la trecentesca chiesa di Santa Maria Assunta:  bel campanile; facciata munita di riccioli, da Chiara presentati come “ gattoni rampanti” e qui scopro la mia ignoranza in materia: termine architettonico a me sinora sconosciuto, si  impara sempre qualcosa di nuovo;  tavola  con l’immagine della Madonna,  ritrovata  da  contadini, che è occasione per ricordare la tradizione tutta locale delle madonne “vestite” portate in processione in macchine monumentali lignee appositamente costruite, per lo più settecentesche. Sull’ altare un Crocifisso che, all’epoca del restauro, ha rivelato anche l’identità dell’autore per il ritrovamento fortuito, all’interno della statua, di un biglietto con nome e data: Giovanni Parisino fecit, 1590.  Percorrendo le strade, Chiara ci indica ancora alcuni edifici interessanti anche da un punto di vista storico, come la Casa del Vescovo, con il caratteristico “Profferlo” (monumentale scalone esterno); la Casa della Maga; la Casa del Rabbino; la Porta della Vergogna. La sosta pranzo al Just, attiguo a un centro commerciale appena all’esterno dell’abitato di Vitorchiano, prelude alla visita del Monastero dove le monache trappiste, in un’oasi di pace e silenzio, producono gustose marmellate artigianali e varie altre golosità che vale la pena di assaggiare e portar via.  Elisa sceglie il Coenobium, prodotto con metodo naturale dalle stesse trappiste, vino che stasera con gesto squisito offrirà a tutta la compagnia per un allegro brindisi.  Per la visita di Soriano nel Cimino abbiamo appuntamento con Fabrizio, componente di una cooperativa di laureati nella facoltà di Beni Culturali dell’Università di Viterbo nonché narratore di comunità, davanti all’imponente cancellata sormontata da un arco di pietra del Palazzo Chigi Albani. Edificio che secondo Italia Nostra sarebbe a rischio di crollo, causa stato di abbandono per il succedersi nei secoli di proprietari diversi, Altemps, Albani, Chigi.  Ma fu Cristoforo Madruzzo, vescovo di Trento, ad avviarne la costruzione. Insignito dal Papa del feudo di Soriano come premio per avere ospitato a Trento il Concilio, fu uomo di corte, grande mecenate e amico di letterati, dotato di grande gusto estetico (anche il bellissimo Palazzo delle Albere a Trento, intravisto dal MUSE quando lo abbiamo visitato nel 2013 era stato fatto da lui costruire). Tiziano ne fece un ritratto.  Per un approfondimento sulla sua figura andrebbe letto il lavoro di Carla Benocci sugli Otia dei Madruzzo, segnalatoci da Fabrizio.  Il palazzo Chigi Albani nel 2005 diviene proprietà del Comune di Soriano, che ne ha avviato il recupero. Purtroppo allo stato attuale non é visitabile; possiamo solo ammirare in tutto il suo splendore la Fonte Papacqua con le sculture monumentali su temi mitologico-allegorici che mi hanno fatto pensare alle bizzarrie della vicina Bomarzo. E alla fine le scuderie, che ospitano il centro documentale-biblioteca Tusciae Res e la pinacoteca Lucio Ranucci, artista locale di forte impatto espressivo, che ha operato in prevalenza nei paesi latino-americani (evidente nelle sue opere é l’influsso dei muralisti messicani).

Prima di lasciarci (ma con lui saremo ancora insieme domani a Chia) Fabrizio ricorda il sogno di Pier Paolo Pasolini, da lui a lungo coltivato e sostenuto,  della nascita di  una Università della Tuscia, con sede a Viterbo, che in effetti è stata creata nel 1979. Stasera a cena ho apprezzato particolarmente, tra gli altri ottimi piatti, la  minestra di ceci e cicorie. E dopo il già citato brindisi con il Coenobium delle suore trappiste offerto da Elisa, intermezzo musicale al pianoforte, con canzoni e inni.

Sabato 30

Dal Balletti Hotel di San Martino a Torre di Chia, dove Eleonora ci guida lungo un sentiero boscoso che porta alle cascate, luogo scelto da Pasolini per girare la scena del Battesimo di Gesù nel Vangelo secondo Matteo.

IMG_2777 Torre di Chia

Racconta Enzo Siciliano nel suo “Vita di Pasolini”, ”..il  Giordano venne trovato tra Orte e Viterbo in una fessura scavata da un torrente tra rocce aspre e selvagge..”.  Del castello di Colle Casale o di Chia si hanno notizie sin dal 1220-60 circa.  Pier Paolo, venendo a girare qui, scoprì il rudere in stato di abbandono e se ne innamorò; ritornandoci spesso, qui veniva a disegnare, si sentiva libero di lavorare lontano dal chiasso della città, finchè riuscì ad acquistare la torre all’inizio degli anni ’70, affidando il progetto di ristrutturazione a Dante Ferretti, grande scenografo e suo collaboratore in tanti film. Eleonora ci raccomanda di fare attenzione al fango che in qualche punto rende scivoloso il terreno. Lo scenario è evocativo e emozionante.

IMG_2756 Cascatelle

Dalle cascatelle raggiungiamo il primo dei vecchi mulini, tornando poi sui nostri passi per la proiezione – introdotta da Fabrizio (nostra guida ieri a Soriano) – del bellissimo “Pasolini e la forma della città”, di cui avevamo già parlato nel corso della nostra visita a Orte.  Negli ambienti luminosi della casa-torre, Graziella Chiarcossi ci accoglie con generosità e ospitalità squisite.  Una corrente empatica scorre tra noi mentre parliamo – dopo un gradevole break a base di cose buone e un buon bicchiere di vino – di tanti argomenti, ripercorrendo la vita e le opere di Pasolini..il lavoro di Graziella nella Fondazione intitolata al poeta…il parco letterario, che fatica a decollare per le solite ragioni di burocrazia e di miopia… e tanto altro.  Alla domanda se lei vede degli eredi di Pier Paolo, Graziella risponde di no, che crede piuttosto nei maestri; lei, filologa, ha avuto Aurelio Roncaglia, Pier Paolo aveva Roberto Longhi; ma quanti ce ne sono oggi di questi? Tra domande e riflessioni il tempo vola, arriva il momento di ripartire. Ringraziamo Graziella, salutandola con l’augurio di rivederla presto.

IMG_2789 L’ospitalità di Graziella Chiarcossi

Seduti ai tavolini del caffè di Soriano inondati di sole, nella piazza principale di fronte alla collegiata di san Nicola aspettiamo che ci raggiunga Valerio, per salire con lui dall’arco monumentale che immette nella città vecchia fino al Castello. Mentre avanziamo, Valerio ci dà alcuni cenni storici su Soriano, prendendo spunto da quello che incontriamo lungo la strada (chiese, fontane, palazzi) e inserendo nel racconto tasselli inediti, per esempio sui personaggi che hanno amato e frequentato Soriano (Fabrizio De André, Luigi Pirandello..).  Il Castello si erge imponente davanti a noi: fu fatto costruire da Papa Niccolò III Orsini, che Dante colloca nel girone dei simoniaci (Inferno canto XIX) per aver egli brigato in modo da favorire i più stretti parenti; donde il termine “nepotismo”.

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Grandioso il panorama che si distende sotto i nostri occhi dagli spalti del Castello; é plausibile che l’Orsini abbia scelto Soriano come borgo fortificato per difendersi da possibili attacchi esterni. In fondo alla pianura, in basso di fronte a noi, si può scorgere la sagoma slanciata della Torre di Chia, e in lontananza il monte Soratte, che avevamo già avvistato da Caprarola nel 2013, andando a visitare palazzo Farnese; ma anche il Terminillo..le Marche..il Gran Sasso. Valerio ci mostra   le anguste celle che da metà Ottocento fino agli anni 80 del secolo scorso ospitarono detenuti.  Ci fa notare il verso dei blocchi nelle murature del castello, che se disposti verticalmente rivelano una costruzione più antica.  In ultimo c’è da vedere la sala delle armi, (architettura nordica, azzarderei normanno-gotica) con volta di ingresso affrescata con motivi tardo- rinascimentali. Concludiamo la visita al Castello con un fuori-programma molto simpatico, una bella mostra, “Dagli Organetti alle Macchine Parlanti fino al vinile”, curata da Mario Valentini, appassionato collezionista di una messe immensa di strumenti per la riproduzione musicale, dai dischi di cartone forati agli organetti ai fonografi a tromba fino alle vecchie radio e ai juke box che hanno accompagnato la nostra giovinezza. Siamo eccitati e divertiti mentre il bravissimo curatore ci fa riascoltare canzoni del tempo che fu, e alla fine ci lanciamo in un allegro vortice di danza.  Bernardo – folgorato come tutti da tanta musica – organizza una serata musicale a base di vecchie canzoni, con l’aiuto di Google per la ricerca dei testi. Così dopo cena ci riuniamo nella hall, la direzione ci autorizza ad aprire il pianoforte e il concerto ha inizio, con tanto di accompagnamento corale, nell’allegria generale.   E per l’occasione mi metto in lamé.

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Domenica 31

La partenza – e il saluto al confortevole Balletti Hotel di San Martino al Cimino – non impedisce a uno sparuto drappello di cinque valorosi di aprire la giornata con la “camminata meditativa” proposta da Bernardo e che noi tutti ci ripromettiamo, con maggiore o minore convinzione, di fare prima o poi. Volgiamo sulla via del ritorno. L’ultima tappa é Montecassino, da Gregorovius definita “Atene medievale nella notte di molti secoli”.  La gradevolissima pausa – pranzo al Querceto, azienda a carattere familiare dove ci vengono offerte tante cose buone e genuine in mezzo agli alberi, è una buona premessa per affrontare, con la guida di Anna Maria Priora, la salita all’ Abbazia, ricostruita integralmente dopo il bombardamento che la rase al suolo.  La collina è tutta rosseggiante di alberi di Giuda che evocano la leggenda cristiana.  E la guida viene incontro a tutte le nostre curiosità, raccontandoci di Marco Terenzio Varrone e della sua villa ormai invasa dalle erbacce; e di   Numidia Quadratilla,  (I sec. d.C., una donna costruttrice nell’antichità classica!) che fece costruire a sue spese l’Anfiteatro e il Tempio per la popolazione di Cassino. La strada intanto interseca elementi interessanti, tra cui il teatro romano, la Rocca Janula, imponente fortezza medievale, il monumento alla pace di Umberto Mastroianni, che si distingue appena da lontano, nel paesaggio roccioso, come una macchia indistinta di color cioccolata: rappresenta l’implosione di una bomba, e oggi il suo valore fortemente simbolico é mortificato in ugual misura dall’incuria e dall’ infelice collocazione: poteva essere trattato con più riguardo!

IMG_2855  Abbazia di Montecassino

Scopriamo che l’Abbazia sorge a 575 metri sul livello del mare, anche se la posizione dominante la fa sembrare molto ma molto più alta!  La guida ci ricorda la vicenda tragica della battaglia di Montecassino nella seconda guerra mondiale, come non fossero bastate le prove che la storia le aveva riservato, se è vero (come é vero) che ben quattro volte l’Abbazia venne distrutta, dai Longobardi prima (580 d.C.), dai Saraceni poi (nell’ 883), a causa di un terremoto (1349) e infine per la quarta volta nell’inverno del 1944 a causa del bombardamento alleato. E’ significativo notare come al momento della ricostruzione i cittadini vollero che ancor prima della città rinascesse l’Abbazia, ricostruita com’era e dov’era.  La nostra guida, molto brava e competente (scoprirò tra l’altro che ha fatto una tesi su Ildegarda di Bingen!! ) ci accompagna nella visita e insieme a una serie di informazioni  sulla storia di questa grande abbazia fondata da san Benedetto ci fa notare una serie di punti interessanti:  nel primo chiostro dedicato a san Martino di Tours  la statua di Attilio Selva raffigurante la Morte di San Benedetto, donata da Konrad Adenauer per riconoscenza verso i monaci;  la Loggia del Paradiso con il belvedere affacciato sulla valle del Liri e il chiostro detto del Bramante con  la cisterna  e le due statue di san Benedetto e Santa Scolastica;  in cima alla scalinata il chiostro dei Benefattori circondato dalle statue di papi e sovrani munifici con l’ Abbazia, tra cui Carlomagno e i genitori di san Benedetto  e santa Scolastica;  il portale della chiesa, fatto realizzare a Costantinopoli (1066);  nella chiesa, che andò interamente distrutta nei bombardamenti, solo il pavimento rimase intatto perchè protetto dalle macerie del tetto crollato; sulla facciata interna,  il grande  affresco perduto di Luca Giordano é stato sostituito da  La gloria di san Benedetto  di   Pietro Annigoni;  l’opera di ripristino delle decorazioni fu da lui portata avanti negli anni ’80 e per soli quattro anni fino alla sua morte;  ora  viene proseguita, ma a rilento, da Sergio Favotto, artista con  studio a Venezia. Last but not least, va ricordata la biblioteca, un patrimonio di valore incalcolabile di oltre 200.000 volumi, miracolosamente salvati insieme a una serie di documenti e valori trasportati in tempo utile con 17 camion messi a disposizione dai tedeschi a Roma, in Vaticano, quindi in territorio neutrale. Oggi non è accessibile al pubblico ma solo agli studiosi.  Questa immensa ricchezza, del resto, é affidata alla custodia di pochi monaci, quelli rimasti ancora oggi nell’Abbazia, il cui numero non sembra noto ma pare ammonti a poche unità.

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Le Isole Tremiti di Lucio Dalla. Diario di Viaggio

Itinerari viaggi 18-19, notizie, Pagina dei Soci Nessun Commento »

Diario di viaggio

LE ISOLE TREMITI di Lucio Dalla

 3 – 6 giugno 2019

 

A cura di Angela Mengano

Lunedì 3 giugno

Siamo una trentina alla partenza da Bari.  A Barletta si uniscono al gruppo Anna e Bernardo. Lucia ci introduce al viaggio con letture, tra cui Levantazzo di Antonio Mallardi, racconto di mare ambientato nelle Tremiti, e con una canzone di Lucio Dalla, La casa in riva al mare, sogno di libertà di un detenuto. Lucio Dalla ha molto amato le isole Tremiti, venendovi in vacanza sin da bambino; qui ha inventato un festival del mare, “Il mare e le stelle”.

Dopo la pausa caffè verso il Gargano, sostiamo a Lesina nel Centro Visite Parco Nazionale del Gargano, guidati da Giacomo, Selena e Luisa – con un video anni 60 – attraverso le meraviglie naturalistiche del territorio. Scopro qui anche curiosità, per esempio che l’agar agar usato come addensante in cucina nella preparazione dei dolci si estrae da una particolare alga che cresce qui, la Gracilaria verrucosa.

Il pulmann ci lascia al porto di Termoli per l’imbarco – dopo una breve pausa “rifocillante” – sulla nave Isola di Capraia della compagnia Tirrenia, festosamente invasa a bordo da torme di ragazzi in età scolastica, ospiti di un progetto di scrittura creativa curato da BIMED.

.casa Lucio Dalla  Casa di Lucio Dalla

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San Domino e l’hotel Eden ci danno il benvenuto. Una navetta ci porta su fino all’albergo; alcuni di noi, lasciati i bagagli in navetta, preferiscono salire a piedi, attraverso la pineta intrisa di profumi (é una passeggiata di pochi minuti). Una pausa relax e si va subito in giro. Dalla piazzetta dove Luna Matana offre un ottimo gelato artigianale scendiamo fino alla omonima Cala Matana, rendendoci subito conto che il mare delle Tremiti non è facile a raggiungersi. Bisogna conquistarselo a fatica. Seminascosta nel verde sta la casa di Lucio Dalla; scopriremo poco a poco che tutta l’isola é disseminata di segni della sua presenza, con targhe e mattonelle recanti suoi pensieri, e anche qualche scultura a lui dedicata. La cena si tiene sul terrazzo dell’albergo con magnifica vista sull’abbazia di San Nicola, proprio di fronte a noi. Questa sarà l’ultima delle fresche serate autunnali.  Da domani arriva l’estate!

Isola San Nicola       foto di gruppo le Tremitesi

Martedi 4 giugno

Stamattina partiamo all’ esplorazione delle isole con Carmela, bravissima guida, molto competente e preparata e con la sua narrazione interessante e ricca di spunti sulle diverse isole. Un barcone ci traghetta da San Domino a San Nicola, la più storica tra tutte le isole dell’arcipelago. L’ultima isola, tanto distante da non essere vista dal nostro punto di osservazione, ma anche per la sua piattezza, è Pianosa. Carmela, che abita a Peschici, ci racconta che dalla sua casa vede a volte da un lato tutte le isole fino a Pelagosa, già croata, dall’ altro la Maiella innevata; e allora le sembra di essere in preda a una allucinazione.

Sbarcati a San Nicola lentamente ci inerpichiamo sulla scalinata che conduce alle fortificazioni e al complesso abbaziale. La storia dell’arcipelago è complessa e tormentata, dai greci ai romani, dall’ originario insediamento benedettino ai cistercensi, dai lateranensi agli angioini ai borboni; luogo di confino e colonia penale. Qui furono relegati Paolo Diacono nel 780 esiliato da Carlomagno; un pugno di libici contrari alla colonizzazione italiana, ora sepolti in un cimiterino in fondo all’ isola di San Nicola; centinaia di omosessuali deportati da Mussolini per “ripulire” il territorio nazionale. Infine, nel 1987, l’inquietante mossa di Gheddafi che rivendica alla Libia le isole. Ma nel frattempo, dalla fine degli anni ’60, con il boom economico, era arrivato il turismo.

Faro Tremiti Isola di San Nicola. Il faro

Carmela ci fa intravedere i chiaroscuri di questo territorio: l’acqua bene primario per una società che vuol definirsi civile qui non c’è, o meglio arriva dalla terraferma. Qui tutto è trascurato. Lucio Dalla si era proposto come sindaco ma non l’hanno voluto. Quando teneva i suoi concerti sulla spianata dell’Abbazia i traghetti partivano anche di sera per portare la gente. E al riparo del torrione angioino il nostro gruppo si ferma a discutere. Lucio Dalla fa discutere.

Entriamo nella chiesa dalla bella facciata rinascimentale in pietra d’ Istria e subito ci colpisce il pavimento a mosaico dell’undicesimo secolo con grifi, uccelli, cervi, elefanti e motivi vegetali, in tutto simili a quelli coevi. La chiesa è spoglia come si conviene a una chiesa romanica ma è anche vero che le truppe francesi misero tutto a soqquadro portando via dipinti e altro! Rimangono il polittico ligneo intagliato in oro zecchino con la raffigurazione di tutti i santi del Gargano; il Cristo in croce, greco bizantino, con una espressione serena sul volto; la scultura lignea della Madonna molto venerata qui e portata in processione (ma questa più pregiata rimane al suo posto e in processione ci va la copia che si trova nella cappelletta). Attraverso i due chiostri, il cistercense e il lateranense, arriviamo al belvedere che fa spaziare lo sguardo verso l’alto mare aperto, il mare Adriatico. Qui il gruppo si frammenta per lo spazio libero da riempire a volontà; ci sarà prima dell’imbarco tempo per rilassarsi assaporando un boccone ma anche per l’esplorazione dell’isola che alcuni di noi percorreranno in lungo e in largo fino al  mausoleo dei libici deportati nel 1911; alcuni fino alla tomba di Diomede scavata nella roccia tra storia e leggenda.

IMG_7626 (1) Il pavimento a mosaico     Risultato immagine per isole tremiti chiesa romanica Polittico ligneo    IMG_7611 (1)  Santuario di S.ta Maria a Mare

 

Poi il bellissimo giro in barca in pieno sole intorno alle due isole principali, San Nicola e San Domino.  Nel versante sud di Capraia ci viene indicato il punto in cui è sommersa la statua di padre Pio da Pietrelcina, ma mi sembra difficile anche solo scorgerne i contorni; è a 14 mt di profondità, opera dello scultore Mimmo Norcia. Il profilo di san Domino, costellato di grotte, è emozionante. C’é la spiaggia dei Pagliai; la grotta delle Rondinelle; il faro molto mal messo che fu teatro dell’attentato del 1987 ricollegato alla demenziale rivendicazione di Gheddafi sull’ isola – ancora oggi però nel mistero a distanza di trent’anni e più – la grotta delle Viole; lo scoglio dell’Elefante; la punta delle Diomedee. Rientrando nel porticciolo di san Domino c’é ancora il tempo di fare un bagnetto nell’acqua freddissima dell’attigua caletta delle Arene.

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La cena di stasera viene anticipata per permetterci l’uscita in barca. Siamo a giugno e il sole é ancora alto, possiamo così ammirare dalla terrazza l’ammaliante visione dell’isola di San Nicola inondata di sole.

Viene poi il momento forse più emozionante dell’intero viaggio, la barca che si avvicina a motore spento alla punta delle Diomedee, in assenza di luna a rendere ancora più brillante e leggibile il firmamento. Avvicinarsi e restare in ascolto di centinaia di uccelli: suono inconfondibilmente avvertito come diverso dal canto dei gabbiani, simile piuttosto a un vagito infantile, veramente impressionante, indimenticabile. E tutto questo mentre sulla superficie del mare brillano impercettibili punti luminosi appena percepibili allo sguardo. Ci viene spiegato che si tratta del plancton, il che probabilmente dimostra l’ottimo stato di salute di questo mare.

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Mercoledì 5 giugno

Mattinata libera fino alla partenza per Peschici. Così ci dividiamo tra spiagge e pinete.

Poi risaliamo in albergo, dove ci vengono gentilmente messe a disposizione alcune stanze per rinfrescarci e ricoverare i bagagli fino al momento della partenza.  Ci vuole poco più di un’ora per attraversare il braccio di mare tra San Domino e Peschici ma lo scirocco infuria con onde sferzanti e davvero non vediamo l’ora di arrivare. Il mio vicino di posto, originario di Rodi Garganico, é qui con la sua compagna tedesca in vacanza e mi coinvolge nei suoi ricordi indicandomi dal mare il suo paese e la spiaggia dove, bambino, veniva ripreso in braccio alla Lollobrigida sul set del film “La legge” di Jules Dassin.

Finalmente entriamo nel porto di Peschici dove ci accoglie il delizioso Hotel Elisa, molto confortevole, gestito con grande professionalità e affabilità e arredato con gusto. Scopriamo tra i quadri appesi alle pareti un’opera di Alfredo Bortoluzzi, pittore e coreografo, artista tedesco formatosi nella Bauhaus di Dessau e vissuto a Peschici per 40 anni fino alla sua morte.  Chiacchiero un po’ con il titolare dell’albergo, che mi racconta di averlo conosciuto e di possedere diversi quadri dell’artista.

La cena è ottima, tutto gustoso e preparato con molta cura, sapori autentici soddisfano anche i palati più esigenti.

Concludiamo la giornata con una passeggiata nel centro storico, vivacemente animato

Giovedi 6 giugno

Dopo la prima colazione, servita con torte buonissime fatte in casa, Carmela ci raggiunge per la visita di Peschici, con partenza dal Cimitero, dove é la tomba – interamente decorata con mosaici – di Alfredo Bortoluzzi, qui sepolto insieme al suo compagno di vita, Fritz Lang (tenore, omonimo del famoso regista). Il piccolo mausoleo, interamente decorato a mosaico, è meta di turismo culturale anche da parte di numerosi turisti tedeschi. Bortoluzzi aveva scelto di vivere a Peschici dopo avere vagabondato per mezza Europa, e qui ha lasciato segni tangibili della sua opera artistica. Dopo la sosta al caffè in piazza, entriamo nel centro storico. All’interno della chiesa madre, singolarmente dedicata al santo profeta Elia, Alfredo Bortoluzzi ha creato la sua Via Crucis. Noi entriamo per vederla, il parroco apre le braccia sconsolato: Qui tutti vengono per Bortoluzzi, non per il Signore.  Lucia interviene a difendere le ragioni dell’arte e della bellezza come degne di uguale rispetto e attenzione. Carmela riferisce che il culto di sant’ Elia sarebbe legato all’ invasione delle cavallette come punizione divina, risolta secondo la leggenda dal miracolo della statua del santo portata in processione dai peschiciani.  Altri punti di interesse, la casa Libetta, il Castello (nient’altro che un recinto baronale), la chiesa del Purgatorio (affresco interessante sul soffitto, purtroppo notevolmente degradato). Prima di lasciare Peschici, ne approfittiamo per prendere  qualche souvenir. Trovo interessanti le ostie ripiene, dolce tipico del Gargano.

Tomba Alfredo Bertoluzzi Tomba di Alfredo Bortoluzzi

Magnifico pranzo al ristorante Maria, in collina, concluso con la torta a sorpresa per Renata, che oggi festeggia il suo compleanno. A tavola racconto a Carmela del libro Pan’ e Pomodor di Ian Mc Ewan. Il paesaggio del Gargano con la sua bellezza selvaggia ci accompagna nelle ultime ore di viaggio. Un’ultima sosta ci darà la possibilità di riammirare la sempre affascinante installazione di Edoardo Tresoldi nel sito della magnifica basilica paleocristiana di Santa Maria di Siponto.                                                                

Proteggere la costa Ripagnola: un dovere.

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SEGNALAZIONE EVENTO

Circa 15 anni fa si tentò di privatizzare il territorio di Costa Ripagnola.

In tale occasione l’Adirt e l’Associazione “Delfino azzurro” di Polignano, si impegnarono moltissimo per contrastare il tentativo di assalto al territorio, perché ciò non si verificasse.

Ci stanno riprovando. Ancora di  più oggi l’Adirt, diverse Associazioni e Comitati contrasteranno questo ulteriore tentativo.

Per questo motivo si invitano Soci e Simpatizzanti a partecipare all’incontro che si terrà Giovedì

 25 luglio 2019, alle ore 17.00,  presso l’ex Palazzo delle Poste,  Aula Leogrande,  piazza Cesare Battisti

 

PROTEGGERE

COSTA RIPAGNOLA:

UN DOVERE

Confronto tra esperti che discuteranno di:

pianificazione territoriale,

protezione della natura e del paesaggio,

sviluppo rurale ed in diritto privato e dell’ambiente.

 

 

Viaggio nella Germania di Weimar. Programma definitivo

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CENT’ANNI DI BAUHAUS
WEIMAR DESSAU BERLINO

08 Settembre – 16 Settembre 2019

Esattamente un secolo fa nasceva l’istituto di istruzione artistica che restò aperto solo quattordici anni, ma lasciò un segno indelebile in tutto quello che ci circonda ancora oggi.
Il Bauhaus, infatti, fu insieme scuola (probabilmente la più rilevante scuola di arte e design del XX secolo), progetto utopistico e grande catalizzatore dell’avanguardia europea, rivoluzionando la modernità con le sue linee pulite, il suo rigore e la sua idea di un’arte ‘industrializzabile’ e cambiando radicalmente il modo di concepire edifici, mobili e qualsiasi oggetto del quotidiano.

PROGRAMMA

 

08 SETTEMBRE

ORE 7.30 incontro con i partecipanti a Bari Largo Sorrentino per il trasferimento all’Aeroporto di Bari Palese

Partenza con volo Easy Jet alle ore 10:10 con arrivo all’Aeroporto di Berlino Tegel alle 12:30, ritiro dei bagagli, incontro con la guida-accompagnatrice dell’intero viaggio e trasferimento a Weimar all’Hotel Ramada By Whyndham 4 stelle, o similare, sistemazione nelle camere

Nel pomeriggio informazioni generali e panoramica di Weimar
Cena in Hotel, pernottamento

09 SETTEMBRE

Colazione in Hotel

WEIMAR

Piccola città museo, riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, Weimar è da secoli uno dei maggiori centri culturali del Paese, cuore geografico e spirituale di tutto ciò che è profondamente tedesco. Qui vissero Bach, Goethe, Herder, Schiller, Liszt, Nietzsche… E qui si riunì l’Assemblea Nazionale per emanare la Costituzione alla fine del primo conflitto mondiale, dando vita alla Repubblica di Weimar, ossia il primo tentativo dei tedeschi di darsi un vero ordinamento democratico e repubblicano. Non è dunque casuale che proprio a Weimar nel 1919 Walter Gropius fondò la scuola del Bauhaus, partecipando a quel fecondo clima culturale che caratterizzò questa città negli anni Venti del Novecento e rappresentò un’età dell’oro per la politica, le idee, le arti, le scienze: il primo autentico esperimento di uguaglianza, di partecipazione attiva alla politica (simboleggiato dal suffragio universale aperto anche alle donne) e di libertà di pensiero.
La giornata è così interamente dedicata alla nascita del Bauhaus e, per cercare di seguire un ordine cronologico, inizieremo dalla sede originaria della Bauhaus-Universität costruita da Henry Van de Velde (1863-1957), dove tutto ebbe inizio (oggi questa è la sede dell’Istituto superiore di architettura).
Visiteremo poi il nuovissimo Bauhaus Museum of the Klassik Stiftung Weimar, inaugurato ad aprile di quest’anno con la mostra The Bauhaus comes from Weimar. Per la realizzazione del nuovo museo in vista delle celebrazioni del centenario, nel 2011 fu indetto un concorso internazionale cui parteciparono oltre 530 studi di architettura. L’edificio vincitore, realizzato dall’archistar tedesca Heike Hanada, si presenta come un cubo di cemento sviluppato su cinque livelli e definito da pannelli in vetro satinato. All’interno ospita la collezione di capolavori di design della scuola. Accanto al nuovo Bauhaus Museum si trova anche lo storico Neues Museum, il museo di arte moderna e contemporanea che ha sede in un palazzo neorinascimentale, nel quale è allestita l’interessante mostra Van de Velde, Nietzsche and Modernism around 1900
pranzo libero

Il centro storico, dove campeggia la Stadtkirche St. Peter und Paul, la chiesa meglio nota come Herderkirche, poiché qui predicò per anni Johann Gottfried Herder (1744-1803), filosofo e teorico dell’illuminismo tedesco. Si tratta di una chiesa a tre navate risalente al 1253 ma ricostruita dopo un incendio all’inizio del Cinquecento. L’interno custodisce l’organo suonato da Johann Sebastian Bach nel 1708-1712, la tomba di Herder e la Pala della Crocifissione di Lucas Cranach.
Lo Zwiebelmarkt
Cena e pernottamento in hotel

10 SETTEMBRE

Colazione in  Hotel

WEIMAR, LE CASE
Anche se il viaggio è dedicato al Bauhaus, non è possibile visitare Weimar senza tributare un omaggio a Goethe, che visse a lungo in questa città e vi morì nel 1832. D’altra parte Goethe rappresentò un punto di riferimento per gli artisti delle generazioni successive e la sua Teoria del colore fu particolarmente importante per Itten, Klee e Kandinskij, che insegnarono al Bauhaus. Visiteremo quindi la Goethe Wohnhaus, la casa dove il genio tedesco visse a partire dal 1782 e dove è allestito il Goethe National Museum, che conserva la sua raccolta di innumerevoli oggetti d’arte, di scienze naturali, geologia, minerologia, oltre che una biblioteca di cinquemila volumi.
Dopo il pranzo libero, proseguiremo il percorso alla scoperta delle abitazioni private, dal barocco al modernismo : la villa che ospita il Nietzsche Archive, dove il filosofo tedesco visse dal 1897 fino alla sua morte nel 1900 e che fu completamente rinnovata nel 1902 da Ven de Velde.
L’architetto belga, chiamato appositamente dalla sorella di Nietzsche, ideò ogni dettaglio, compresi lampadari, porte e soprammobili, dando forma a una vera e propria Gesamtkunstwerk (Opera d’arte totale), giunta intatta fino a noi.
Pranzo libero
Visiteremo infine la Haus am Horn, che fu il prototipo nel quale si materializzarono per la prima volta le idee rivoluzionarie del Bauhaus relative al ‘modo di vivere moderno’. Questo modello di casa fu costruito per la mostra del Bauhaus del 1923 e rimane l’unico edificio interamente costruito a Weimar dalla scuola di Gropius, appena riaperto dopo un accurato restauro. Resteremo così sorpresi dalla profonda differenza che separa le due case, pur essendo state realizzate a soli vent’anni di distanza.
Cena e pernottamento in hotel

11 SETTEMBRE

Colazione in Hotel

Lasceremo Weimar alla volta di di Erfurt : si tratta di uno dei centri medioevali meglio conservati in Germania. Antiche e lussuose abitazioni abbelliscono il centro storico caratterizzato anche dal celebre Krämerbrücke (del 1325), il più lungo ponte d’Europa fiancheggiato da entrambi i lati da case con le facciate a struttura reticolare, simile al Ponte Vecchio di Firenze. Erfurt è anche chiamata città delle torri per il gran numero di chiese, cappelle e monasteri. In passato la città e la sua università (nel ‘700 era l’università più grande della Germania) attiravano molti personaggi illustri: da Lutero a Goethe, da Johann Sebastian Bach a Schiller e Herder.
pranzo libero,

Proseguiremo per Dessau, nel Land Sassonia-Anhalt , come fece il Bauhaus nel 1925

Cena e Pernottamento in hotel Radisson Blu Hotel Fürst Leopold**** a Dessau  o similare.

12 SETTEMBRE

Colazione in Hotel

DESSAU

Nonostante il successo ottenuto, il Bauhaus , osteggiato dagli ambienti più conservatori e costretto a concludere la sua attività a Weimar,  potè riaprire a Dessau, finanziato dal Comune, ottenendo anche il titolo di Hochschule für Gestaltung (Istituto superiore di figurazione).
Dessau fu la prima città nella quale il Bauhaus potè realizzare il proprio programma non solo di corsi, ma anche di costruzioni, a cominciare dalla nuova sede appositamente costruita su disegno di Gropius: la Bauhausgebäude, oggi sede della Fondazione Bauhaus Dessau, che naturalmente visiteremo
L’edificio, inoltre, riuniva la scuola, le officine nonché gli alloggi per gli studenti, dove i balconcini con il loro parapetto di ferro si stagliano nettamente nel blocco, indicando all’esterno la suddivisione in piccole unità abitative. Ogni dettaglio, dall’architettura agli arredi, appositamente disegnati, sono divenuti archetipi dell’architettura e del design contemporaneo.

Pranzo libero

Gropius progettò anche le Meisterhäuser, le case dei docenti più illustri. Erano tre ville bifamiliari composte da cubi, che fungevano anche da atelier dei maestri: una per Gropius, purtroppo distrutta durante la guerra (e ricostruita nel 2014 in forme totalmente diverse dallo studio berlinese Bruno Fioretti Marquez Architekten); una per i pittori Moholy-Nagy e Feininger; una per Kandinsky e Klee, interamente conservata e appena riaperta dopo il restauro.

Potremo così emozionarci nel visitare il luogo in cui i due artisti astratti lavorarono a stretto contatto.
E soprattutto emergerà come il Bauhaus, oltre che una scuola d’arte, fu una straordinaria esperienza di libero pensiero e di emancipazione sociale, anche femminile: divennero celebri ad esempio le ‘donne del Bauhaus’, per i capelli corti e i modi anticonformisti.

A breve distanza, all’interno di un parco pubblico, sorge anche il nuovo Bauhaus Museum Dessau, che inaugurerà a settembre. «Può essere considerato come eredità iconografica del motto less is more», affermò la giuria nel sceglierlo. Sarà esposta la collezione di circa 40mila oggetti legati al Bauhaus, in modo da rendere evidenti al grande pubblico l’attualità delle idee del Bauhaus e la presenza di un’eredità ancora viva.
Se possibile  cena presso un ristorante ospitato in un edificio Bauhaus costruito nel 1930.
Cena e Pernottamento in hotel

13 SETTEMBRE

Colazione in Hotel

Trasferimento a POTSDAM

la Einsteinturm (Torre di Einstein), l’osservatorio astrofisico eretto fra il 1919 e il 1921 dall’architetto tedesco Erich Mendelsohn.
La torre doveva trasporre in un edificio le teorie della relatività di Albert Einstein, che qui potevano essere sottoposte anche a verifiche empiriche tramite un laboratorio apposito e un grande telescopio per lo studio della deviazione dello spettro solareUn edificio  simbolo dell’architettura espressionista, nonché uno dei brani architettonici più importanti e rivoluzionari del Modernismo. Oggi il monumento storico-artistico è protetto e svolge ancora l’originaria funzione di osservatorio per l’Istituto di Astrofisica di Potsdam

pranzo libero

Il  parco di Sanssouci risale al 1744 e, insieme con i suoi numerosi edifici e opere d’arte, è considerato il miglior esempio di rococò a Potsdam, riflettendo l’influenza di Federico il Grande. Nel parco furono piantati ben 3000 alberi da frutto, che si alternano a statue e templi che riprendono lo stile rococò del palazzo

Trasferimento a Berlino Hotel Best Western Plus Amedia Kudamm 4 stelle o similare
Cena e pernottamento

14 SETTEMBRE

BERLINO  Colazione in Hotel, visita alla Sala Congressi di Stubbins e visita della fabbrica delle turbine della AEG di Behrens,

pranzo libero,

nel pomeriggio visita al quartiere “ Hansa Viertel” realizzato durante l’IBA 1957 (proposte architettoniche Bauhaus, attualmente chiuso per riallestimento), alla Shell Haus di Emil Fahrenkamp e tempo e disponibilità permettendo visita del complesso dell’Unitè d’habitation di le Corbusier e della Filarmonica di Sharoun nel Kultur Forum

Cena e pernottamento

15 SETTEMBRE

Colazione in Hotel, visita al Museo Ebraico e al Museo dell’Olocausto

pranzo libero,

pomeriggio libero

Cena e pernottamento

16 SETTEMBRE

Colazione in Hotel, partenza alle ore 08:30 per l’Aeroporto di Berlino Schoenefeld, partenza con volo Ryanair alle ore 11:45 con arrivo a Bari alle ore 13:55

Trasferimento privato a Largo Sorrentino Bari

Costo del viaggio a persona  € 1.850,00 su un minimo di 25 partecipanti

Il costo potrebbe subire delle variazioni in base all’ effettiva quotazione al momento della prenotazione

La quota comprende:

Trasferimento da e per l’aeroporto di Bari

Volo andata e ritorno Bari-Berlino-Bari compreso una borsa a mano piu’ un bagaglio da stiva

  1. 8 pernottamenti con trattamento di mezza pensione

Ingressi ai luoghi di interesse quantificati per € 100 circa complessivi

Guida accompagnatrice certificata parlante italiano per l’intero tour

Bus al seguito per l’intero tour

Vitto e alloggio per autista e guida

Tassa di soggiorno

Assicurazione medico- bagaglio

La quota non comprende:

Supplemento camera singola € 50,00 al giorno

Tutto quanto non espresso nella quota comprende

Assicurazione per annullamento per motivi di salute certificati e non preesistenti,

da sottoscrivere esclusivamente al momento della conferma  € 90,00

Il programma potrebbe subire delle variazioni in base alla disponibilità delle prenotazioni ai luoghi di interesse. A causa dell’imminente data di partenza si necessita entro giovedì 25/07/2019 dell’adesione con acconto di € 525,00 (pari al 30% dell’importo) e copia del documento di identità. Tale quota, in caso di rinuncia al viaggio per qualsiasi motivazione (anche di salute) salvo stipula assicurazione per annullamento, sarà trattenuta dall’agenzia come penale.

Da 30 a 4 giorni prima della partenza la penale ammonta al 75% dell’intero importo

Da 3 giorni prima della partenza la penale ammonta al 100% dell’intero importo

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Incontro di chiusura dell’anno sociale. Aggiornamento

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Mercoledì 19 giugno 2019

 ore 18:00, presso il Circolo Unione – TORRE A MARE 

Ci ritroviamo per un saluto di “buone vacanze” e per registrare eventuali adesioni al nostro Viaggio Studio in Germania “100 anni da Weimar –  Bauhaus”, orientativamente dall’11 al 22 settembre 2019.

L’appuntamento è fuori dal Circolo alle 18.00.

Incontreremo il Presidente che ci racconterà la funzione di questo Circolo storico che ha anche una sede invernale nel Teatro Petruzzelli; ci godremo il mare e concluderemo la nostra serata con una cena.

E’ molto importante conoscere quanto prima il numero dei partecipanti per organizzare il tutto oltre che lo spostamento a Torre a mare delle Socie e dei Soci  non forniti di mezzi propri.

Informazioni e prenotazioni telefoniche :

 339.4029450     338.6092628       338.4639612

Viaggio a Napoli

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NAPOLI

 28 febbraio – 2 marzo 2018

 A cura di Angela Mengano

Mercoledì 28 febbraio 2018

Siamo in 43 questa volta. Con qualche ora di autostrada raggiungiamo Napoli. Il nostro pullman stenta a districarsi, come fanno disinvoltamente gli automobilisti napoletani, nel traffico caotico dell’ora di punta. Finalmente raggiungiamo l’hotel Palazzo Caracciolo, magnifica dimora nobiliare adattata ad albergo, munita di ogni comfort.  La zona in cui è collocato, non lontana dalla Stazione Centrale, è popolosa e anche un tantino degradata. Però siamo in via Carbonara, ottimo punto di partenza alla scoperta del nucleo più antico della città, di cui cogliamo i primi segni: proprio di fronte a noi è la magnifica Chiesa di San Giovanni a Carbonara, che visiteremo domani.

 

H. Caracciolo

Lasciati in camera i bagagli, ci spostiamo in pullman per andare al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, che in questo periodo ospita la Mostra, proveniente da Pavia e destinata successivamente a San Pietroburgo, “I Longobardi. Un popolo che cambia la storia”. Nell’atrio ci dà il benvenuto l’enorme stupenda testa di cavallo bronzea, opera di Donatello. Per ottimizzare la visita ci dividiamo in due gruppi di circa venti persone, ciascuno con una guida, suddivisione che ci permetterà di muoverci agevolmente in questi tre giorni. Oggi per il nostro gruppo la guida è Lia.

La mostra, frutto del lavoro di un team di studiosi, punta lo sguardo su un popolo da conoscere meglio per capire la nostra storia, e che – a parte l’unica fonte riconosciuta nell’opera di Paolo Diacono – sembra non abbastanza indagato finora, mentre a poco a poco gli archeologi ne vanno riportando alla luce testimonianze e segni di una presenza consistente quasi in tutta la penisola e soprattutto nell’Italia Meridionale.  In esposizione oggetti – alcuni molto belli – provenienti da più parti, che rivelano gli elementi identitari di questo popolo guerresco ma tutto sommato capace di integrarsi con le popolazioni autoctone e con significative abilità nell’architettura, nelle arti, nell’oreficeria (molto bravi nella lavorazione dei metalli; stile animalistico, ricorrenti le figure di animali nelle decorazioni). Gisella, ispirata, evoca l’Ermengarda manzoniana con i fili d’oro intrecciati ai capelli. Lucia, che ha già visto la mostra a Pavia, trova che la mostra napoletana è più bella dell’altra. Lia, la nostra guida, ci rivela di aver studiato a Matera le chiese rupestri. Resta del tempo, ne approfittiamo per ripercorrere le sale e rivedere le opere rimaste impresse nella memoria, come le sculture della collezione Farnese (tra cui il bellissimo gruppo della Punizione di Dirce o Toro Farnese), i mosaici pompeiani (in cui spicca “La battaglia di Isso” proveniente dalla Casa del Fauno), il Gabinetto Segreto (con i reperti a sfondo erotico), le opere scultoree della Villa dei Papiri di Ercolano (con le due celebri statue in bronzo di corridori).

 

mostra longobardi      longobardi

 Lasciato il Museo, percorriamo a piedi via Pessina fino a piazza Dante, dove scendiamo nella Stazione metropolitana, per fare – con un biglietto unico di sola andata – il giro delle stazioni più belle, quelle che su progetto di Bassolino, sindaco dell’epoca, e di Achille Bonito Oliva, e con il concorso di idee di artisti e architetti di fama sono state abbellite con opere e installazioni di arte contemporanea. A piazza Dante Kosuth, Pistoletto, il grande pannello a mosaico di Nicola De Maria “Universo senza bombe etc.” Kounellis; dalla installazione di quest’ultimo rubarono alcune paia di scarpe, per bravata, non per bisogno.  All’Università, il progetto dell’anglo-egiziano Karim Rashid, un trionfo di colori digitali, con prevalenza di fucsia e lime, la scultura Synopsis, evocante le sinapsi del cervello.  A Toledo, la più spettacolare, si passa dal nero dell’asfalto in superficie al blu del mare in profondità   (Oscar Tusquets Blanca e William Kentridge con i suoi mosaici).

 

Metro

Quando usciamo all’aperto, siamo già vicini a piazza San Carlo; qui ci attende il pullman per il ritorno in albergo, dove è programmata la cena; qualcuno preferisce godersi ancora un po’ la città passeggiando. Cena in albergo. Poi ci ritiriamo per la notte nelle nostre (a dir poco) scenografiche stanze.

 

Giovedi  1 marzo

La guida di oggi si chiama Maria ed è napoletana verace, anzi ischitana. Trovo piacevole il suo linguaggio colorito (ci siamo assiepati qui davanti a questa chiesa…); si riferisce alla magnifica San Giovanni a Carbonara, a cui si arriva risalendo una scalinata “a tenaglia”, disegnata da Ferdinando Sanfelice. E’ stato definito “il pantheon della dinastia angioino-durazzesca. Desta ammirato stupore il grandioso monumento a Ladislao di Durazzo, fatto erigere dalla sorella Giovanna II, dietro il quale (siamo nell’abside) si cela un’altra meraviglia, la Cappella Caracciolo del Sole, interamente affrescata e pavimentata da maioliche raffiguranti una selva di simboli, animali e volti umani (qui vi è anche il monumento funebre di Sergianni Caracciolo, amante della regina angioina). Tra le altre cose notevoli di questa chiesa, la cappella Caracciolo di Vico, gioiello di architettura del Rinascimento per il quale si è ipotizzata anche l’attribuzione alla scuola del Bramante; poi, in un’altra cappella, una Crocifissione dell’aretino Giorgio Vasari, presente a Napoli con molte opere.

Poco lontano, ecco il MADRE, che abbiamo scelto per una mostra qui allestita, Pompei@Madre. Materia Archeologica, progetto espositivo che fa dialogare arte contemporanea (Daniel Buren, Rebecca Horne, Mimmo Jodice, Anish Kapoor, Iannis Kounellis, Sol Lewitt, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Richard Serra e tanti altri) con i reperti pompeiani sia autentici sia fedelmente ricostruiti.

 

 gargano aprile2018 152

Pausa caffé in via Duomo, per poi proseguire in via Tribunali dove visitiamo la chiesa di S. Maria del Purgatorio ad Arco, bella chiesa barocca, non mancante di opere di autori di assoluto rilievo, come Luca Giordano, Stanzione e Vaccaro, ma soprattutto interessante per la rappresentazione di quel rituale delle “anime pezzentelle” o “capuzzelle” che molto racconta del rapporto tutto speciale, non negativo, della più autentica anima di Napoli con la morte, come ci dimostra la nostra guida facendoci notare  i tanti teschi presenti ovunque, nella facciata,  nei decori scultorei  dell’altare, e soprattutto nell’ipogeo disseminato dei famosi teschi oggetto della devozione popolare.  Nell’intervallo del pranzo ci separiamo, dandoci appuntamento al Campanile della Pietrasanta, sempre in via dei Tribunali. Ci dividiamo tra le varie rinomate pizzerie di antica tradizione, mentre un nutrito gruppo opta per il Cristo velato della Cappella Sansevero, capolavoro di arte barocca del Sammartino, rievocato dall’ultimo film di Ferzan Ozpetek,”Napoli velata” appunto.

Da via dei Tribunali, passando per Port’Alba, ci troviamo su via Toledo. Dove io mi concedo, sull’onda dei ricordi, un gelato nell’antica Gelateria della Scimmia in piazza Carità.

Ultima visita in programma nel pomeriggio, a palazzo Zevallos, sede di Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, la Mostra “Da De Nittis a Gemito: i napoletani a Parigi negli anni dell’impressionismo”.

Approfittando del tempo libero prima di cena, insieme ad Adriana, ritorniamo a piedi attraversando tutto il centro di Napoli. Sosta per visitare la chiesa di S. Anna dei Lombardi, rilevante testimonianza del rinascimento toscano a Napoli. Degni di nota gli affreschi nella Sacrestia Vecchia, interamente affrescata da Giorgio Vasari (1544) e il gruppo scultoreo di terracotta raffigurante il Compianto sul Cristo morto di Guido Mazzoni (1492). All’inizio di Spaccanapoli ci accoglie l’imponente Statua del dio Nilo – per i napoletani “il Corpo di Napoli”; poi è d’obbligo la sosta golosa nella Taralleria napoletana di via S. Biagio dei Librai, per un assaggio dei tradizionali taralli partenopei sugna pepe e mandorle. Non lontano da qui si trova anche il mitico “ospedale delle bambole”, piccola clinica che affascina grandi e piccini.

Stasera si va a cena fuori: a piedi, in via Foria, raggiungiamo la storica pizzeria Lombardi 1892. Dove gusteremo i buoni cibi della tradizione napoletana (alicette fritte, friarielli, mozzarella di bufala, maccheroni alla genovese, pasta patate e scamorza, babà) ma anche mandolino e voce per le canzoni – dalle napoletane classiche a Pino Daniele – con accompagnamento corale di tutta la compagnia.

 

Venerdi 2 marzo

La Farmacia degli Incurabili è un gioiello nascosto della città di Napoli, museo della medicina, testimone del progresso scientifico, della circolazione del sapere, del fermento culturale nella Napoli illuministica.  L’edificazione fu voluta da Maria Longo, nobile catalana vedova di un funzionario di Ferdinando di Aragona. Francesca, la giovanissima e bravissima guida (14 anni!) di turno oggi per accompagnare i visitatori ,  ci conduce attraverso le sale porgendoci una serie  di curiosità: per esempio, la sifilide che in Francia era detta “mal napoletano” a Napoli diventava “mal francese”; i vasi –  “albarello” per i liquidi dall’arabo “albaral” che significa “contenitore” e “maruffa” dalla parola che a Napoli denota la donna bassa e grassa, per i solidi; toccasana come la “teriaca”già usata da Mitridate re del Ponto, a base di carne di vipera; e altri strani elementi  di una farmacopea agli albori della medicina (polvere di mummia,  corna di cervo, denti di squalo,  noci che avendo  forma di cervello  curano la testa..). Nella prima sala, la “controspezieria”, ci investe un fortissimo odore di legno: l’imponente bancone e gli scaffali a parete, con i bei vasi, sono tutti in radica di noce finemente intagliato. Nel luogo in cui si preparavano i farmaci, simbolicamente rappresentati dall’immagine del diavolo (il farmaco che da un lato guarisce e dall’altro può divenire veleno) traspare come la moderna farmacologia nasca dall’intreccio tra magia e alchimia, a partire dalla ricerca della pietra filosofale.  Nel Salone di Rappresentanza, capolavoro del Settecento, ci raduniamo attorno allo splendido pavimento in maiolica (della stessa fattura di quelli del chiostro di santa Chiara) ascoltando Francesca, che sottolinea i motivi di interesse presenti. Straordinaria la grande tela a soffitto, recentemente restaurata, opera del Bardellino, raffigurante Macaone che cura un guerriero ferito (episodio tratto dall’Iliade, allegoria del principio di neutralità dei combattenti feriti, ispirato dal medico e politico Ferdinando Palasciano).  Anche qui le pareti sono interamente rivestite da vasi in maiolica; qua e là simboli massonici; ai quattro angoli sono raffigurati altrettanti scienziati, tra i quali Alessandro Volta; e tra l’altro sembra che le misure adottate nella costruzione siano le stesse del Tempio di Salomone, che consentivano la perfetta riproduzione della voce.  Alla fine della visita ci complimentiamo con la giovanissima guida, alla quale qualcuno nel gruppo augura di studiare ed entrare in politica diventando poi Ministro della Cultura.

 

napoli è                   Napolanità

Andiamo con Alessandro, nostra guida, a Piazza del Mercato, una delle più importanti nella storia di Napoli, tristemente famosa perchè diventata, con gli angioini, luogo di pubbliche esecuzioni (ma anche di pubbliche feste). Il primo a essere giustiziato fu il giovane Corradino di Svevia (come ce lo ricordano i versi di Aleardo Aleardi” pallido altero e con la chioma d’oro”) fino ai martiri della rivoluzione del 1799, da Luisa Sanfelice a Eleonora Pimentel Fonseca e tanti altri.  Ma la piazza ricorda anche le gesta di Tommaso Aniello d’Amalfi, alias Masaniello, rivoluzionario controverso e sfortunato.   Nella contigua chiesa del Carmine, nata in puro stile gotico in seguito completamente nascosto sotto i fasti di età barocca, pare di entrare nel salone delle feste. Poi, poco a poco,  riconosciamo segni importanti della storia della città: il monumento a Corradino di Svevia, l’icona della Vergine Bruna  (chi non conosce la popolare esclamazione Mamma do Carmene, il Crocifisso miracoloso, legato alla credenza popolare che lo stesso  abbia reclinato il capo schivando i colpi degli aragonesi nell’assedio del 17 ottobre 1439 ; la tradizione dello svelamento annuale del Crocifisso alla devozione dei fedeli; il finto incendio del campanile coi fuochi pirotecnici (eccezionale: si può vedere su YouTube). E ancora: la sacrestia rococò, i bellissimi organi, gli eleganti confessionali. Qui furono celebrati i funerali di Totò e di Mario Merola.

Il nostro viaggio a Napoli si avvia alla conclusione. Chiudiamo in bellezza nella pace dei Camaldoli. Abbiamo con noi Marianna D’Arienzo, studiosa di botanica del territorio, se non ricordo male originaria di Amalfi, che ci farà da guida competente e appassionata anche nella visita dell’intero complesso. L’eremo dei Camaldoli a Napoli fu fatto erigere nel 1585 da Giovanni d’Avalos, figlio di Alfonso d’Aragona; per secoli abitato dall’Ordine dei Camaldolesi fondato da san Romualdo, in tempi recenti affidato alle suore brigidine. Che ci fanno ottima accoglienza con la classica pasta al forno del pranzo domenicale. Né è da meno tutto il resto, ma nella mia personale classifica metterei al primo posto la croccantissima insalata appena colta!! Dopo pranzo, una breve introduzione della professoressa alla vegetazione spontanea del luogo (ma qui c’è anche da ammirare il frutto del lavoro umano, orti e giardini a picco sul mare). Poi la visita alla chiesa. Pregevoli affreschi di grandi pittori napoletani, altare in marmi policromi attribuito al Fanzago, e niente chiostro – tiene a precisare Marianna – perchè qui si era in un eremo.  Abbracciando con lo sguardo il magnifico panorama del golfo di Napoli che si gode dal Belvedere salutiamo Marianna, che ci lascia con la lettura di alcuni frammenti del codice forestale camaldolese.

 

 

 

 

 

 

Viaggio a Venezia, Castrocaro Terme e Cervia.

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VENEZIA: La Biennale e le Isole della Laguna

24-28 ottobre 2017

a cura di Angela Mengano

Martedi 24 ottobre 2017

Partenza alle 7,30 per Castrocaro Terme; siamo 32. Pausa caffè in zona Val di Sangro, pausa snack in zona Piceno, poi lasciamo l’autostrada a Forlì e – prima di raggiungere Castrocaro – sostiamo all’interno di Terra del Sole, la città fortificata voluta da Cosimo I de Medici nella Romagna toscana per la difesa dei confini del Granducato. Nella grande piazza un abitante del borgo dispensa al gruppo un pò di notizie storiche; scopriamo, sui due lati opposti della Piazza d’Armi , la piccola chiesa di Santa Reparata e il bel cortile del Palazzo Pretorio. Ricorderemo però la sosta di Castrocaro perché ci ha dato modo di immergerci nella speciale atmosfera del Grand Hotel Terme che nel pomeriggio abbiamo potuto ammirare in tutta la sua raffinatezza, anche grazie alla visita guidata organizzata per noi dalla direzione, dai saloni al romantico parco, tra alberi secolari, sculture di pietra, fontanelle sgorganti acqua termale, il magnifico Padiglione delle Feste decorato – come molti altri ambienti interni – da Tito Chini nel più puro Art Decò , fino agli altri spazi (piscine, palestre) progettati per il relax e il benessere degli ospiti. Una cena raffinata,  con spuma di ricotta ai pistacchi e prosciutto, tortelli integrali in salsa di zucca e guancia di mora romagnola, scottona con spuma di patate viola al vino e porcini, bavarese di cachi.  E dopo, nel bar dell’albergo, ci “scateniamo” nel ballo, facendo corona al musicista di turno che, incoraggiato dalle nostre richieste, spazia in un variegato repertorio senza trascurare le più belle canzoni di ogni parte del globo.

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Mercoledi 25 ottobre 

Il nostro viaggio prosegue verso Mestre e l’Hotel Alexander, lo stesso che ci ospitò qualche anno fa nella tappa di avvicinamento a Cracovia. Nel primo pomeriggio ci raggiunge Stefania Colecchia, la guida – preziosa e competente – che resterà con noi nei tre giorni che abbiamo programmato per la visita di Venezia, della Biennale di Arte Contemporanea e di alcune isole, scelte con cura tra quelle che ai nostri occhi sembrano avere qualcosa in più da raccontare e sicuramente tra le meno appetite dal turismo di massa. La base di partenza è il Tronchetto, e di là una motobarca privata ci porta fino all’Arsenale, attraverso il Canale della Giudecca, così da cogliere una prima immagine di Venezia. Poi l’immersione nel grande fluire della Biennale d’Arte 2017, titolo scelto “Viva Arte Viva”. Curata dalla francese Christine Macel, ci offre un caleidoscopio di proposte tra creatività e solidarietà. Allarghiamo lo sguardo oltre ogni limite possibile, per incrociare altri sguardi, altre visioni, altri temi, altri luoghi, meditare, e proseguire, perché c’è tanto, e anche le performances, allora è inevitabile selezionare e memorizzare, ciascuno secondo la propria sensibilità, intercettando quanto si trova sulla propria lunghezza d’onda. Qui sono ospitati sette dei nove superpadiglioni (gli altri due li vedremo domattina ai Giardini).  In apertura, nel Padiglione dello Spazio Comune, i libri di Maria Lai; le sculture di stoffa di Franz Erhard Walther, premiato col Leone d’Oro; le scarpe fiorite di Michel Blazy, i gomitoli colorati di Sheila Hicks. Nel Padiglione degli Sciamani ci sdraiamo in meditazione nell’enorme tenda-ragnatela di Ernesto Neto, cullate da musiche ipnotiche. Si prosegue tra lo spaesante labirinto di specchi della polacca Alicja Kwade e il padiglione argentino con le sculture monumentali di Claudia Fontes (una ragazza che accarezza un cavallo imbizzarrito, un ragazzo accovacciato, mentre dal cielo piovono rocce). Nel  Padiglione Italia (il titolo “ Il mondo magico”, è un chiaro omaggio a Ernesto De Martino), tre allestimenti che suggeriscono una riflessione complessa e multiforme: l’inquietante Imitazione di Cristo, di Roberto Cuoghi, tra ascesi medievale e nuovo materialismo tecnologico; la video installazione The reading – La seduta,  della italo-libica Adelita Husni-Bey, che affronta con un taglio antropologico problemi focali della contemporaneità;  e la straniante Senza titolo (La fine del mondo) di Giorgio Andreotta Calò, tutta giocata sull’ ambiguità spaziale, “illusoria cattedrale” come è stata definita da Alessandra Mammì dell’Espresso.  All’uscita dagli spazi della Biennale, sulla via del ritorno, diamo un’occhiata (solo dall’esterno) alla  Basilica  di San Pietro di Castello, importante per la storia di Venezia, forse fondata nel VII secolo, ma completamente ricostruita; vi si trova, ci fa notare la nostra guida Stefania, la cattedra di San Pietro, ricavata da un’antica stele islamica con  iscrizioni del Corano a caratteri cufici, e che si dice appartenuta allo stesso apostolo quando era vescovo di Antiochia e donata al Doge dell’epoca dall’imperatore d’Oriente. Riprendiamo la strada verso il nostro imbarcadero, attraversando la via Garibaldi, strada veneziana atipicamente lunga e larga, una delle poche a Venezia a chiamarsi via e non calle.  Stasera, dopo cena, non ci possiamo naturalmente far mancare un’accesa e appassionata discussione su tutto quello che abbiamo visto all’Arsenale e che ha suscitato in ognuno di noi diverse emozioni.

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Giovedi 26 ottobre

Una provvidenziale distrazione sugli svincoli da imboccare in direzione di Venezia permette alla sapiente Stefania di attirare la nostra attenzione sulla zona industriale di Marghera e sull’avveniristico porto. Al Tronchetto ci imbarchiamo, come ieri, per l’Arsenale. Dal Canale della Giudecca al Canale di San Marco, prendiamo nota: del Ponte dei Pugni, dove anticamente Nicolotti e Arsenalotti  si scontravano a ritmo di pugni; della chiesa di San Sebastiano, dove è sepolto Paolo Veronese; della Pensione Calcina, cara  a  John Ruskin e a Francesco Maria Piave (il librettista prediletto di Verdi) ma anche in tempi più recenti a Ornella Vanoni e Carlo Rubbia; delle Fondamenta degli Incurabili, care a Josip Brodskij,  sepolto a Venezia  nel cimitero di San Michele, insieme a tanti altri illustri (Ezra Pound, Sergei Diaghilev, Igor Stravinskij…); della trattoria Altanella alla Giudecca, frequentata da Hemingway, Guttuso e Luigi Nono; del Londra Palace dove una  lapide  ricorda che Čiajkovskij vi compose la sua struggente quarta Sinfonia. Prendiamo nota, infine, anche di un ricordo personale di Stefania, quando passiamo in vista della casa di una sua carissima zia che le preparava delle frittelle buonissime.  Sbarchiamo all’altezza dell’Arsenale e con una breve passeggiata raggiungiamo i Giardini, per la visita a un altro pezzo della Biennale. Qui  gli ultimi due Superpadiglioni (dei nove  complessivi) dopo i sette visti ieri all’Arsenale: il Padiglione degli artisti e dei libri (Olafur Eliasson e il suo progetto Green Light,  workshop di ecolampade in vendita  con  ricavi da destinare a una serie di ONG che si occupano di accoglienza ai rifugiati in ogni parte del mondo; Edi Rama, artista e politico albanese; Hassan Sharif e il suo Supermarket  ipercolorato-protesta contro la voracità del consumismo espositivo), e il Padiglione  delle gioie e delle paure (tanti artisti, uno/a  fra tutti  Hajra Waheed  con See Change, una serie infinita di immagini,  onde che forse hanno inghiottito dispersi in mare….). Si continua poi con una drastica selezione tra gli 86 padiglioni nazionali. Da segnalare Francia, tutto imperniato sull’esperienza del suono Gran Bretagna, contrassegnato già all’esterno dalle palle di Natale giganti di Phyllida Barlow, figlia del pronipote di Darwin; Russia; Paesi Nordici; USA. Alcuni padiglioni molto belli e scenografici come quello dell’Ungheria; molti d’epoca, e d’autore, come il finlandese progettato da Alvar Aalto.  Finita la visita, pausa ristoro nel bar dei Giardini. Ci aspetta ora una nuova meta, Treasures from the Wreck of the Unbelievable, la molto chiacchierata megamostra di Damien Hirst, preceduta da un martellante battage pubblicitario, evento collaterale alla Biennale, tra Punta della Dogana e Palazzo Grassi, location splendide che già da sole possono decretare il successo interplanetario di una mostra. Si aggiunga poi la fantasia scatenata del suddetto: genio dell’arte o del marketing? ai posteri l’ardua sentenza.  All’uscita il gruppo si spacca in due, tra chi – come me – continua la visita alla mostra di Damien Hirst nella sezione di Palazzo Grassi, (spettacolare il Demon with Bowl, gigantesca statua di altezza – 18 metri- pressochè pari a quella del palazzo) e chi preferisce fare una rilassante sosta al bar della Pensione Calcina.   Prima di imbarcarci per il ritorno alla base, un buonissimo gelato da Nico, in zona Gesuati. Poi il ritorno in albergo per la cena, allietata stasera dalla gradita presenza di Michele e Sandra, carissimiamici di Lucia e adesso anche miei.

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Venerdi 27 ottobre

Giornata dedicata alle isole. La prima é San Giorgio, che ospita in questo momento occasioni imperdibili: Michelangelo Pistoletto, al quale ci eravamo avvicinati a Biella nella sua Fondazione, è ora presente qui con “One and one makes three”. Colpisce ed emoziona al centro della Basilica di San Giorgio una installazione circolare, nient’altro che una serie di specchi che ognuno può attraversare intrigato dalla scritta “Amare le differenze” in tutte le lingue, una riflessione sul   conflitto tra religioni, accettazione delle differenze, multiculturalità. Proseguendo nel percorso, la Sala del Capitolo è interamente occupata dall’opera “Il tempo del giudizio”: le quattro religioni, cristiana buddista ebraica ed islamica messe a confronto con i rispettivi simboli – elemento unificante, lo specchio. Fino a una rassegna ricca e ben rappresentata dell’opera intera dell’artista nella sua evoluzione dagli esordi ad oggi (1960-2017). Notevoli tra gli altri i Quadri specchianti dedicati alla società cubana. Usciamo dalla basilica di San Giorgio e, dopo una pausa caffè nel bar contiguo, eccoci pronti ad ammirare la raffinata arte vetraria nella produzione dei vetri di Murano del Novecento, nell’opera di Vittorio Zecchin. La mostra “Vittorio Zecchin. I vetri trasparenti per Cappellini e Venini” organizzata nell’ambito del progetto culturale pluriennale “Le stanze del vetro” avviato dalla Fondazione Cini ci dà modo di conoscere la figura di questo grande protagonista del vetro del Novecento. All’esterno dell’edificio che ospita l’esposizione, l’installazione dell’americana Pae White, Qwalala, muro ricurvo lungo 75 metri, realizzato con mattoni di vetro multicolori.

Seconda isola, San Servolo: prima monastero benedettino, in seguito ospedale militare, fino ad essere, a partire dal 1725, ricovero per malati di mente. Oggi ospita varie istituzioni culturali e universitarie, tra cui la Fondazione Franco e Franca Basaglia. Il Museo della Follia, nato nel 2006 dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici in esecuzione della legge 180 del 1978, racconta la storia della psichiatria attraverso gli strumenti usati per trattare i pazienti, mettendo bene in evidenza la dimensione emarginante e segregante dell’istituzione manicomiale. E’anche documentato che qui è nata la musicoterapia. Molto bella la storica farmacia con una strepitosa collezione di vasi farmaceutici, tutti con il sigillo del Leone di S. Marco.

Dopo l’aperitivo con spritz e patatine in pieno sole, riprendiamo a scorrazzare in laguna. Terza isola, San Lazzaro degli Armeni con il suo Monastero. Qui esattamente trecento anni fa (nel 2015 l’isola é stata sede del padiglione armeno della Biennale, Leone d’Oro in quella edizione) un gruppo di padri armeni capeggiati da Mechitar, trova accoglienza per sfuggire a persecuzioni e all’ invasione ottomana, per graziosa concessione del governo veneziano. Grazie a loro la piccola isola veneziana diventa centro culturale della diaspora armena. Una guida,  molto preparata, ci accompagna alla scoperta dei tesori custoditi nella chiesa, nel museo (dipinti, oggetti preziosi ma anche curiosi, come la Palla di Canton, pezzo unico in avorio che contiene al suo interno 14 sfere concentriche opera di un monaco buddista; una scultura in gesso del Canova raffigurante il figlio del Bonaparte, una mummia egizia con sarcofago, perfettamente conservata, e molto altro) e nella biblioteca, oggi considerata la più importante collezione di manoscritti armeni conservati in Occidente. Una targa nel cortile ricorda che qui Lord Byron ebbe a dedicarsi allo studio della lingua armena. Una segnalazione letteraria ad hoc di Stefania: Sotto un cielo indifferente, di Vasken Berberian (Sperling&Kupfer).

Allo sbarco a Cornoldi, sulla riva degli Schiavoni, resta ancora un po’ di tempo prima del ritorno in albergo, da dedicare: alla mostra di Safet Zec nella chiesa della Pietà sul tema delle migrazioni ; alle “Mani” giganti di Lorenzo Quinn, visione emergente dalle acque del Canal Grande; e a uno spritz per salutare Venezia.

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Sabato 28 ottobre

Lasciata Mestre e l’hotel Alexander, ripartiamo con destinazione Bari, sostando a Cervia (l’antica Ficocle).  Collocato all’interno del Magazzino del Sale-Torre, il MUSA, Museo del Sale, nato per volontà del Gruppo Civiltà Salinara, racconta la città di Cervia attraverso il protagonista assoluto della sua storia e della sua economia sin dalla notte dei tempi, il sale. Una guida ci accompagna lungo il percorso museale illustrandoci con ricchezza di particolari il valore storico e culturale delle attività connesse all’estrazione e lavorazione del sale, mostrandoci e commentando argutamente utensili, attrezzi e documenti esposti, fino all’ultima sala occupata al centro dalla grande Burchiella (imbarcazione per trasporto del sale) originale. Il sale era “l’oro bianco” e veniva gelosamente difeso dalle incursioni di pirati e saraceni dall’alto della Torre a suon di colpi di cannone. Prezioso perchè usato – oltrechè per conservare i cibi – come “moneta” (donde “salario” e anche via “Salaria”, così chiamata perchè usata per il trasporto del sale dalle coste adriatiche a Roma). Scopriamo anche che i fenicotteri rosa acquistano il loro colore mangiando un piccolo crostaceo, l’Artemia salina. La comunità di Cervia ha lottato per mantenere ancora in vita la produzione del sale, condannata a decadere a causa del processo di industrializzazione. Oggi nell’antica salina Camillone, ultima salina artigianale ancora attiva, si produce un sale riconosciuto presidio Slow Food, sale “dolce” per una limitata presenza dei sali amari che ne rende gradevole il sapore. Alla fine della visita ci verrà gentilmente fatto omaggio di un campione di questo prezioso sale.  Conclusa la visita del MUSA, gran finale con il pranzo molto apprezzato da tutti noi presso le Officine del Sale, storico edificio di recente recupero: il pesce adagiato su una mattonella di sale di Cervia resterà a lungo impresso nella memoria.

Da Cervia a Bari scacciamo la noia del lungo tragitto con una riflessione collettiva sulla Biennale di Venezia. Riporto, in sintesi e nella speranza di non tradirne il senso, alcune impressioni sull’arte contemporanea: “ sono perplessa perchè per me l’arte é bellezza anche se c’è creatività apprezzabile; ma quello che ho visto non appartiene alle mie categorie estetiche ” (Rachele); “ho trovato non più il bello nel senso arcadico ma condivisione e una forte dimensione di umanità” (Teresa); “occasione di confronto con l’arte contemporanea ma anche momenti raccapriccianti (nel padiglione italiano) e anche cose inspiegabili: quale il significato nel padiglione giapponese di mazza scopa e ragnetto? L’arte a me deve comunicare emozioni, altrimenti non mi va (Elisa).

 

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Avviso. Rinviato l’incontro di chiusura dell’anno sociale

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AVVISO

 

Per sopravvenuti impegni organizzativi,  l’incontro con i Soci e le Socie dell’Adirt per la conclusione dell’anno sociale programmato per Venerdi 14 giugno, è RINVIATO a nuova data e sede da stabilirsi.

 

Viaggio a Lesina, isoleTremiti, Peschici. Programma

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 3 – 6 giugno  2019

Le Tremiti di Lucio Dalla

“Questo posto favorisce il mio modo visionario di raccontare il mondo e poi aiuta a sognare, soprattutto quando c’è un meraviglioso cielo stellato che puoi vedere uguale solo nel Sahara”.

Lesina

Bauhaus a Peschici 

Programma

Lunedì 3 giugno Ore 7.30. Partenza da Largo Sorrentino – 7.45 Largo 2 Giugno

ore 10.30 Il lago di Lesina, salato in superficie e dolce in profondità, una sosta per tutti gli uccelli di passo  sulle rotte migratorie dal Nord Africa al Nord Europa:  cavalieri d’ Italia, folaghe, aironi e fenicotteri, cigni, cormorani.

Centro visite: acquario,  terrario con tartarughe, collezione di oggetti di uso quotidiano legati al mondo della pesca e della caccia nel passato

Trasferimento a Termoli per l’imbarco e partenza alle ore 15:45  per le Isole Tremiti.

La nave che effettuerà il trasferimento è l’Isola di Capraia. Arrivo a San Domino alle ore 17:00

Cena e pernottamento in hotel Eden, tel.0882 463211 

Martedì  4 giugno 

Ore 08.00; sveglia e prima colazione

Trasferimento in motobarca isola di S. Nicola: la fortezza-abbazia di Santa Maria a Mare, abitata dai Benedettini Cassinesi, dai Cistercensi e dai Canonici Lateranensi e utilizzata persino come colonia penale in epoca più recente.

Tempo libero per il pranzo.

Nel pomeriggio escursione in motobarca per la visita delle isole. Sosta bagno dalla barca.

Nel tardo pomeriggio rientro in hotel. Cena e pernottamento.

Facoltativa e con meteo favorevole escursione notturna in barca. Alla scoperta delle diomedee.

Mercoledì 5 giugno

Ore 08.00;  sveglia e prima colazione
Tempo libero per il mare e pranzo.
Nel pomeriggio ore 16.15 circa  trasferimento al porto con i bagagli per Peschici

Arrivo al porto di Peschici e consegna delle camere presso Hotel Elisa Tel.  0884 964012
situato a pochi metri dallo sbarco. Cena e pernottamento

Giovedì 6 giugno

Ore 08.00;  sveglia e prima colazione
Peschici  la “Perla del Gargano”:  Alla scoperta del Bauhaus e di Alfredo Bortoluzzi.
Pranzo “ da Maria”-  0884 911112

Ore 19.00/20.00  Arrivo a Bari Largo 2 Giugno – Largo Sorrentino

Lucia Aprile 338.6092628  – 339.4029450;  Angela Mengano 338.4639612; Autista 377.5104189


ADIRT – Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio-  Via Abbrescia 45/47  BARI
Tel. 338.6092628    339.4029450    338.4639612    info@adirt.it   www.adirt.it

L’Associazione Italo Britannica invita i Soci dell’Adirt

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L’Associazione Italo Britannica (A.I.A.), invita i Soci e le Socie dell’Adirt ai due incontri programmati per il mese di maggio presso la sede di Via Abbrescia n. 47:

 

MERCOLEDI 15  MAGGIO, ore 18:30

La diversità degli esseri viventi: un insieme di fattori a supporto della positiva diversità umana

Ce ne parlerà Marcella Attimonelli, prof.ssa di Biologia Molecolare dell’Università di Bari.

 

MERCOLEDI 29 maggio, ore 18:30

Chiusura dell’anno sociale con una lezione su “John Lennon e la contemporaneità

Con Pierpaolo Martino e Antonio Tuzza, chitarre e voce.

A seguire un piccolo rinfresco. Contributo volontario.

 

per l’Associazione Italo Britannica

Gabriella Pepe

 

Comunicato. Maggio e Giugno 2019

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Comunicato

Maggio – Giugno 2019

 

Venerdì 10 maggio, ore 17.30. In Sede

LeggerMente: gruppo di lettura

 

Martedì 14 maggio, ore 17.30. In Sede
Incontro con CarlaTedesco, Assessore all’urbanistica e Micaela Paparella, Presidente 1° Municipio

 

Venerdì 17 maggio, ore 17.30. In Sede

Diversità e inclusione nella città contemporanea.

Gianrico  Carofiglio dialoga con Marco Livrea

 

Giovedì 23 maggio, ore 17.30. Archivio di Stato, via Pietro Oreste, n. 45.
La terra del rimosso: il libro e il festival della cultura orale a Ginosa.

Con Sandro Catucci, Autore del libro, gli Organizzatori del festival e il Coro dell’UTEP-Maria Giannini di Ginosa.

 

Venerdì  24 maggio, ore 17.00

Visita all’Archivio fotografico di Luciana Galli

 

Domenica 26 maggio, ore 10.30/13.00. Centro Polifunzionale Futura–Parco 2 Giugno,
Piazza del Baratto e Bookcrossing

 

Venerdì  31 maggio.  In Sede. Ore 16.00 in prima convocazione, ore 17.30 in seconda convocazione

Assemblea Ordinaria dei Soci, per discutere e deliberare sul seguente o.d.g.:
-Relazione del Presidente sull’attività svolta nel 2018

-Relazione del Collegio Sindacale sul bilancio chiuso al 31/12/2018
-Lettura e approvazione del Bilancio d’Esercizio chiuso al 31/12/2018

-Diritto di voto per i Soci in regola con il pagamento della quota sociale per l’anno 2018

Per statuto, ciascun Socio può rappresentare, con delega scritta, fino ad un massimo di tre Soci.

 

Lunedì 3 – Giovedì 6 giugno  2019.  Viaggio.

Le Tremiti di Lucio Dalla

“Questo posto favorisce il mio modo visionario di raccontare il mondo……” L.  Dalla

 

Venerdì  14 giugno, ore 18.00.  In Sede 
Incontro con i Soci per la conclusione dell’anno sociale

 

  • Per il viaggio alle Tremiti di Lucio Dalla: informazioni, programmi , prenotazioni in Sede il 14 maggio ore 17,30

 

  • Il 31 maggio, dopo l’assemblea e le opportune informazioni, raccoglieremo le adesioni per

il nostro viaggio studio in Germania “Repubblica di Weimar – Bauhaus”. Il viaggio si svolgerà probabilmente dal 7 al 15 settembre 2019.

 

Informazioni e prenotazioni telefoniche :  339.4029450  –  338.6092628  –  338.4639612

Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio Via Abbrescia 45/47  Bari 70121

Gita a San Severo. Programma

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 ‘PER UNA SAN SEVERO DA RISCOPRIRE’

Domenica 17 febbraio 2019

 

Programma

ore 8.00/8.15  - Partenza da Largo Sorrentino  /  Largo 2 Giugno

ore 10.15 -  Arrivo città di San Severo

Visita del Centro storico, a cura di Giuseppe dell’Oglio (guida Regione Puglia); cell. 320.0372568

L’antico Castellum Sancti Severini ha chiese e palazzi storici di pregevole interesse tra cui:  San Lorenzo delle Benedettine;  la Chiesa dei Celestini;  Santa Maria della Pietà;  la Cattedrale di Santa Maria Assunta;  Il Museo diocesano.

Ore 13.30 /15.30 – Pausa pranzo presso il ristorante “Mediterraneo“; cell. 347.813 1652

Il MAT Museo dell’alto Tavoliere, nell’antico complesso dei francescani conventuali, ha la connotazione di un ‘museo territoriale’, in cui archeologia, storia, arti, tradizioni e natura, coesistono in maniera così serrata da costituire una sorta di unico tessuto culturale.

Recentemente, al suo interno, è stato inaugurato “ArchivioSplash! Andrea Pazienza”, un centro di documentazione dedicato alla figura del fumettista Andrea Pazienza, che intende diventare un punto di riferimento per professionisti e amanti del fumetto e dell’illustrazione.

A cura del dott. Antonello Vigliaroli  (operatore culturale Regione Puglia),  ideatore del centro di documentazione “Archivio- Splash! Andrea Pazienza”; cell. 329.4960144

Ci accompagnerà, durante il percorso riguardante il museo diocesano e la musica delle Benedettine, Roberto Matteo Pasquandrea, autore con  Annamaria Bonsante  di “Celesti Sirene. Musica e monachesimo, dal Medioevo all’Ottocento”, un volume che contiene gli atti di un convegno internazionale tenutosi a San Severo nel marzo del 2008.

ore 20.30 arrivo a Bari – Largo 2 Giugno / Largo Sorrentino 

 

Venerdì 22 marzo

alle ore 17.30, in sede

 

incontreremo Mariella Basile, storica dell’arte e Annamaria Bonsante, musicologa che completeranno con i loro studi  e ricerche di vari anni la nostra conoscenza di San Severo.

 

Info: 339.4029450      338.4639612

Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio Via Abbrescia 45/47 Bari 70121   info@adirt.it   www.adirt.it

 

AVVISO. Rinviato l’incontro con Francesca Bottaliaco

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AVVISO

 

Per sopravvenuti impegni,  l’incontro con Francesca Bottalico, Assessore al Welfare del Comune di Bari, programmato per questo Venerdì 15 febbraio, è RINVIATO a data da stabilirsi.

CI VEDREMO COMUNQUE VENERDI 15 FEBBRAIO, alle ore 17:30 per organizzare la nostra prossima gita di Domenica 17 febbraio che, a San Severo, ci permetterà di “incontrare” Andrea Pazienza, detto Paz,  per un’ originale e paradigmatica ricerca nell’ambito della storia del fumetto. A seguire, il programma prevede la visita al tempio di San Lorenzo. 

RispondiInoltra

 

 

 

Incontro con Francesca Bottalico

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Venerdì 15 febbraio

ore 17.30 in Sede

 

Incontro con Francesca Bottalico, Assessore al Welfare del Comune di Bari.

 

 

Casa Giannini. Con Gianna e Giulia Giannini

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Venerdì 18 gennaio.

Ore 17.30 in sede

 

Casa Giannini: una storia della città, una storia di famiglia, una storia della musica.

Con Gianna e Giulia Giannini

 

ADIRT (Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio)                Via Abbrescia 45/47, Bari 70121  
339.4029450 – 338.4639612     info@adirt.it      www.adirt.it

 

 

Lectura Dantis. Paradiso. III e VI canto

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“Con il libro in mano”

L’ADIRT in collaborazione con l’ADI (Associazione degli Italianisti) e  l’ADI-sd nazionali (sezione didattica dei docenti della scuola), organizza l’incontro di:

Lectura Dantis

Martedì 15 gennaio 2019, ore 18:00

presso la sede dell’Adirt  si leggeranno il III e VI  canto  del Paradiso. Rita Ceglie, docente di Italiano e Latino nei licei e referente regionale dell’ADI-sd, condurrà  l’incontro.

E’ necessario portare con sé il testo della Commedia.

Gita a San Severo

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Domenica 13 gennaio 2019

Ore 08.00, partenza da Largo Sorrentino // 08.15 Largo 2 Giugno

 

L’Adirt organizza una gita  a San Severo dove “incontreremo” Andrea Michele Vincenzo Ciro Pazienza, detto Paz., per un’ originale e paradigmatica ricerca nell’ambito della storia del fumetto.

Seguirà la visita al tempio di San Lorenzo. Tra provincia e capitale, sacro e profano.

 

PER  INFORMAZIONI  E  PRENOTAZIONI  TELEFONARE  A:

339.4029450 // 338.4639612

Presentazione del libro – Verrannno i giorni della pace – di Amalia Mancini. Mediateca Regionale Pugliese

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Mercoledì 5 dicembre alle ore 18

Mediateca Regionale Pugliese. Via Zanardelli, 30 – Bari

 

In occasione della commemorazione del bombardamento di Bari del dicembre del 1943, presentazione del libro:

 

Verranno i giorni della pace
di Amalia Mancini
ed. Gelsorosso

 

Intervengono:
Amalia Mancini,
Scrittrice
Rita Ceglie,
già Docente Liceo “O. Flacco”
Vito Antonio Leuzzi,
Storico, presidente IPSAIC

Letture dell’attore: Lino De Venuto

Con l’accompagnamento musicale del chitarrista: Massimo De Dominicis
“Fu in quella magica notte, in cui perse la sua innocenza, che capì quanto fosse preziosa la vita.
Nel frastuono delle bombe, con le luci che si avvicendavano in un alternarsi irripetibile di bagliori e tenebre, si delineò il suo futuro”.

Viaggio Livorno – Pisa. Programma

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Viaggio Livorno – Pisa

27 novembre – 1°dicembre 2018

 Programma

Martedi 27 novembre

ore 7.15 partenza da Largo Sorrentino / 7.30 Largo 2 Giugno

Santa Severa: il Castello dove erano i tesori della mitica Pyrgi

Pranzo libero

ore 18.00  Livorno.  Cena e Pernottamento

Mercoledì 28 novembre

Ore 7.30   sveglia e prima colazione

ore 9.00   Livorno:  l’anima commerciale e marinara

In battello lungo i Fossi Medicei:  i canali, i ponti, le case con le fondazioni sull’acqua, i magazzini,  il quartiere Venezia, le antiche fortezze, il Mercato Centrale, il più bello   d’Europa.

Pranzo libero

Il centro storico: Piazza Grande, Piazza della Repubblica, il Cisternone, i 4 Mori,  la Terrazza Mascagni.

ore 20.30 Livorno. Cena e pernottamento

Giovedì  29 novembre

ore 7.30   sveglia e prima colazione

ore 9.00   Livorno: il teatro della scissione , Villa Mimbelli: il  Museo Fattori.

Pranzo libero

ore15.00 Pisa Piazza dei Cavalieri: Palazzo dei  Cavalieri, il Palazzo della Carovana , la Normale.

ore 20.30 Livorno. Cena e pernottamento

Venerdì 30 novembre

ore  7.30   sveglia e prima colazione

ore  9.00   Pisa. Percorso Galileo. Piazza dei Miracoli:  il Battistero, Torre Pendente, la Cattedrale, il Cimitero Monumentale.

Pranzo libero

ore 15.00  Pisa: il Lungarno, Palazzo Reale,  Borgo stretto, la casa di Galileo.

ore 20.30 Livorno. Cena e pernottamento

Sabato 1 dicembre

ore 7.30   sveglia e prima colazione.   Ore 9.00 partenza

Cerveteri : Necropoli etrusca la “Banditaccia”.

Pranzo

Ritorno a Bari. Arrivo previsto ore 23.00   Largo 2 Giugno / Largo Sorrentino

Lucia Aprile: 338.6092628 – 339.4029450

Angela Mengano: 338.4639612

Gita a Ginosa: Il teatro di strada da – La terra del rimosso – di Sandro Catucci

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Domenica 4 novembre 2018

 

Ginosa

 Il teatro di strada da “La terra del rimosso” di Sandro Catucci

  Programma

 

Domenica 4 novembre

partenza   ore 15.00 Largo Sorrentino;     15.15  Largo 2 giugno

 ore 16.00

Mottola: Visita guidata del centro storico

Oppure

Sosta San Basilio: Il Casino dl Duca

ore 18.00

 Ginosa: Passeggiata nel centro città

ore 20.30 Rievocazione storica da “La terra del rimosso” con la partecipazione del paese.

ore 22.00  Cena

Arrivo previsto a Bari ore 24.30 /1.30 Largo 2 Giugno / Largo Sorrentino

Lucia Aprile 338.6092628   –  339.4029450     Angela Mengano 338.4639612

 

Viaggio di Autunno: rettifica date.

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A rettifica di quanto segnalato nel recente comunicato Ottobre – Novembre 2018, si fa presente che le date del Viaggio d’autunno saranno le seguenti:

Viaggio d’autunno:  27 novembre – 1 dicembre 2018

PISA: la Scienza , Galileo, la Normale.

LIVORNO: la prima scissione della storia della sinistra; il “giro dei fossi”; i canali d’acqua medicea.

Informazioni, programmi e prenotazioni: MARTEDI 30 ottobre, dalle 16.30 alle 17.30. IN SEDE.    

Prenotazione telefonica:  339.4029450 –  338.4639612

Il pianoforte di Nino Rota ed il suo restauro – Invito al Conservatorio di Bari

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Ai Soci/Socie e Simpatizzanti dell’Adirt,

Accogliendo l’invito della prof.ssa Angela Annese, Pianista, docente di Pianoforte presso il Conservatorio ‘Niccolò Piccinni’ di Bari, divulghiamo l’informazione riguardante la XIII edizione della manifestazione  “Premio Nazionale delle Arti” che si svolgerà dal 11-14 settembre 2018 a Bari presso l’Auditorium “Nino Rota” del Conservatorio “Niccolò Piccinni”.

In particolare, presso la saletta dell’Auditorium “Nino Rota”, il 12 settembre 2018 alle ore 18:00, sarà presentato “il pianoforte di Nino Rota ed il suo restauro”. Alleghiamo l’invito rivolto a Soci/Socie  e Simpatizzandi dell’Adirt.

 

Invito 12 settembre 2018

 

 

 

 

 

Viaggio nei luoghi di Lutero. AVVISO IMPORTANTE

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NEI LUOGHI DI LUTERO, BACH, CRANACH:

AVVISO

Per sopravvenuti problemi organizzativi, il viaggio nei luoghi di Lutero, Bach e Cranach  programmato nel mese di settembre E’ RINVIATO a data da stabilirsi.

Nuovo Regolamento Generale per la Protezione dei Dati (GDPR).

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Gentile Socio/a e Simpatizzante,
la nostra Associazione tutela la riservatezza dei dati personali e garantisce ad essi la protezione necessaria da ogni evento che possa metterli a rischio di violazione.
Come previsto dal Regolamento dell’Unione Europea Lg.n. 679/2016 (GDPR), ed in particolare all’art. 13, qui di seguito vengono fornite all’Utente (Socio/a e Simpatizzante) le informazioni richieste dalla legge relative al trattamento dei propri dati personali.
L’Adirt, con sede in via Abbrescia 45 – 70124 Bari, opera come Titolare del trattamento dei dati e raccoglie e/o riceve le informazioni che riguardano i Soci/Simpatizzanti, quali  i dati anagrafici: nome, cognome, indirizzo fisico, provincia e comune di residenza, telefono fisso e/o mobile, indirizzo/i e-mail.
L’Adirt non richiede al Socio/Simpatizzante di fornire dati “particolari”, ovvero, secondo quanto previsto dal GDPR (art. 9), i dati personali che rivelino l’origine razziale o etnica, le opinioni politiche, le convinzioni religiose o filosofiche o l’appartenenza sindacale, nonché dati genetici, dati biometrici intesi a identificare in modo univoco una persona fisica, dati relativi alla salute o alla vita sessuale o all’orientamento sessuale della persona.
Il Titolare ha nominato un Responsabile della Protezione dei dati personali che può essere contattato per ogni informazione e richiesta:
e-mail: info@adirt.it
Telefoni : Lucia Aprile 338.609.2628 – Teresa Santostasi 338.589.7259
Per ogni informazione o richiesta i Soci potranno contattare l’indirizzo.
Il Direttivo dell’Adirt

N. B. Allegato Modulo di consenso

Nuovo Regolamento Generale per la protezione dei Dati

Delega partecipazione Assemblea Ordinaria

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Venerdi 25 maggio, ore 17:30. In sede

 Si comunica che Venerdi 25 maggio c.a., alle ore 17:30, presso la Sede Sociale in via Abbrescia n. 47 – Bari, è convocata l’Assemblea Ordinaria dei Soci dell’Adirt, per discutere e deliberare il seguente Ordine del Giorno:

  • Relazione della Presidente.
  • Relazione del Collegio Sindacale sul bilancio, chiuso al 31 dicembre 2017.
  • Lettura e approvazione del Bilancio di Esercizio, chiuso al 31 dicembre 2017.

All’Assemblea possono intervenire tutti i Soci iscritti, in regola con il pagamento della quota sociale per l’anno 2017.

In allegato la Delega

La Presidente

Lucia Aprile

 

_DELEGA____________________________________________________________________________________

Il Sottoscritto/a Socio/a Adirt,  Sig. __________________________________________________

impossibilitato/a ad intervenire all’Assemblea Ordinaria dei Soci, convocata per il  25 maggio 2018

                                                                                          DELEGA

il Socio/a  Sig.  _______________________________________________________________

a rappresentarlo/a a tutti gli effetti.

Bari, ____________                                                        Firma del Delegante______________________

 

N.B. Si ricorda che, a norma di Statuto, ciascun Socio può rappresentare, mediante delega scritta, fino ad un massimo di tre Soci.

Convocazione Assemblea Ordinaria

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Venerdi 25 maggio, ore 17:30. In sede

 

Si comunica che Venerdi 25 maggio c.a., alle ore 17:30, presso la Sede Sociale in via Abbrescia n. 47 – Bari, è convocata l’Assemblea Ordinaria dei Soci dell’Adirt, per discutere e deliberare il seguente Ordine del Giorno:

  • Relazione della Presidente.
  • Relazione del Collegio Sindacale sul bilancio, chiuso al 31 dicembre 2017.
  • Lettura e approvazione del Bilancio di Esercizio, chiuso al 31 dicembre 2017.

All’Assemblea possono intervenire tutti i Soci iscritti, in regola con il pagamento della quota sociale per l’anno 2017.

Si ricorda che, a norma di Statuto, ciascun Socio può rappresentare, mediante delega scritta, fino ad un massimo di tre Soci.

Cordiali saluti

                                                              la Presidente

Lucia Aprile

 

Invasione di Fake News in medicina? Conferenza di Raffaele Numo

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Mercoledì 16 maggio, ore 18:30. Sede: Via Abbrescia 47

L’Associazione Italo Britannica invita i Soci dell’Adirt alla conferenza:

“Invasione di Fake News anche in medicina?”

Relatore il prof. Raffaele Numo

 

Viaggio nella Locride e in Aspromonte.

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Viaggio nella Locride e in Aspromonte

I Greco – Bizantini di Calabria e le Lingue minoritarie

17- 20 maggio 2018

 


 

- Giovedì  17 maggio, ore 07:20, partenza da Largo Sorrentino / 07:30, partenza da Largo 2 Giugno

Autostrada Salerno- Reggio. Uscita SERRE

Pranzo libero

ore 15:00.  Visita guidata di SERRA SAN BRUNO

                 Bruno da Colonia, fondatore dei Certosini,  giunto qui, tra la Sila e l’Aspromonte nel 1090, riferiva ai suoi amici: «Abito un eremo abbastanza lontano d’ogni parte dall’abitazione di uomini. Che cosa devo dire della sua amenità, clima e felicità o della pianura ampia e bella, distesa in lungo tra i monti, dove sono prati verdeggianti e floridi pascoli? Che cosa devo dire della veduta dei colli che da ogni parte s’innalzano dolcemente, del rifugio delle fresche valli e dell’amabile abbondanza di fiumi, ruscelli e fonti?»

                 STILO

ore 20.00  Cena e Pernottamento in Hotel Kennedy; tel. 0964.863394

 

- Venerdì  18 maggio, ore 08:00,  sveglia e prima colazione

               GERACE                                                                                                                          

Pranzo libero

               LOCRI

               BRANCALEONE: “Un Paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo  che,  anche quando non ci sei, resta ad aspettarti”  diceva un abitante temporaneo di Brancaleone. Era Cesare Pavese, qui in esilio.

Cena e Pernottamento in Hotel Altalia; tel. 0964.933031

 

- Sabato  19 maggio,  ore 08:00, sveglia e prima colazione

             La Calabria grecanica.

             Il greco è una delle lingue sottoposte a tutela dalla legge 482/1999 e i comuni calabresi che lo riconoscono sono: Bova, Palizzi, Roghudi, Condofuri…L’ Atlante Mondiale delle Lingue in Pericolo dell’UNESCO lo pone tra le lingue severamente in pericolo.

             BOVA (820 m.), Castello normanno,  S. Maria dell’Isodia,  il Sentiero della civiltà contadina,

             Santuario di San Leo e il Museo della lingua greco calabra Gerhard Rohlfs.

             Aperitivo presso il Ristorante Grecanico della Coop San Leo

             PENTADATTILO, visita guidata del borgo

Cena e Pernottamento in Hotel

 

- Domenica 20 maggio,  ore 08:00, sveglia e prima colazione

             GAMBARIE  – Il cippo di Giuseppe Garibaldi, ferito dai Piemontesi il 29 agosto 1862

Pranzo

Rientro a Bari ore 22:00 – 23.00 Bari Largo 2 Giugno / Largo Sorrentino

Info: Lucia Aprile tel. 338.609.2628 /  339.402.9450

          Angela Mengano tel. 338.463.9612

 

 Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio Via Abbrescia 45/47 Bari

info@adirt.i   www.adirt.it

Il castigo di Dio. Di Marcello Introna

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Venerdi 20 aprile, ore 17:30. In sede

“Il castigo di Dio”, di Marcello Introna. Mondadori

Un romanzo corale sullo sfondo di una città, la Nostra, devastata dalle privatizzazioni e dalle clientele.

Con l’Autore, Amalia Mancini.

“Non si tratta di archeologia del presente, ma di un passato prossimo sì; siamo negli anni più bui del secolo scorso, nel luglio del ’43, alla vigilia della caduta del fascismo e dei fatti di sangue che ne seguirono. Anche Bari ebbe i suoi martiri, giustiziati in via Nicolò dell’Arca, a memoria di chi non voleva che si dimenticasse chi fosse il più forte”.

Visita alla MASMEC di Modugno

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Sabato 14 aprile 2018

L’ADIRT,  nell’ambito della sua attività di conoscenza del territorio, organizza la visita alla MASMEC, un’azienda specializzata in tecnologie di precisione, robotica e meccatronica, applicate ai settori dell’automotive e del biomedicale, fiore all’occhiello della nostra economia.

“Ci sentiamo parte integrante del territorio e crediamo che le aziende debbano essere sorgenti di benessere e valore condiviso” (Michele Vinci, presidente MASMEC)

 

ADIRT (Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio)
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Le donne di Monteleone di Puglia (FG)

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Domenica 15 aprile 2018

 

L’ADIRT organizza una giornata di conoscenza e di studio a Monteleone di Puglia (FG) – Subappennino Dauno – 842 m s.l.m.

Nell’incontro con le autorità locali saranno ricordate

Le donne di Monteleone: contro il regime fascista, la prima rivoluzione civile italiana a causa della crisi economica indotta dalla guerra .

Con Rosina Basso Lobello e Vito Antonio Leuzzi

 

ADIRT (Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio)
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Bari Bizantina: Origine, Declino, Eredità di una capitale mediterranea – di Nino Lavemicocca

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Martedì 10 aprile, alle  ore 17:30 –  In sede

L’Adirt ricorda il contributo fondamentale di Nino Lavermicocca alla storia della città presentando la sua opera

“Bari  Bizantina. Origine, Declino, Eredità di una capitale mediterranea”.    Edizionidipagina.

Con Giacomo Annibaldis

 

Adirt( Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio

Via Abbrescia 45/47  Bari

338.6092628   

info@adirt.it   www.adirt.it

 

Raffaele Licinio: un uomo nella storia

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Venerdi 6 aprile, ore 17:30. In sede

Per Raffaele Licinio: un uomo nella storia.

Con Sergio Chiaffarata e Paolo Fioretti

Comunicato Aprile – Maggio – Giugno 2018

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 Comunicato

Aprile – Maggio- Giugno 2018

 

 

Venerdi 6 aprile, ore 17:30. In sede

Per Raffaele Licinio: un uomo nella storia.

Con Sergio Chiaffarata e Paolo Fioretti

 

Martedì 10 aprile, ore 17:30. In sede

“Bari Bizantina”, di Nino Lavermicocca. Edizionidipagina

Origine,declino,eredità di una capitale mediterranea.

Con Giacomo Annibaldis

 

Sabato 14 aprile, ore 10:00. Largo 2 giugno. Mezzi propri

Modugno (BA). Visita alla MASMEC: un’azienda specializzata in tecnologie di precisione, robotica e meccatronica, applicate ai settori dell’automotive e del biomedicale.

“Ci sentiamo parte integrante del territorio e crediamo che le aziende debbano essere sorgenti di benessere e valore condiviso” (Michele Vinci, presidente Masmec)

 

Domenica 15 aprile, Largo Sorrentino  ore 08:00;  Largo 2 Giugno ore 08:10

Monteleone di Puglia (FG) – Subappennino Dauno – 842 m s.l.m.

Le donne di Monteleone. Contro il regime fascista, la prima rivoluzione civile italiana a causa della crisi economica indotta dalla guerra .

Con Rosina Basso Lobello e Vito Antonio Leuzzi

 

Martedì 17 aprile, ore 17:30. In sede 

Con il libro in mano”: Lectura Dantis. In collaborazione con l’ADI (Ass. degli Italianisti).

 

Venerdi 20 aprile, ore 17:30. In sede

“Il castigo di Dio”, di Marcello Introna. Mondadori

Un romanzo corale sullo sfondo di una città, la Nostra, devastata dalle privatizzazioni e dalle clientele.

Con l’Autore, Amalia Mancini.

 

Martedì 24 aprile, ore 17:30. In sede

LeggerMente: gruppo di lettura

 

Sabato 28 aprile, ore 10:30

La viandanza

 

Domenica 29 aprile, ore10:30-13:00. Centro Polifunzionale Futura – Parco 2 Giugno Piazza del Baratto e Bookcrossing

 

Venerdi 11 maggio, ore 17:30. In sede

Paolo Marturano. Quando andavamo all’Università di Bari. La storia, la goliardia, la politica nell’Ateneo.

Interviene Vito Raimondo.

 

da Giovedì a Domenica 17-20 maggio. Largo Sorrentino ore 07:20; Largo 2 Giugno ore 7:30

Nella Locride e in Aspromonte: Greci e Bizantini di Calabria. Le Lingue minoritarie

 

Martedì  22 maggio, ore 17:30. In sede

La Riforma Franceschini: Quale la funzione dei Musei e delle Mostre?

Incontro – dibattito tra i soci.

 

Venerdi 25  maggio, ore 17:30. In sede

Assemblea Bilancio

 

Domenica 27 maggio, 10:30-13:00. Centro Polifunzionale Futura – Parco 2 Giugno Piazza del Baratto e Bookcrossing

 

In preparazione… due momenti del nostro Andare

 

nel mese di Giugno, probabilmente da lunedi 11:

“La Russia degli Zar”, Viaggio attraverso i fiumi Volga, Neva,  i Canali, i Laghi Ladoga, Onega …con la visita dei luoghi che si incontrano durante il percorso: Mosca, San Pietroburgo, Jaroslav …

 

nel mese di Settembre, probabimente da sabato 8:

“I luoghi di Lutero e Bach”, Viaggio attraverso la Svizzera e la Germania

 

E’ importante sapere, entro aprile, se vi è un interesse per questi itinerari. Questo ci consentirebbe un’organizzazione adeguata ai nostri interessi culturali e alle nostre esigenze .

 

Informazioni, programmi , prenotazioni. In Sede Venerdi 6 aprile,  ore 16:30

338.6092628 –  339.4029450  –   338.4639612

 

Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio Via Abbrescia 45/47 Bari

info@adirt.i   www.adirt.it

Sandro Chia ed i guerrieri di Xi’An – Visita Pinacoteca Metropolitana

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Giovedì 29 marzo, ore 10,30 – Pinacoteca metropolitana, Via Spalato, 19                

Visita guidata della  mostra “Sandro Chia e i guerrieri di Xi’An”.

Ieratici e austeri, millenari ma moderni. Appaiono così i guerrieri di Xi’an, “fatti ad arte” da Sandro Chia, esponente di quel movimento artistico consacrato dalla Biennale di Venezia del 1980 e che Achille Bonito Oliva battezzò come Transavanguardia, imponendosi tra i più influenti della svolta postmoderna.

A seguire, ore12,30,  Aperitivo presso BUO’ – Mercato con Cucina – Biologico Equo Locale – via Mameli 4/6 -Bari

 

Info:   338.6092628    –      339.4029450

50 sfumature di Vito. Per ricordare Vito Attolini

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Venerdi 23 marzo,  ore 17,30 –  In sede

 

Per ricordare Vito Attolini: l’uomo, l’amico , lo storico , il divulgatore, il critico cinematografico.

50 sfumature di Vito 

con Anton Giulio Mancino e  Guglielmo Siniscalchi .

 

 

Info:   338.6092628   

             339.4029450     

 

Lectura Dantis, VI e VIII canto Purgatorio

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“Con il libro in mano”

 

L’ADIRT in collaborazione con l’ADI (Associazione degli Italianisti) e  l’ADI-sd nazionali (sezione didattica dei docenti della scuola), organizza l’incontro di

 Lectura Dantis

 

martedì  20 marzo, ore 18,00 nella sede dell’Adirt

si leggeranno VI e VIII canto del Purgatorio.

Rita Ceglie, docente di Italiano e Latino nei licei e referente regionale dell’ADI-sd, condurrà  l’incontro.

 

E’ necessario portare con sé il testo della Commedia.

—-

 

La Terra del Rimosso, di Sandro Catucci

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Venerdi 16 marzo,  ore 17,30 –  in sede

“La Terra del Rimosso”  di Sandro Catucci.

Un’immersione nell’oralità attraverso una ballata popolare tra mito e storia. La memoria di una strage fascista in un paese del tarantino, Ginosa, avvenuta il 4 novembre 1922.

Con l’autore, saranno presenti Franco Pizzulli (voce ), Felice Ranaldo (fisarmonica), Nicola Maggi (chitarra), Luciano Luisi (tamburello).

Programma delle attività 2017 – 2018

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      Programma delle attività

2017—2018

 

La città metropolitana

Riuso edilizio e riqualificazione urbana

I segni del lavoro: la Birra Peroni ed il suo archivio storico

Il lavoro come innovazione e ricerca: la Masmec.

Incontri con Amministratori del Comune e della Regione

 

Raccontare e divulgare la Scienza

Enigmi, sfide, indagini

Film e visite guidate

 

Lingua identità e territorio

Il dialetto e le lingue minoritarie

Conoscenza e difesa

 

Il mondo rupestre

Villaggi, Santuari, Chiese, Ipogei

 

IncontrArti

L’arte nella pluralità delle sue espressioni

Sulla riforma dei Beni Culturali

Musei, Archivi, Biblioteche

Le Mostre: un’impresa intellettuale o commerciale?

 

Raccontare “l’essere giovani oggi”

 

Agorà

Piazza del Baratto. Luogo di incontro, di scambio, di racconto

Spazi di silenzio: esperienze

La Viandanza: percorsi a piedi nella città e nel territorio

 

LeggerMente: Gruppo di lettura

 

Con il libro in mano: Lectura Dantis

 

Prosa e Lirica d’amore nel mondo antico 

 

Le Mostre

“Viva Arte Viva”-  57^ Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia.

Arte e Architettura, Arsenale, Giardini, Palazzo Grassi, Punta della Dogana, San Giorgio

“Longobardi. Un popolo che cambia la Storia”. Napoli – Museo archeologico nazionale

Da De Nittis a Gemito: i Napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo”. Napoli – Palazzo Zevallos

“Pompei@Madre. Materia archeologica”. Napoli –  Museo Madre

 “Hans Op de Beeck”, vincitore della XX edizione del Premio Pino Pascali. Polignano –  Museo Pino Pacali

 “Sandro Chia e i guerrieri di Xi’An”. Bari – Pinacoteca metropolitana

 

Andare

Sovereto: il borgo medievale, il Santuario, la Madonna Nera

Mottola. San Basilio: il Casino del Duca, una masseria del ‘600, dai Caracciolo ai de’Sangro.

Canne della Battaglia:  L’Antiquarium

Trinitapoli: il parco e il museo archeologico degli Ipogei

Alta Valle del Bradano. Il Borgo di Banzi: la ‘fons Bandusiae’ cantata da Orazio nelle sue Odi .

Palazzo San Gervasio: la Collezione D’Errico, la più grande raccolta d’arte privata dell’Italia Meridionale.

Rutigliano: l’Uva, i Fischietti, la Fabbrica delle ostie, il Museo archeologico, la Torre normanna.

Monteleone di Puglia: luogo di ospitalità degli Eretici. La rivolta delle donne contro la guerra

La Biennale di Venezia e le Isole della Laguna

Cervia: le Saline, i Magazzini di stoccaggio, il Museo

Napoli. Un mondo magico: ieri e oggi.

La Locride e l’Aspromonte. Greci e Bizantini di Calabria

Viaggio in Germania. Sulle orme di Bach e di Lutero

La Russia degli Zar in navigazione. Con Lenin a San Pietroburgo

 

 

Comunicato Marzo 2018

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Comunicato Marzo 2018

 

Martedì 13  marzo,  ore 17,30  – in sede 

LeggerMente: gruppo di lettura.

 

Venerdi 16 marzo,  ore 17,30 –  in sede

“La Terra del Rimosso”  di Sandro Catucci.

Un’immersione nell’oralità attaverso una ballata popolare tra mito e storia. Con l’autore, saranno presenti Franco Pizzulli (voce ), Felice Ranaldo (fisarmonica), Nicola Maggi (chitarra) Luciano Luisi (tamburello).

 

Martedì 20 marzo,  ore 17,30 – in sede

“Con il libro in mano”: Lectura Dantis. In collaborazione con l’ADI ( Ass.degli Italianisti).

 

Venerdi 23 marzo,  ore 17,30 – in sede

Per ricordare Vito Attolini: l’uomo, l’amico, lo storico, il critico cinematografico.

50 sfumature di Vito con Anton Giulio Mancino e Guglielmo Siniscalchi.

 

Domenica 25 marzo, ore 10,30 / 13,00  – Centro Polifunzionale Futura – Parco 2 Giugno

Piazza del Baratto e Bookcrossing

 

Martedì 27 marzo, ore 17,30 – in sede

Parsifal e il segreto del Graal. Punto di arrivo della parabola creativa di Richard Wagner e massima espressione dell’ultima fase della sua ricerca drammaturgica e musicale.

Ne parleremo con Adele Boghetich, autrice del libro “Richard Wagner, Parsifal e il segreto del Graal“,  Zecchini editore, 2017.

 

Giovedì 29 marzo, ore 10,30 – Pinacoteca metropolitana, Via Spalato, 19                

Visita guidata della  mostra “Sandro Chia e i guerrieri di Xi’An”.

Ieratici e austeri, millenari ma moderni. Appaiono così i guerrieri di Xi’an, “fatti ad arte” da Sandro Chia, esponente di quel movimento artistico consacrato dalla Biennale di Venezia del 1980 e che Achille Bonito Oliva battezzò come Transavanguardia, imponendosi tra i più influenti della svolta postmoderna.  A seguire, ore12,30  Aperitivo   presso BUO’ Mercato con Cucina – Biologico Equo Locale – via Mameli 4/6 -Bari

 

Per ricordare Vito Attolini   “Parole e Visioni” –   presso la Mediateca, via Zanardelli 30, ore 18,00, sono programmati i seguenti incontri:

- Mercoledì 14 marzo, Sentieri selvaggi (1956) di John Ford, con A.G.Mancino

- Mercoledì 21 marzo, L’infanzia di Ivan (1962) di Andrej Tarkoskij con Irene Gianeselli

- Mercoledì 28 marzo, Senso (1954) di L.Visconti con AngelaB.Saponari

-  Mercoledì 4 aprile, La città delle donne (1980) di F.Fellini con Gemma Lanzo

Informazioni, programmi, prenotazioni, in sede, Venerdi 16 marzo, ore 17,00

338.6092628         339.4029450      338.4639612

 

Associazione Difesa Insediamenti Rupestri e Territorio Via Abbrescia 45/47 Bari 

info@adirt.i   www.adirt.it

La città di Rutigliano: alla scoperta del centro storico e delle sue antiche tradizioni

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Domenica 11 febbraio

La città di Rutigliano: alla scoperta del centro storico e delle sue antiche tradizioni

Comunicato Gennaio – Febbraio 2018

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Venerdi    26 gennaio   ore 17,30  in Sede

La Rivoluzione d’Ottobre: con  Lenin, senza Lenin .

Con Marco Caratozzolo

 

Sabato   27 gennaio    ore 9.30     appuntamento a Largo 2 Giugno (mezzi propri o in alternativa Minibus)

Ore 10.30 Polignano a Mare Museo Pino Pascali, Via Parco del Lauro 119  tel. 080 4249534

Hans Op de Beeck ,  vincitore della XX edizione del Premio Pino Pascali. Artista visivo, drammaturgo, compositore, regista d’opera e teatrale.

Le parole-chiave per la lettura delle opere di Hans Op de Beeck sono: meditazione, silenzio, introspezione. Tutti gli elementi che compongono le monumentali installazioni sono a grandezza naturale e ricoperte da un morbido strato di intonaco grigio; persone ed oggetti pietrificati sotto una coltre cinerea, una Pompei contemporanea immobile e metafisica.

 

Domenica   28 gennaio ore 10.30 / 13.00 Centro Polifunzionale Futura – Parco 2 Giugno, Piazza del Baratto e Bookcrossing

 

Martedì  30 gennaio  ore 17,30, in Sede

LeggerMente: gruppo di lettura
Martedì 6   febbraio   ore 17,30,   in Sede

“Lectura Dantis”

 

Venerdi    9  Febbraio     Ore 17,30,  in Sede

I luoghi della Musica: i Teatri storici. Con   Piefranco Moliterni


Domenica 11 febbraio

La città di Rutigliano: alla scoperta del centro storico e delle sue antiche tradizioni

                                                                                                                              

Venerdi    16 Febbraio     Ore 17,30 in Sede

La prosa di Galileo Galilei. Con   Pasquale Guaragnella.

 

 

Sabato 24 febbraio  Ore 10.30

La Viandanza

 

 

Domenica   25 febbraio  ore 10.30 / 13.00 Centro Polifunzionale Futura – Parco 2 Giugno,

Piazza del Baratto e Bookcrossing

 

 

Giovedì — Sabato  1- 3 marzo da Largo Sorrentino,  ore 7.20  Largo  2 Giugno ore 7.30

Il mondo magico di Napoli : ieri e oggi.

Informazioni, programmi, prenotazioni. In Sede Venerdi 26 gennaio ore 16.00 — 17.00

Prenotazione telefonica 339.4029450     338.4639612

 

 

Comunicato Novembre-Dicembre 2017

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Martedì 31 ottobre ore 17,30 in sede
LeggerMente: gruppo di lettura

Martedì 7 novembre ore 17,30
LeggerMente: gruppo di lettura

Martedì 14 novembre ore 17,30 in sede
LeggerMente: gruppo di lettura

Venerdi 17 novembre ore 17,30 in sede
Avventure in Bosnia 20 anni dopo
Con Michele Cecere e Piergiorgio Favia

Martedì 21 novembre ore 17,30 in sede
Lectura Dantis

Sabato 25 novembre ore 8.15 partenza da Largo Sorrentino 8.30 Largo 2 Giugno
Banzi tra tesori sacri e reperti archeologici.
La Collezione D’Errico a Palazzo San Gervasio

Domenica   26 novembre ore 10.30 / 13.00 Centro Polifunzionale Futura – Parco 2 Giugno,
Piazza del Baratto e Bookcrossing

Martedì 12 dicembre ore 17,30 in sede
500 anni fa la Riforma protestante.
Una nuova Chiesa stava nascendo con i suoi pastori, la liturgia in tedesco e le chiese austere.
Da Martin Lutero a J.S.Bach . Con Adele Boghetic

Venerdi 15 dicembre ore 17,30 in sede
Festa del Tesseramento

I soci sono invitati a partecipare alla festa con un contributo “dolce” o “salato” da condividere.

Informazioni, programmi e prenotazioni martedì 7 novembre dalle ore 17.00 alle 17.30 in sede

Prenotazione telefonica 339.4029450      338.4639612

 

 

Comunicato Settembre – Ottobre 2017

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Sabato 23 settembre ore 18,00 Palazzo Simi
Incontro sui primi risultati degli “Scavi a San Nicola” che riprendono quelli di Nino Lavermicocca

Domenica 24 settembre ore 10.30 – 13.00 Bread & Roses Via Amendola 189/A
Piazza del Baratto e Bookcrossing

Lunedi 25 settembre ore 20,30 Archivio di Stato, Cittadella della Cultura, via Pietro Oreste 45
Concerto dell’Orchestra Sinfonica Metropolitana di Bari. Musiche di Gaetano Donizetti

Martedì 10 ottobre ore 17,30 in sede
LeggerMente: gruppo di lettura

Venerdì 13 ottobre ore 17,30 in sede  
Itinerari matematici in Puglia, Giazira Scritture , 2016.
Incontro con l’autrice Sandra Lucente, ricercatrice di Analisi Matematica presso l’Università di Bari.
Un diario di viaggio a tema matematico attraverso storie e suggestioni artistiche dei luoghi della Puglia.

Da Martedi 24 a Sabato 28 ottobre
Venezia: La Biennale e le Isole della Laguna
La 57esima Esposizione Internazionale d’Arte “Viva Arte Viva”
a cura di Christina Macel per la quale
«l’arte di oggi, di fronte ai conflitti e ai sussulti del mondo, testimonia la parte più preziosa dell’umanità, in un momento in cui l’umanesimo è messo in pericolo. Essa è il luogo per eccellenza della riflessione, dell’espressione individuale e della libertà, così come degli interrogativi fondamentali».

Arsenale: Il Padiglione Italia
Giardini: Il Padiglione Francia, il Padiglione Centrale con il Progetto sui Migranti e sui Rifugiati
L’altra Venezia: un “andare” per le Isole della Laguna nel tempo delle ultime  rose e delle prime nebbie :  San Servolo, San Lazzaro degli Armeni, San Francesco nel Deserto, Torcello

Domenica   29 ottobre ore 10.30 / 13.00 Centro Polifunzionale Futura – Parco 2 Giugno,
Piazza del Baratto e Bookcrossing

Per organizzazione viaggio a Venezia, è urgente conoscere il numero dei partecipanti.

Prenotazione telefonica 339.4029450      338.4639612

Martedì 3 ottobre ore 17.30  in sede
Informazioni e programmi dettagliati

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